Public speaking: i contenuti per lasciare il segno

Dopo aver pensato e progettato la struttura del tuo discorso, devi metterci dentro contenuti che le persone abbiano voglia di ascoltare. E lo strumento che abbiano per arrivare al cuore delle persone sono le parole che usiamo.

Ecco perché diventa fondamentale e importante saperle scegliere: per riuscire a costruire un discorso che venga ricordato e che sia in grado di accendere il fuoco della curiosità di mente in mente. Solo così la nostra idea può prendere forma e trasformarsi in qualcosa di davvero significativo per chi ci ascolta.

Per farlo, ho pensato di proporti un esempio di discorso che ha lasciato il segno. L’esempio arriva da TEDx e ha davvero molto da insegnare. Il video è in inglese e, se hai difficoltà, puoi attivare i sottotitoli oppure leggere la trascrizione. Per facilitarti la vita, ho usato la trascrizione in italiano, mentre qui trovi la trascrizione in inglese.

Lei è Maysoon Zayid, attrice, comica, filantropa e sostenitrice delle cause dei disabili. Il titolo del suo speech è “Ho 99 problemi… La paralisi cerebrale è solo uno dei tanti”.

Pur parlando di malattia e di disabilità il suo discorso non è mai un piagnisteo. Quello che fa è portare il suo pubblico a capire la sua malattia attraverso la sua storia che è spassosissima, nonostante le difficoltà che ha incontrato durante la sua vita. Lo fa in maniera sublime, perché non si ferma a una mera spiegazione di quello che le è accaduto, ma immerge tutto dentro a una storia, la sua, nella quale le persone possono entrare a farne parte.
Ogni frase, ogni parola, ogni battuta è parte di una storia più grande.

Per raccontarti come i contenuti possono lasciare il segno, analizzerò il suo discorso e, attraverso degli esempi, ti farò vedere come, se usate bene, le parole possono cambiare tutto.

Nel mio post sulla progettazione di un discorso, ti ho già spiegato (e lo ha ribadito anche Chiara, con i suoi consigli pratici per parlare in pubblico) che qualsiasi discorso è formato da tre parti: un’apertura, un corpo centrale e una conclusione. Per ogni parte, dobbiamo fare delle scelte per fare in modo che il messaggio che vogliamo trasmettere arrivi forte e chiaro.

Prima di tutto, ti voglio svelare un segreto: è più facile coinvolgere il tuo pubblico se lo porti a voler risolvere un “mistero”, invece di esporgli una supplica per risolvere un (tuo) problema. È diverso dire “Vi parlerò di un problema che mi affligge” da “Ho 99 problemi e vi assicuro che la paralisi celebrale è solo uno di questi e non dei peggiori”. Con il secondo esempio, il pubblico sarà più predisposto ad ascoltarti perché lì in mezzo c’è qualcosa che lo incuriosisce.

Bene. Ora passiamo al discorso di Maysoon Zayid. Ascoltalo prima di continuare a leggere e prepara i fazzoletti: sì, commuove e allo stesso tempo, ti farà ridere molto. Credimi!

L’apertura

L’apertura è il momento dove l’attenzione è altissima: il pubblico è lì di fronte a te e si aspetta qualcosa. Se l’inizio è traballante sarà difficilissimo riprendere l’attenzione. Devi catturare il tuo pubblico subito!

Presentati e racconta qualcosa di te.

Come? Di’ subito chi sei, cosa fai e perché sei lì. Anche se ti hanno presentato, hanno distribuito il materiale con la tua bio, dedica un minuto (un minuto basta e avanza, non superarlo) per raccontarti. Facendolo bene, posso dirti che hai iniziato con il piede giusto. Ricorda di non presentarti in modalità CV con la cronologia dei tuoi studi e delle tue esperienze. Le persone sono lì per conoscere sopratutto il tuo punto di vista, non per sapere le tappe della tua carriera. Vai all’essenziale e non essere noiosa.
Cosa aspettarsi da Maysoon Zayid? In sala c’è fermento e quando inizia riesce subito a creare un bellissimo clima, a partire dalla sua presentazione.

