Parole memorabili: come comunicare identità e valore con la scrittura

Dopo aver visto come la scrittura sia una questione di relazioni e dopo aver suggerito alcuni esercizi per allenarci a scrivere testi, vediamo come possiamo usare la scrittura e trovare le parole per comunicare la nostra identità personale e professionale.

Parole standard o parole memorabili?

In questo articolo ti parlo di parole memorabili, quasi senza parlartene: le parole giuste nascono in gran parte dalla prospettiva che assumiamo quando ci apprestiamo a utilizzarle.

Infatti, il nostro obiettivo non è quello di pubblicare o trasmettere una certa quantità di parole distribuita in una certa modalità, ma quello di maturare un approccio sempre più consapevole: da una prospettiva corretta verso chi utilizza i nostri contenuti derivano anche le parole giuste.

Vediamo insieme alcuni spunti concreti su cui possiamo applicarci da subito, e che possono dare i risultati migliori nel medio-lungo termine. Non si tratta di passi successivi, ma di aspetti che nel tempo diventano parte dello stesso orizzonte, o per esattezza diventano la base del nostro approccio. Li vediamo uno dopo l’altro per iniziare a esplorarli, con l’obiettivo di integrarli uno con l’altro in modo graduale.

Seguendo questo metodo di base, le parole standard o banali e già sentite cadranno da sé in un processo di auto-selezione, e ci troveremo di fronte a parole dense, concrete, vive, che parlano non solo di noi ma soprattutto parlano del nostro interlocutore.

Quindi: come trovare le tue parole, memorabili per il tuo pubblico?

Ti lascio 6 spunti, che si integrano a due ingredienti essenziali: generosità e strategia.

A mano a mano che la nostra comunicazione diventa più consapevole, questi 6 aspetti vanno a intrecciarsi tra di loro in modo sempre più naturale e fluido, come una buona abitudine, o meglio come un metodo di base che possiamo approfondire e arricchire con il nostro apporto personale.

1. Cambia prospettiva: non essere autoreferenziale

L’obiettivo è parlare di chi ci sta leggendo, non di noi stesse. Comunicare non significa parlare dei nostri prodotti e servizi, proponendoli in modalità auto-promozionale.

Mi chiederai: ma come facciamo a produrre un nostro contenuto senza mettere al centro noi, che ne parliamo in prima persona o per esperienza diretta? Possiamo farlo, e ora vediamo come.

La chiave in cui porci come professioniste è proprio quella di toglierci dal centro. Ogni contenuto che condividiamo deve avere un obiettivo chiaro: portare valore e utilità al nostro lettore, quindi la strada è offrirgli soluzioni, casi reali, ispirazioni, contesti attraverso i quali può conoscerci meglio.

Solo a quel punto, quando il nostro lettore riceve valore e prende coscienza di come siamo nella nostra dimensione non solo professionale ma anche personale, può sentire nascere la fiducia nei nostri confronti e potrebbe iniziare a considerare l’idea di chiedere la nostra collaborazione.

2. Quali problemi risolvi al tuo interlocutore?

Chi è la persona che conosce meglio la nostra attività? Siamo proprio noi stesse, professioniste e imprenditrici creative, desiderose di comunicare con il nostro interlocutore e consapevoli di quanto sia importante farlo bene.

È necessario partire da questo primo elemento per avere sempre maggiore chiarezza su quali siano le esigenze del nostro cliente attuale o potenziale, per anticiparlo rispondendo ai suoi bisogni attraverso i nostri contenuti.

Creiamo una lista in aggiornamento costante dei motivi che spingono le persone a contattarci, delle domande che ci pongono, delle osservazioni che ci inviano attraverso tutti i canali e in tutte le situazioni: ascoltiamo – in senso ampio – e raccogliamo nel modo più attento e preciso possibile ogni elemento, proveniente da interazioni sia online sia offline, che possa esserci utile per risolvere i problemi del nostro interlocutore.

3. Sii autentica, chiara, diretta

Come ci poniamo di fronte al nostro interlocutore?

