Parlare in pubblico e presenza scenica: cosa fare

Abbiamo parlato di come si costruisce un discorso, di come lo si rende piacevole e interessante da ascoltare e con Chiara abbiamo preso spunto da TEDx e abbiamo scaldato e preparato la voce. Ora aggiungiamo l’ultimo tassello: la messa in scena.
In pratica, cosa puoi fare per mettere in scena te stessa e il tuo discorso per essere memorabile e lasciare il segno?

Oggi ti parlo di tutta quella parte che mi entusiasma tantissimo, ossia la messa in scena del discorso.
Quando parliamo di public speaking dobbiamo tenere sempre presente che parlare in pubblico è l’insieme armonico di quanto diciamo, come lo diciamo e come lo mettiamo in scena. È l’insieme di linguaggio verbale, para verbale, non verbale.

La prima volta che sono salita su un palco per parlare di fronte a delle persone tremavo, non ho quasi detto nulla e quel che ho detto non si sentiva, mi guardavo le punte dei piedi e l’unico desiderio era scappare via. Correva l’anno 2003.

Da allora mi sono messa a lavorare sodo per risolvere questo mio grosso problema che, davvero, mi stava rovinando l’esistenza. Avevo cose interessanti da raccontare, ma il mio corpo e la mia voce hanno comunicato qualcosa di ben diverso.
Devo ammettere che il teatro mi ha molto aiutata ad affrontare questa mia enorme paura e oggi posso guardare al passato con un sorriso e un “perché non ho iniziato prima?”.
Visto che dagli errori si può sempre imparare a fare meglio ed evolvere, ti vorrei dare alcuni consigli per aiutarti a migliorare e ad affrontare un pubblico con più, ehm, facilità.
No, non è vero. Non è né facile né immediato. Ma con un po’ di allenamento puoi riuscirci pure tu.

“It’s not just about the message, it’s almost more importantly about everything happening around the message that gives it meaning. Humans understand and process information in context.”

Bryan Kramer, H2H

La presenza

Come ti ho scritto più su, parlare in pubblico è l’insieme armonioso di verbale, non verbale e para verbale. Quanto più i tre livelli sono armonici tra loro, più il messaggio arriverà (forte e chiaro) senza penalizzarti. Ed è proprio da questo insieme armonico che si genera presenza. La presenza è una condizione di estremo potere perché dice a chi abbiamo di fronte che può fidarsi di noi. Se tu sei autentica, anche il tuo pubblico si sentirà più a suo agio. Al contrario, più cerchiamo di controllare o forzare il nostro corpo o la nostra voce più risultiamo finti e costruiti. Se il tuo corpo contraddice quello che stai dicendo, il tuo pubblico darà sempre credito a quello che racconti con il corpo (ah, il linguaggio non verbale!).

Se stai dicendo “sono davvero felice di essere qui oggi” e stai guardando il tuo smartphone, con una faccia svogliata e con le mani in tasca, indovina un po’ quale messaggio passerà?

Mentre possiamo controllare quanto stiamo dicendo, non possiamo prendere il controllo del nostro corpo che continua a comportarsi qualsiasi cosa facciamo, anche quando smettiamo di parlare e restiamo in silenzio.

La credibilità si conquista con la naturalezza.

Più sarai naturale e spontanea, più sarai credibile. Esalta le tue caratteristiche e non costringerti a fare quello che non è nelle tue corde. Per esempio, se non sai raccontare barzellette o non sai fare le battute non farle. Oppure, se gesticoli continua a farlo, ma non amplificarlo solo perché sei di fronte a un pubblico. Quando hai interiorizzato e imparato bene il tuo discorso concentrati su quello e lascia che i tuoi gesti accompagnino quanto stai dicendo in maniera del tutto naturale. Non esagerare mai.

Prendi il tuo posto nello spazio.

Prendere il tuo posto nello spazio significa che non devi stare incollata al podio o a una sedia: al contrario, stai in piedi, muoviti e cammina nello spazio che hai a disposizione. Non ti sto dicendo di camminare avanti e indietro lungo il palco per tutto il tempo: per esempio, puoi spostarti per riuscire ad avere un contatto visivo e fisico con tutta la platea. Muoversi aiuta anche a sciogliere la tensione.

