Esprimi la tua idea in pubblico, impara da TED

Se stai leggendo qui è perché hai a cuore la tua crescita personale. E allora te lo dico subito, nel public speaking, ossia l’arte di parlare in pubblico, si può crescere tantissimo. Ti capisco se non ci credi o se sei spaventata: a detta di alcuni sondaggi molte persone hanno più paura di parlare in pubblico che di morire.
TED è l’acronimo di Technology Entertainment and Design, un’organizzazione no profit che ha l’obiettivo di “Diffondere idee di valore” grazie a conferenze in grado di infiammare gli animi. Nata 25 anni fa in California, invita ogni anno pensatori, creatori e innovatori provenienti da tutto il mondo a tenere brevi lezioni per condividere idee che cambiano il mondo.
Se guardi un intervento TED noterai che ogni presentazione è sempre:

  • Coinvolgente
  • Informativa
  • Indimenticabile

Come facciamo a parlare così anche noi? A cosa prestano attenzione gli speaker? Nascono già perfetti oratori?
No, anche loro hanno paura.

Tutte le presentazioni TED di successo hanno in comune alcuni elementi: prendi ispirazione da questi per il tuo prossimo intervento in pubblico.

Contagia con il tuo entusiasmo

Cerca le motivazioni profonde che ti legano all’argomento del tuo discorso, trova il motivo per cui sei lì e lo stai dicendo a tutti. Parla di qualcosa che determina la tua identità, di cui sei appassionata, un argomento, un’idea, il tuo mestiere.
Invece di chiederti di cosa vuoi parlare chiediti “cosa mi entusiasma?”. Non limitarti a dire cosa fai ma spiega perché lo fai, cosa c’è dietro, scava. Di cosa dovresti parlare se non della cosa che ti appassiona, proprio quella che può coinvolgere anche il tuo pubblico? L’entusiasmo è contagioso.
Hai affrontato un compito difficile? Racconta perché è diventato un’opportunità. Lo so, ci si sente un po’ nudi a scoprire parti di noi, magari con storie personali, ma questa sincerità ti permetterà di abbattere le barriere di diffidenza che separano te dai tuoi spettatori e ti permetterà di portarli dalla tua parte.
Non aver paura di contagiare i tuoi spettatori con il tuo entusiasmo, potresti correre il rischio di essere ringraziato.

Racconta una storia

Le platee di oggi molto più che in passato sono soffocate da messaggi, spesso inutili, da presentazioni, spesso noiose. Ma gli oratori contemporanei hanno dalla loro un grandissimo strumento per elettrizzare le platee: le storie raccontate bene.
Le storie arrivano a un livello più profondo dei semplici dati e si ricordano più facilmente, eppure per anni abbiamo privilegiato slide di PowerPoint piene di elenchi puntati, scritte piccolissime, trend e dati. Le storie arrivano prima, stimolano idee, creano immagini, gli aneddoti personali sincronizzano fra loro i cervelli del narratore e dell’ascoltatore. Tutti ci identifichiamo nelle storie: ti catapultano in un mondo di sensazioni che conosci e che ti sono familiari.
Il pubblico vuole qualcuno per cui tifare, lo diceva Kurt Vonnegut a proposito di storie che funzionano. Abbiamo bisogno di buoni e cattivi dove il nostro argomento/prodotto (il buono) libera gli ascoltatori/consumatori da un problema che c’è o che si è creato (il cattivo).
Aristotele, uno dei padri della comunicazione, pensava che l’arte della persuasione si fondasse su tre elementi: ethos (le competenze e le conoscenze), logos (ragionamento e dimostrazioni), pathos (la capacità di suscitare emozioni). Analizzando i discorsi TED più convincenti o più visti, la proporzione dei tre aspetti è questa: ethos 10 -15%, logos 20 – 25%, pathos 65 – 70%.
Ogni marchio, tema, azienda, ha una storia: scoprila e raccontala.

Regala una nuova idea

Rivela un’informazione nuova o presentala in modo diverso, oppure proponi soluzioni nuove a vecchi problemi.

Noi esseri umani siamo curiosi, come direbbe John Medina, biologo molecolare, “siamo esploratori” per natura e abbiamo un grande bisogno di conoscere e imparare.
Il nostro cervello è sempre in cerca di novità, ne è dipendente. Imparando, il nostro cervello rilascia la dopamina, un neurotrasmettitore che ci consegna una sensazione di gratificazione e soddisfazione proprio come farebbero gli stupefacenti o il gioco d’azzardo: la dipendenza che deriva dall’imparare sembra proprio la più sana delle tre.
Adesso capisci perché ti senti esuberante e hai voglia di spaccare il mondo dopo aver ascoltato un discorso che ti ha colpito.
Per proporre nuovi concetti in una presentazione occorre sforzarsi di vedere il mondo da un altro punto di vista. Abbiamo tutti qualcosa da insegnare perché tutti abbiamo storie uniche da raccontare: trova quegli episodi che fanno parte del tuo percorso di scoperta e che i tuoi ascoltatori vorrebbero conoscere. Un ottimo modo per sperimentare la creatività è fare esperienze scomode che facciano venire fuori insolite capacità, conoscere gente, luoghi diversi e poi raccontare queste cose nuove durante la tua presentazione. La crescita personale arriva spesso quando ci allontaniamo dalla zona di comfort o quando affrontiamo dei momenti di crisi.