Essere autentiche non significa pubblicare qualsiasi cosa ci passi per la testa, ma cercare di selezionare il meglio di noi a tutto beneficio del nostro interlocutore, sapendo che non siamo perfette e mai lo saremo. Non abbiamo bisogno di utilizzare chissà quale immagine o facciata per attrarre le persone o farci trovare: il mondo online ha la caratteristica di rendere visibili molti aspetti di cui spesso non abbiamo il totale controllo. A margine ma non troppo, questa attività di selezione è utile anche per la nostra crescita personale.

Per questo motivo è un vantaggio per noi comprendere sempre meglio chi siamo, dal punto di vista non solo professionale ma anche personale, perché le due dimensioni sono strettamente collegate: il nostro modo di essere si manifesta, almeno in parte, nel modo in cui comunichiamo la nostra attività.

Essere chiare, dirette, semplici nel presentare anche questioni di una certa complessità facilita il nostro lettore: l’obiettivo è creare meno interferenze possibile nella fruizione dei nostri contenuti. Se il lettore percepisce che gli siamo vicini e se si trova particolarmente bene nei nostri canali, è possibile che se ne ricordi e ritorni da noi.

Per questo è essenziale dare valore al tempo che ogni persona impiega per leggerci, senza farglielo perdere.

Un altro aspetto importante è la scelta delle parole chiave per la nostra comunicazione online: intrecciare gli aspetti tecnici con la sensibilità personale permette di realizzare una Seo sempre più umana, utile e soddisfacente.

4. Sii coerente in tutti i canali che utilizzi

In quali canali web siamo presenti? Facciamo una breve analisi delle piattaforme che oggi utilizziamo, di quanto tempo dedichiamo loro ogni giorno, di quali aspetti emergono di noi in ogni canale. Con quali persone interagiamo? È proprio il nostro pubblico o ci troviamo spaesate?

Probabilmente non ci serve essere ovunque. Anche per non sobbarcarci di troppo lavoro, scegliamo con molta attenzione dove stare: individuiamo i canali in cui abbiamo più possibilità di trovare il nostro pubblico come professioniste e, non meno importante, selezioniamo le piattaforme che riusciamo a utilizzare meglio e in cui ci troviamo a nostro agio, che ci piacciono e corrispondono anche al nostro modo di essere.

Una volta verificati gli spazi in cui rimanere o essere presenti, chiediamoci come utilizziamo ogni canale. Come ci poniamo? Quale immagine emerge di noi? Gli aspetti che appaiono sono coerenti oppure sembrano appartenere a persone diverse?

Per comprendere se siamo coerenti nel nostro modo di comunicare in piattaforme diverse possiamo farci aiutare anche da una persona amica o di fiducia, l’importante è che sia capace di darci una valutazione sincera e non di parte.

Utilizziamo tanti o troppi argomenti diversi? Preferiamo usare immagini, video, parole, voce? Ogni piattaforma ha le sue caratteristiche ed è normale che ciascuna di noi vi si adegui nel pubblicare il tipo di contenuto prevalente, che sia visuale, testuale, vocale, ma ci deve essere un filo conduttore tra tutti i contenuti anche se sono differenti, in modo che la nostra persona sia sempre riconoscibile nel suo insieme e si ponga come un punto di riferimento.

5. Produci valore: comunica per farti ricordare

Creare valore significa produrre qualcosa che abbia un significato e una funzione precisi per un gruppo di persone più o meno ampio, e che sappia mantenere queste caratteristiche utili e concrete per un tempo il più possibile prolungato.

Pubblicare contenuti scritti online è una delle tante modalità per veicolare valore. Il valore è presente in due livelli:

  • nella persona che lo produce e, al contempo, nella realtà professionale di cui è responsabile
  • nel contenuto pubblicato, che deriva necessariamente dal primo livello di valore.

Chiediamoci: quale è il valore del nostro essere e del nostro fare? Le due dimensioni sono interconnesse.