Il mio nome è Maysoon Zayid e non sono ubriaca, ma il medico che mi ha fatta nascere lo era. Ha tagliato mia madre per ben 6 volte in 6 direzioni diverse, soffocando nel mentre anche me, poverina. Il risultato: soffro di paralisi cerebrale, che significa che tremo di continuo. Guardate. È spossante. Sono una combinazione di Shakira, Shakira e Muhammad Ali.

Esponi le premesse

Poi passa al tuo discorso e inizia esponendo le tue premesse. Le persone vogliono ascoltare qualcosa di nuovo, interessante e vogliono qualcosa che le coinvolga, qualcosa da portarsi a casa per poi raccontarlo agli amici e far nascere discussioni. E, cosa ancora più interessante, quelle persone potrebbero iniziare a guardare con occhi nuovi il mondo.

La paralisi cerebrale non è genetica. Non è un difetto di nascita. Non è contagiosa. Nessuno ha mandato una maledizione all’utero di mia madre e non l’ho presa perché i miei genitori sono cugini di primo grado. E lo sono. Capita solo per cause imprevedibili come è successo a me, al momento della nascita. Vi devo avvisare, non sono brava a motivare, e non voglio che nessuno in questa sala si dispiaccia per la mia situazione perché, almeno in un momento, nella vita, avete sognato di essere disabili.

Come vedi, Maysoon Zayid espone le premesse intorno alla sua malattia per dare un messaggio forte che non è né un trattato sulla paralisi celebrale, né un piangersi addosso per la sua patologia, ma un racconto intorno a uno dei problemi con cui vive ogni giorno e non il peggiore. Non vuole essere compatita.

Il corpo centrale

Dopo aver esposto le premesse, è giunto il momento di argomentare intorno alla tua idea e al tuo messaggio. Lo puoi fare attraverso esempi, aneddoti o storie. Anche in questo caso, non deve essere un racconto cronologico o un excursus della tua vita, ma qualcosa in cui il pubblico possa immedesimarsi fin da subito. Più lo coinvolgi nella storia, più il tuo pubblico ti ascolterà. Ricorda di sviluppare gli argomenti uno alla volta, seguendo un ordine.

Non spiegare. Argomenta e racconta.

Nell’esempio, Maysoon Zayid racconta la sua storia divisa per tappe e lo fa in maniera straordinaria. A partire dalla sua infanzia, fino alle sue esperienze scolastiche e alle esperienze in teatro e TV, riesce a raccontare i fatti e ad argomentarli attraverso esempi ed aneddoti che aiutano chi ascolta a capire e, sopratutto, a entrare nella storia.

Prova a leggere questo:

Sono nata e cresciuta con la mia malattia a Cliffside Park, una piccola cittadina del New Jersey. Nonostante la mia patologia, ho imparato a camminare e a superare le difficoltà anche grazie alla testardaggine di mio padre. Questo mi ha permesso di poter andare spesso a New York, anche a piedi.

e poi questo:

La mia città natale è Cliffside Park, nel New Jersey. Ho sempre amato il fatto che il mio ghetto e la mia malattia iniziassero con la stessa lettera. Amo anche il fatto che se voglio camminare da casa mia a New York City, posso farlo. Molte persone con la paralisi cerebrale non camminano ma i miei genitori non credevano nel ‘non ce la faccio’. Il mantra di mio padre era: ‘Puoi farlo, sì, puoi riuscirci’.

Quale ti convince di più? Il significato è lo stesso, ma quello che succede con il secondo esempio è più forte: c’è personalità, umorismo e forza, che mancano totalmente nel primo, costruito invece come semplice informazione. Anzi, a dirla tutta, è noioso e privo di corpo.
Quindi, sviluppa il corpo centrale del tuo discorso suddividendo gli argomenti con ordine e raccontali attraverso esempi e aneddoti, per poi esplodere in un messaggio forte.

Saper dire inizia con lo scegliere.

