Gli errori SEO più comuni

In quest’articolo ti racconto alcuni degli errori SEO più comuni in cui mi imbatto ogni giorno, cioè quegli errori che rendono il tuo sito difficile da trovare su Google.

Si tratta di errori di vario tipo, alcuni risolvibili in un minuto, altri più complessi. In ogni caso, il primo passo da fare è riconoscerli! Poi esistono tanti strumenti e risorse per approfondire ciascun errore e lavorarci su.

Leggi questi errori SEO e controlla se li fai anche tu

  1. Non fare lo studio keyword. Senza studio keyword non ci può essere SEO: per rendere una pagina o un articolo facile da trovare su Google, devi decidere per cosa vuoi farti trovare. Per farlo, devi usare almeno Google Suggest, lo strumento di Google che tutti usiamo quotidianamente (quando inizi a scrivere qualcosa, Google ti suggerisce delle parole: se le parole sono lì sono cercate, altrimenti no). Per fare un lavoro più completo però ti consiglio di vedere anche quanto e quando sono cercate e che concorrenza hanno (per la concorrenza io uso lo strumento a pagamento di Moz, ma ognuno può trovare la sua strada).
  2. Credere, se usi WordPress e il plugin Yoast, che Google legga la keyword. No, la keyword di Yoast serve solo per orientare il tuo lavoro di ottimizzazione! Se scegli come keyword una parola generica tipo “blog” o “successo” però non ti servirà neppure a quello: per keyword intendiamo un gruppo di parole specifico che caratterizza il tuo contenuto ed è cercato dagli utenti. Esempio: “come pulire la fodera del divano” (se il tuo articolo parla di quello) e non “pulire”. Qui ti spiego come ottimizzare un articolo usando Yoast.
  3. Fare un sito monopagina. Con un sito monopagina, puoi puntare ad una sola parola chiave e ai suoi stretti sinonimi. Così, finirai per posizionarti solo per quella parola nel migliore dei casi, perdendoti tutte le altre. Quali sono le altre? Per scoprirlo devi fare lo studio keyword. Ricorda che un sito piccolo (es. quello di un’idraulica a Milano) in linea di massima dovrebbe puntare ad una rosa di almeno 30 parole chiave.
  4. Fare un sito con poche pagine, meno di quelle necessarie. Quali sono quelle necessarie? Una per ogni prodotto o servizio, pensati però non così come li classifichi tu ma mettendoti dal punto di vista del tuo cliente ideale. Oltre a queste, sono utili tutte le pagine costruite intorno a parole chiave (quindi a ricerche) non direttamente orientate alla vendita. Se vendi trattori, non serve solo una pagina per ogni trattore, ma ti potrà essere utile anche una pagina su “Come scegliere un trattore”.
  5. Fare pagine senza o con poco testo. Google legge le parole: non c’è una regola precisa, ma difficilmente una pagina con meno di 300 parole (esclusi casi particolari, come home di siti complessivamente ben posizionati) sarà facile da trovare su Google.
  6. Credere che la SEO significhi forzare la scrittura o manipolare i lettori. No, SEO significa organizzare bene i contenuti pensando al cliente ideale e certamente fare alcuni controlli e operazioni tecniche.
  7. Avere pochi link in entrata. Google per posizionare un sito non tiene conto solo di com’è organizzato il sito, ma anche di quanti e quali siti esterni lo linkano o lo nominano e in che modo. Come mai? È un po’ come nelle citazioni accademiche: se di un sito si parla tanto e in pubblicazioni autorevoli, vuol dire che probabilmente è un sito di valore. Controlla quanti link hai qui su Majestic. Più il tuo settore è competitivo, più link di qualità ti serviranno.
  8. Fare scambio link. Se io linko te e tu linki me, in sostanza i link non hanno valore, perché Google ci vede qualcosa di sospetto.
  9. Non reindirizzare le vecchie pagine o i vecchi siti con il redirect 301. Ho visto tanti e tanti siti con tante visite crollare o non sviluppare il proprio potenziale perché sono state tagliate pagine o ci si è trasferiti su un nuovo dominio senza indicare la strada dal vecchio al nuovo a Google.
  10. Confondere il SEO specialist con il webmaster. Quasi sempre un webmaster non è uno specialista SEO (sono due professioni diverse), quindi anche se è bravissimo non è compito suo prevedere i redirect 301 o creare una struttura SEO friendly.
