Stare a galla senza affogare negli impegni

Questi mesi dopo l’estate stanno volando, l’hai notato anche tu? Giusto il tempo di rimettere a posto pinne, fucile ed occhiali et voilà, è ora di pandoro!
Ok, forse sto esagerando, ma è vero che ultimamente sia noi della redazione che le lettrici ci siamo sentite un po’ sopraffatte dalla ripresa del lavoro e dagli impegni autunnali.

Che da un lato, evviva! Vuol dire che le cose funzionano, si lavora, ci siamo. Ma dall’altra, il rischio è quello di sentirsi sopraffatte e pensare, aiuto, sto affogando, ho troppa roba da fare e non ci riuscirò mai! È per questo che abbiamo deciso di parlarne nella #CBChat di novembre, l’appuntamento di inizio mese su Twitter, in cui si chiacchiera tra noi e ci si scambia un po’ di esperienze ed opinioni.

La prima cosa da sapere, se è successo anche a te, è che probabilmente non è la prima né l’ultima volta che ti capita, il che è un ottimo segno, perché vuol dire che si sopravvive: forse non lo sai, ma hai imparato a stare a galla, e, perché no?, anche a nuotare! Il modo migliore per partire col processo di razionalizzazione è cercare di rimettere in prospettiva le cose che hai da fare, a piccoli passi.

E, perché no, di ripensare a quella volta in cui un compito ti sembrava insormontabile e poi hai scoperto che rientrava invece nel pieno delle tue possibilità:

Vedi? Credevi ti servisse un salvagente, e invece bastavano un paio di stivali di gomma colorati…

Guardare ai tuoi trascorsi ti aiuta anche perché ti dice la verità su te stessa e suoi tuoi meccanismi: se sai che hai la tendenza ad accumulare, deprimerti, implodere e poi ricominciare, puoi anche accettare un po’ di stallo, perché sai che poi ripartirai in quarta, proprio come succede ad alcune di noi:

Al di là di questo, però, una delle cose a cui puoi fare attenzione è creare un ambiente quanto più possibile favorevole per la tua produttività: il che vuol dire, poche distrazioni, contenimento dei momenti morti, il minimo sindacale di video di gattini!

Perché la carne è debole, inutile negarlo, e il trillo delle notifiche è un po’ come il canto delle sirene…quello che può sembrarti un sollievo meritato, una distrazione innocua, un minuto di rilassamento extra, può facilmente trasformarsi in una falla nel tuo processo lavorativo, e farti sentire ancora più prigioniera e priva di potere sulla tua giornata. Non drammatizzare, fatti un piccolo cazziatone – con un sorriso – e disattiva tutto il disattivabile!

Perché poi può capitarti, invece, di finire un lavoro addirittura in anticipo, no? Beh, se non ti è mai successo non sentirti in colpa: sei hai sempre rispettato i tempi, sei comunque sulla buona strada – e in buona compagnia:

E se succedesse, o meglio, quando succederà, preparati a festeggiare, in qualche modo: magari senza spargere troppo la voce…

…lanciandoti su sfrenate note di rock’n’roll…

…e, più in generale, essendo fiera di te! Quello su cui siamo tutte d’accordo è che lavorando in proprio non c’è tempo per annoiarsi, e ogni singola cosa, davvero, ogni singola variabile a cui non eravamo preparate si trasforma poi in una piccola vittoria, o, nel peggiore dei casi, in un’importante lezione di cui tenere conto in futuro. Quello che puoi ottenere è spesso molto di più di quello che ti sembra di guadagnare con il tuo lavoro: è la fiducia nelle tue possibilità, la consapevolezza che non stai affogando, ma stai, con fatica, forse, ma con costanza, imparando a nuotare!

Quindi forza: chiudi questa finestra del browser, e fatti sotto, noi siamo con te!
Ci risentiamo su Twitter il mese prossimo, il 2 dicembre, sempre alle 21.30: sei dei nostri?

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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