Il nostro essere (personale) può offrire grande slancio al nostro fare (professionale) quando diventiamo pienamente consapevoli del collegamento tra questi due aspetti.

In concreto, possiamo produrre valore in tanti modi e non solo mediante contenuti scritti. Ti lascio alcuni esempi in cui la scrittura e il testo sono presenti in modo più o meno prevalente nel contenuto finale pubblicato online, ma ogni volta sono indispensabili a livello progettuale:

  • articoli di blog che approfondiscono una tematica importante per il nostro pubblico
  • video-tutorial che mostrano come realizzare una certa operazione collegata ai nostri prodotti-servizi e per cui è necessario il nostro supporto
  • infografiche con informazioni dettagliate su vari argomenti di interesse per il nostro pubblico
  • podcast tematici in cui affrontiamo questioni utili per le persone che ci seguono o che cercano risposte in merito
  • gruppi-laboratorio online in cui ci si può esercitare o allenare in attività che siano fruibili in modo efficace tramite la connessione internet e non solo in presenza.

6. Ragiona in ottica di community

Questo ultimo punto è capace di raccogliere tutti gli altri ed è il cerchio all’interno del quale collocarci per mettere in atto ciò che abbiamo visto sino ad ora.

I 5 aspetti precedenti hanno l’obiettivo di creare un ambiente, un contesto, una rete di relazioni in cui ci poniamo: questa è la nostra comunità di riferimento, sorretta da fiducia reciproca.

La community corrisponde al pubblico al quale ci rivolgiamo, per il quale produciamo valore e, nel migliore dei casi, con il quale ci scambiamo una tipologia di valore che non è solo economico, capace di raggiungere le persone attraverso una buona comunicazione fatta di parole concrete e consapevoli in grado di rappresentarci, farci conoscere, farci ricordare e, perché no, farci amare.

Sembra banale a dirsi, ma non lo è a farsi: è essenziale rispondere con gentilezza anche quando occorre un intervento deciso, sintetizzare tutte le volte che è possibile ma anche argomentare con generosità quando la situazione lo richiede, facilitare e rendere fluida la comunicazione.

La comunità ci sostiene, interagisce con noi, ci considera come voce autorevole e, in un processo naturale che si sviluppa nel tempo senza forzature, sa che può chiederci supporto quando ha bisogno sia di un nostro consiglio o parere esperto, sia di un nostro prodotto o servizio.

Per quanto riguarda la community intrecciata alla mia attività professionale, dialogo ogni giorno con persone interessate all’uso consapevole delle parole, della scrittura e dei testi. Lo faccio ad esempio attraverso il mio canale Telegram, piattaforma che è molto più di una app di messaggistica, tutta da esplorare nelle sue funzioni eccellenti, e all’interno del mio gruppo-laboratorio Facebook in cui propongo e commento esercizi di scrittura.

Le tue parole ti rispecchiano?

Una volta compresi e maturati questi aspetti, possiamo trovarci molto facilitate nella scelta delle parole da utilizzare. Quando le nostre parole nascono dall’ascolto del nostro interlocutore e sono orientate al miglioramento costante della sua situazione, non possono essere percepite come banali o standard. Anzi, le nostre parole saranno memorabili proprio per l’approccio che fanno trasparire, in particolare per il fatto che appaiono essere rivolte proprio alla persona che ci legge.

Le tue parole ti rispecchiano? Ti lascio questa domanda come spunto di riflessione da utilizzare prima che il tuo prossimo testo sia spedito o pubblicato.

Se desideri approfondire l’argomento o chiarire qualche dubbio, scrivimi qui sotto nei commenti all’articolo e ne parliamo insieme.

Buon lavoro e buona scrittura!

Federica Segalini

Scrivo per te, scrivo con te. Coltivo parole in cammino. Vivo tra carta e web, amo le immagini e la voce. Sono ghostwriter e copywriter: mi occupo di tutto ciò che è testo nelle attività di comunicazione, per portare il lettore nel cuore delle aziende e delle persone che si affidano ai miei progetti. Sono anche editor: ti accompagno nel tuo scrivere.

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