  11. Mischiare inglese e italiano (o altre lingue). Ogni pagina di un sito deve essere in una e una sola lingua, rigorosamente. Se ad esempio in www.miosito.it c’è la versione italiana del mio sito in WordPress, posso mettere quella inglese su www.miosito.it/en, traducendo tutto in maniera speculare con il plugin per la gestione delle lingue WPML e creando una corrispondenza biunivoca tra ogni pagina in italiano e il corrispettivo in inglese. In alternativa, posso creare www.miosito.com e connetterlo all’altro nello stesso modo con WPML, oppure metterci dei contenuti diversi.
  12. Usare i tag del blog come parole chiave. No! I tag del blog sono un modo per classificare gli articoli trasversale alle categorie e non c’entrano davvero nulla con le parole chiave.
  13. Non usare tag e categorie del blog in modo ordinato. Ogni pagina tag e ogni pagina categoria si posiziona su Google autonomamente. Se li usi bene, ti aiuteranno a far trovare i tuoi articoli. Qui ti spiego come usare tag e categorie.
  14. Confondere il title con il titolo di pagina. Il title (o titolo SEO) è il titolo HTML della pagina ed è uno degli elementi SEO più importanti. Lo puoi leggere passando il mouse sulla linguetta del browser e nella lista dei risultati di Google (il primo rigo di ogni risultato). La parola chiave intorno a cui hai costruito una data pagina va messa lì, nel title: il titolo di pagina invece, quello che vedi normalmente, deve restare pertinente ma può essere più creativo.
  15. Non ottimizzare il title della home. Il title della home deve contenere, in linea di massima, nome del brand, parola chiave principale (cioè quello cha fai) e città in cui sei. Se sei idraulica a Milano il title della home potrà essere: “Maria Rossi: idraulico a Milano”. Idraulico e non idraulica perché idraulica non è cercato (prima, devi fare lo studio keyword!). Prova il title in anteprima qui su SEOmofo.
  16. Riempire il title della home di presunte parole chiave. Se nel title della home scrivi invece “Maria Rossi, plumber a Milano, idraulico Milano, idraulici Lombardia, plumber Bergamo, migliori idraulici Milano” stai facendo solo spam e non ti servirà a niente.
  17. Chiamare i nomi file delle foto 285289fahfakhgak.jpg. No: nel nome file devi scrivere cosa c’è nella foto. Qui ti spiego come ottimizzare le immagini.
  18. Credere che gli interventi SEO abbiano effetti immediati. Questo forse poteva succedere 10 anni fa. Oggi, pur non essendoci una regola precisa, gli interventi SEO hanno bisogno di 4-6 mesi per produrre risultati stabili, meglio se 12. Provare cose nuove ogni giorno e poi cambiarle il giorno dopo quindi non serve!
  19. Non geolocalizzarti se offri servizi. Anche se tu vuoi lavorare in tutta Italia, Google interpreta molte ricerche come locali. Se cerchi “wedding planner” da Roma infatti ti da dei risultati, se lo cerchi da Torino i risultati sono tutti diversi. Se tu non fai capire a Google dove sei, parti svantaggiata. Per farlo registrati su Google Map / My Business, metti la tua nuova pagina Google+ tra le icone social del tuo sito, metti una mappa incorporata da Google Map nella pagina contatti e scrivi il tuo indirizzo completo nel footer (spesso obbligatorio anche per questioni legali).
  20. Avere il sito completamente non indicizzabile. Per errore potresti aver lasciato il sito con l’accesso ai motori bloccato. Se hai il sito in WordPress, controlla di NON aver selezionato l’ultima casella tra le impostazioni di lettura.
  21. Non osservare cosa succede là fuori (e là dentro). Guarda la lista dei risultati di Google (SERP): se vuoi capirci di più, cerca qualcosa e vedi cosa viene fuori. Analizza i risultati e vedi se vengono fuori foto, video o pagine di siti. Quando si tratta di pagine aprile e guarda i dettagli: il title, il footer, il testo. Prendi spunto! E poi collega il tuo sito a Google Analytics e Google Search Console e guarda tutto almeno una volta al mese: senza monitoraggio non c’è vera SEO.

Buon lavoro! E non sentirti sopraffatta: lavora su un errore alla volta 🙂

Tatiana Schirinzi

Consulente SEO, nel 2013 ho fondato La scribacchina, la mia piccola agenzia SEO liquida, con cui aiuto le aziende belle e brave ad organizzare la propria presenza online, per farsi trovare dalle persone giuste. Dal 2018 ho un mio corso di marketing online allo IULM. Sono di Brindisi (città di porto, in Salento) e vivo a Bologna, dopo essere passata per un bel po' di città.