Crea la relazione con il tuo pubblico.

Parlare in pubblico deve diventare qualcosa di più vicino a comunicare con il pubblico. Quindi ricorda di non essere autoreferenziale: non parlare solo per te stessa, ma crea un legame e un dialogo con le persone che hai di fronte. Cerca di metterti nei panni del tuo pubblico mentre crei il tuo discorso, lo provi e poi mentre lo racconti.

Mantieni il contatto visivo.

Per creare e mantenere un legame con la tua audience ricorda di guardare nella direzione di tutti. Fa paura? Un po’, lo so. Il fatto è che le persone danno più fiducia a una persona che le guarda piuttosto a una persona che fissa il soffitto, le sue slide, fuori dalla finestra o, ancora peggio, le punte dei suoi piedi.

Non leggere e non imparare a memoria.

Il tuo discorso non va mai letto, né tanto meno imparato a memoria. La lettura appiattisce l’entusiasmo, non ti permette di mantenere il contatto visivo con le persone e non ti aiuta a essere spontanea e naturale. Perdi di credibilità e saresti noiosa. Leggere, interprentando un testo, è una delle cose più difficili del mondo e solo pochi professionisti sono in grado di farlo.

Sorridi.

Con il sorriso ci sintonizziamo più facilmente con gli altri, creando fin da subito un legame. Non c’è niente di più bello di vedere una persona che ci sorride, vero?

La cosa più importante è ricordarti sempre che il tuo pubblico esiste, è lì di fronte a te e ti sta regalando il suo tempo: vuole capire ciò che dici, non annoiarsi e portarsi a casa qualcosa di significativo e interessante.

Fai attenzione alla tua voce: il tono, il volume, i silenzi, le pause.

Insieme al tuo corpo c’è la tua voce ad accompagnare il tuo discorso. È uno strumento potentissimo che può davvero aiutarti a far arrivare meglio il messaggio. Quindi i miei consigli sono:

  • lavora bene sulla voce, iniziando a scaldarla e prepararla, seguendo i preziosi consigli di Chiara.
  • Ricorda di fare attenzione al ritmo: la voce deve essere come una melodia senza diventare monotona.
  • Rallenta un po’ la velocità rispetto alla tua solita parlata: non significa fare una pausa di un secondo tra una parola e l’altra (altrimenti sai che noia?), ma di non correre troppo, imparando ad articolare bene le parole e a dare il giusto ritmo alle tue frasi.
  • Prendi fiato e fai delle pause. Le pause servono a dare il senso a quello che state dicendo, a sottolineare un passaggio importante, a creare un attimo di suspence prima di un messaggio forte, a lasciare al tuo pubblico il tempo di riflettere su quello che stai raccontando. Anche un silenzio può comunicare.
  • Ricorda di non parlare sottovoce (tienilo a mente anche se la sala è piccola): dovrai parlare a voce un po’ più alta del normale per fare in modo che le tue parole arrivino a tutti, anche a quelli seduti in ultima fila. Questa raccomandazione vale soprattutto per i grandi spazi e quando ci sono molte persone. Per aiutare la tua voce a uscire senza essere costretta, mantieni una postura corretta: stai dritta, spalle aperte.
  • Se devi parlare attraverso un microfono, ricordati di tenerlo vicino alla bocca e di non gesticolare con la mano con la quale lo reggi. Te lo dico perché lo vedo fare spesso e, capisci anche tu, è ridicolo oltre che fastidioso per chi ascolta.

Ecco qui i miei consigli. Ho lasciato per ultimo quello più importante di tutti (lo so, rischio di diventare noiosa): preparati sempre. Significa fare le prove, ascoltarti e farti ascoltare.

E ora, vai a prepararti per lasciare il segno. E fai accadere le cose, con le persone.

Tatiana Cazzaro

Da bambina scrivevo sui muri. Oggi scrivo dappertutto. Mi occupo di scrittura, strategie di comunicazione e formazione. Aiuto le persone e le imprese (che sono fatte di persone) a scoprire un modo nuovo di comunicare e raccontarsi, che parte da chi vogliono diventare.

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