La buona scrittura è tutto intorno al potere di cancellare le parole.

Richard Bach

Significa scegliere quello che vuoi dire buttando via tutto il resto. Fa paura, vero? Hai scritto un discorso lungo e articolato e ora arrivo io a dirti di buttarne via una parte. Se non aggiunge nulla al tuo discorso, butta via senza rimpianti. Fai attenzione alle parole che scegli e alle frasi che costruisci: le parole devono essere piene, le frasi brevi e forti.

Le parole piene

Il cervello umano funziona in modo diverso quando ascolta una spiegazione e quando ascolta una storia. È la differenza tra quelle che io chiamo parole vuote e parole piene.

Quando il cervello ascolta parole piene si accende, perché va ad aprire i cassetti della memoria (le aree predisposte a processare esperienze). Quando invece ascolta spiegazioni e parole vuole, le aree che si accendono sono solo quelle destinate a processare significati. La differenza sostanziale è che le storie le ricordiamo, le spiegazioni le dimentichiamo in fretta.

Frasi brevi e forti

Quando devi sottolineare un concetto o un passaggio chiave, usa frasi forti, brevi, senza troppi incisi come queste:

La disabilità è visibile come la razza.

I medici dicevano che non avrei camminato, ma sono qui di fronte a voi.

Ogni volta che il pubblico ascolta frasi come queste non può rimanere indifferente. Vuole saperne di più, perché è già dentro la storia.

La conclusione

Eccoci arrivati alla seconda parte più importante. Concludere bene serve a farti ricordare.

Fai una sintesi:

Il mio viaggio sgangherato mi ha portata in posti veramente spettacolari. Ho avuto modo di camminare sul tappeto rosso….

Fai leva su un’emozione:

… il momento più importante è stato quando ho recitato per l’uomo che è leggero come una farfalla e pungente come un’ape, ha il Parkinson e trema proprio come me: Muhammad Ali.

E poi regala qualcosa di unico al tuo pubblico. Qualcosa che ti faccia ricordare, qualcosa che renda quel tempo trascorso con te memorabile, qualcosa che le persone faranno proprio:

Il mio nome è Maysoon Zayid e se io posso riuscirci, voi potete riuscirci.

Quindi, ecco una sintesi con alcuni suggerimenti utili per scrivere discorso efficace chela gente abbia voglia di ascoltare (e ancora, e ancora):

  • Parti presentandoti in maniera personale.
  • Scegli parole piene e frasi forti (per accendere la curiosità).
  • Non spiegare, racconta. E aiuta le persone a entrare nella tua storia.
  • Scegli quello che davvero conta per il tuo discorso e butta tutto il resto.

E poi, per finire, ricorda che parliamo con la mente, ma comunichiamo con il cuore.

Tatiana Cazzaro

Da bambina scrivevo sui muri. Oggi scrivo dappertutto. Mi occupo di scrittura, strategie di comunicazione e formazione. Aiuto le persone e le imprese (che sono fatte di persone) a scoprire un modo nuovo di comunicare e raccontarsi, che parte da chi vogliono diventare.

Sito | Facebook | Twitter | Instagram | LinkedIn

2 commenti su “Public speaking: i contenuti per lasciare il segno”

  1. Ciao Tatiana,
    ho letto con piacere questo articolo. Come formatore in public speaking ho trovato i tuoi suggerimenti assolutamente efficaci. Mi riferisco soprattutto a quando dici “non spiegare ma racconta” perché ritengo che sia questa l’essenza del public speaking. È attraverso storie o esempi pratici che riusciamo a trasmettere il messaggio per poi arricchirlo di teoria.
    un saluto
    Riccardo

    Rispondi
  2. Ciao Riccardo,
    grazie per le tue parole. Sono felice che l’articolo ti sia piaciuto.
    Lo smettere di spiegare e iniziare a raccontare è davvero l’essenza del comunicare (in pubblico) in maniera efficace.
    Un caro saluto anche a te!
    Tatiana

    Rispondi

Lascia un commento