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17 commenti su “Gli errori SEO più comuni”

  1. ciao Tatiana, 2 dubbi:
    1. ho cercato di modificare il titolo SEO, ma un pop up mi dice che è predefinito in base al template.
    Nello specifico è sempre lo stesso titolo del post.
    Come posso modificarlo, se posso?
    2. se io ho un sito italiano e voglio tradurre parte dei miei post in inglese, se creo una pagina “Post in English” può andare bene? Cosa comporta a livello di SEO?

  2. Ciao Cristiana, eccomi. 1. Non so che CMS / piattaforma usi ma sicuramente se usi una piattaforma open source come WordPress puoi modificarlo con l’aiuto del tuo webmaster o di un buon programmatore. 2. No, una sezione “Post in English” è il tipico errore: devi fare come indicato nel punto 11, con WPML o se non è possibile con l’aiuto di un buon professionista, che riesca a creare una struttura del sito separata per le due lingue e a dichiarare la lingua usata in ogni pagina. Purtroppo sono domande a cui si può rispondere nel dettaglio solo con una vera consulenza vedendo com’è fatto il tuo sito, ma spero di esserti stata utile!

    • Ciao Tatiana,
      in realtà uso WP ma non mi lascia proprio cambiare il Title SEO e riporta la nota che ho indicato. Mistero.
      Ultima domanda e poi…ti chiederò la consulenza, che cosa è WPML?

      • Cristiana WPML è un plugin per gestire le lingue su WordPress: https://wpml.org/it/ Per la questione dei title tu non riesci a modificarli “facilmente” ma sicuramente si può modificare questa caratteristica intervenendo sul codice come ti dicevo nel commento precedente. Non dicevo di chiedere la consulenza a me, ma volevo spiegare che domande specifiche sul proprio caso (cioè in cui c’è da guardare nel sito) si possono risolvere solo con una consulenza! In questo caso la cosa migliore è chiedere al tuo webmaster o allo sviluppatore del tema.

  3. ciao, posso chiederti una cosa? questo lavoro va fatto anche se non si vende ancora nulla ma, avendo pur già un blog, si è ancora nella fase di progettazione per un business futuro?

  4. Ciao Tatiana.
    Riguardo al punto 9, io ho due blog: il vecchio che chiuderò tra poco e il nuovo,c sarà opoperativo tra circa un mese (spero). vorrei, comunque, importare (o meglio, scaricarle dal vecchio e ricaricarle sul nuovo) delle immagini e mantenere la pagina facebook del vecchio ancora per un bel po’ di tempo. Cosa mi consigli di fare in questo senso? Grazie…

    • Ciao Beatrice, quando si fa un nuovo sito (o blog) su un nuovo dominio se si vuole mantenere quanto acquisito con il sito (o blog) precedente è indispensabile importare tutti i contenuti e fare i redirect 301. Nell’articolo c’è un link che spiega di cosa si stratta. Per sapere nel dettaglio come fare l’importazione e i redirect bisogna conoscere la piattaforma di partenza (il vecchio blog) e quella di destinazione (il nuovo blog) ed entrare nel back-end della piattaforma. Puoi cercare su Google (es. “importazione blog da piattaforma x a piattaforma y”) oppure chiedere la consulenza di un buon webmaster con conoscenze specifiche su questi argomenti e/o di un SEO specialist: si tratta di una cosa non difficilissima ma certamente delicata. Articolo su questo argomento: http://www.ideepercomputeredinternet.com/2014/02/blogger-to-wordpress-blog-import.html. Scaricare e importare le foto vecchie non ha valore lato SEO, al più vai a creare un po’ di contenuto duplicato (quindi cosa negativa). La questione della pagina Facebook invece non ha relazione diretta con la SEO e devi più inquadrarla in un discorso generale di presenza online.

  5. Ciao Tatiana, bel post, completo!
    Ho una domanda. L’URL del tuo post e’ questo: https://cpiub.com/2015/11/gli-errori-seo-piu-comuni/
    Penso che questo sia ok perche’ e’ un vero e proprio post e quindi una data ha senso 🙂
    Ma nel caso io utilizzi WordPress per il mio sito normale, per presentare i miei prodotti o servizi, la data nell’URL va comunque bene? Mi penalizza a livello SEO. Ho cercato in giro per il web e sembra sia penalizzante.
    Ma e’ possibile eliminare l’introduzione della data nella composizione dell’url del post?
    Grazie mille
    Brava ancora!

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