Stupisci

Più un evento ci colpisce per la sua intensità più lo ricorderemo vividamente. L’area del cervello che regola la formazione dei ricordi, l’amigdala, è molto attiva quando viviamo un evento a forte impatto emotivo.
Usa esempi concreti: facciamo tutti fatica a elaborare concetti astratti. Evita le frasi fatte e i termini vuoti, quelli talmente usati che hanno perso la loro potenza espressiva, preferisci le parole che creano informazioni visive che possano portare i tuoi ascoltatori a visualizzare i tuoi contenuti.
Usa immagini forti, foto memorabili, video coinvolgenti, frasi a effetto, statistiche sorprendenti.

“Una persona su cento è psicopatica. In questa sala ci sono 1500 persone, 15 delle quali psicopatiche.”
Jon Ronson

Usa oggetti e attrezzature che facciano scena o che aiutino a condividere un’esperienza sensoriale come quelle che ha usato il dottor Elliot Krane.

Esercitati

La capacità oratoria non è solo questione di fortuna o dote naturale, c’è dietro un grande lavoro: gli speaker si preparano per ore, per giorni, a volte per mesi, per parlare una manciata di minuti, come è successo ad Amanda Palmer, per esempio, che ha fatto ascoltare il suo discorso ad amici e colleghi, cambiando, togliendo, modificando. L’esercizio dà alla mente quella libertà nell’esposizione del proprio argomento che la rende interessante e dinamica.

Semplicità

Chiunque è in grado di complicare una questione semplice, per fare il contrario ci vuole una buona dose di coraggio: ci vuole coraggio per inserire un’unica immagine in una slide di Power Point invece di un testo in caratteri piccolissimi e illeggibili, ci vuole coraggio per ridurre il numero delle slide e raccontare storie rischiando di sembrare ridicoli, ci vuole coraggio per dire tutto in pochi minuti invece di impiegarci ore.

Brevità

Alle conferenze TED le presentazioni durano all’incirca 18 minuti, il tempo giusto per mantenere viva l’attenzione e trasmettere un’idea. È un vincolo, ma è soprattutto un’opportunità perché sono le costrizioni intelligenti a stimolare lo spirito creativo.
Cosa vuoi che il pubblico si porti via dal tuo discorso? Se sei capace di rispondere a questa domanda in 140 caratteri spiegando la tua idea brillante allora hai fatto centro. Non perderti nei dettagli, vogliamo sapere la tua idea brillante.
L’eccesso di informazioni ostacola la trasmissione delle idee mentre i discorsi chiari vengono elaborati e ricordati con più facilità. La concisione nell’arte oratoria ha basi scientifiche: possiamo ricordare bene solo tre informazioni nuove al massimo alla volta.

Ironia

L’ironia può essere un grande alleato durante una presentazione in pubblico ma solo se ti appartiene nelle conversazioni di tutti i giorni. Non sforzarti di far ridere a tutti i costi, anche se per imparare a usare in modo naturale le battute di spirito ci si esercita (chiedilo ai comici di mestiere quanto serve provare).
Inizia annotando le battute che funzionano, ritrova aneddoti, tieni a mente commenti e osservazioni che hanno fatto ridere te o i tuoi colleghi. Se qualcosa ti fa ridere è probabile che faccia ridere anche altri.
Prendi spunto da questi, inserisci citazioni di altri nella tua presentazione, scelte con cura e non prese a caso da un sito qualunque su Internet.
L’umorismo comporta dei rischi e certe persone non hanno il coraggio di correrli. È per questo che molte delle presentazioni di lavoro sono di una noia mortale, semplicemente, ci si prende troppo sul serio. Ci vuole fegato per prendersi un po’ in giro.

Infine, trova il tuo modo

Non fingerti diversa, presentati per come sei, i ciarlatani non vuole sentirli parlare più nessuno. Quello che sei sotto il palco portalo sul palco. Destreggiati tra le tecniche e falle tue perché solo autentica e sincera potrai arrivare alle persone, che è il motivo per cui sei lì con il microfono in mano.
Per fare un discorso veramente riuscito non basta (e a volte non è nemmeno indispensabile) un argomento interessante: capisci di essere un buon oratore se riesci a motivare chi ti ascolta invogliandolo con le tue parole a essere una persona migliore. Quando ascolto persone che mi entusiasmano la mia prima reazione è quella di tornare a casa e moltiplicare il mio entusiasmo, condividere quello che ho scoperto, sapere di più, fare.
Non tenere solo un discorso, ma motiva, incoraggia a sognare in grande.
Uno speech coraggioso può farti crescere e dare tanto a chi ti ascolta. Se hai una buona idea dilla a tutti per coinvolgerli e cambiare. Proprio come fanno i maestri di TED.

Chiara Gandolfi

Presto la mia voce e le mie parole per le storie degli altri: sono copywriter e speaker pubblicitaria con la passione per le balene, il basilico, la letteratura americana, la musica indie e i film di Wes Anderson. Dimentico tutto, tranne i posti da cui mi sono fatta abitare.

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