Parole per comunicare: come farci trovare dal nostro pubblico con la scrittura?

Quando scriviamo abbiamo due possibilità: scrivere a senso unico, che non ci porta molto lontano, oppure scrivere per comunicare, che per molti aspetti serve a farci ricordare dalle persone che ci leggono.

La differenza sta nell’obiettivo che ci poniamo, vale a dire: l’intenzione di comunicare.

Scrivere a senso unico non è comunicare: inviare messaggi, annunci, informazioni senza sapere a chi ci stiamo rivolgendo ha sempre funzionato poco, e oggi funziona ancora meno. La grande possibilità che ci offre oggi il web è quella di trovare il nostro pubblico – piccolo o grande che sia – o meglio, di farci trovare.

In questa direzione, non ha importanza quanto esteso o ristretto sia il gruppo di persone che ci occorre raggiungere: essenziale è iniziare a intercettare il nostro vero pubblico, quello che è in linea con i nostri valori, che ama ascoltare la nostra voce, anche quella non scritta, e che potrebbe avere bisogno di ciò che offriamo.

Da dove arrivano le nostre parole per comunicare?

Vediamo insieme alcuni aspetti che non sono successivi uno all’altro, ma che gradualmente impariamo a intrecciare e a sviluppare in modo più o meno sincronizzato, a seconda delle necessità.

Parti da chi sei

Nel comunicare l’attività che svolgiamo, un aspetto che non può mancare è il nostro essere.

A parità di servizi e prodotti offerti, le persone ci scelgono soprattutto in base alla fiducia che generiamo, come accade in qualsiasi relazione personale e professionale. In questo processo, la comunicazione, e in particolare la parola scritta, sono tra gli strumenti principali non solo per suscitare curiosità, ma per stimolare interesse a farci conoscere in modo approfondito.

Dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sei: è una frase da ricordare tutte le volte prima di premere il tasto invio.

Essere ben presenti a noi stesse quando scriviamo non ci serve per creare una comunicazione costruita, artefatta, non autentica, ma proprio per ottenere il contrario. L’obiettivo da proporci è rendere naturale e sempre più fluida la nostra scrittura consapevole, per migliorare non solo ciascuna specifica attività di comunicazione che svolgiamo, ma anche per migliorare, tutte insieme e ognuna per la sua parte, il mondo della comunicazione.

Come fai ciò che fai?

Quando scriviamo è importante l’oggetto di cui ci occupiamo, ma ancora più importante è come lo trattiamo con le parole. Il centro del nostro scritto non siamo noi, ma chi ci sta leggendo. Va rovesciata del tutto la prospettiva: non scriviamo di noi stesse, ma della persona che legge le nostre parole.

Oltre a trasmettere fra le righe competenza ed esperienza, dalle quali non si può prescindere, un passo ulteriore è esprimere, attraverso le parole, come svolgiamo il nostro lavoro: l’aspetto più interessante e anche più complesso da veicolare è il nostro approccio verso le persone, fatto di attenzione, ascolto, disponibilità.

Scrivere è un ponte per costruire relazioni: ogni parola può aiutarci ad avvicinare le persone interessate ai nostri prodotti e servizi, grazie a un modo di porci capace di favorire buoni contatti che si mantengono solidi nel periodo medio-lungo.

Dai un tocco personale alle tue parole

Quando ci raccontiamo come imprenditrici creative e professioniste non abbiamo bisogno di presentarci in modo troppo tecnico oppure oggettivo, standardizzato o neutro: ciò che esprime al meglio il nostro valore è proprio una scrittura di taglio personale.

Ciò non significa esporre aspetti del privato, ma dare rilevanza a contenuti utili narrati con voce personale come ad esempio esperienze dirette, soluzioni concrete offerte ai clienti, risposte a domande, dubbi, problemi.

Lo stile personale che ciascuna di noi ha nella vita offline può passare nella nostra attività di comunicazione online: quando offline e online sono coerenti, la nostra scrittura esprime autenticità e ha molto più potenziale per arrivare alle persone che potrebbero essere interessate alla nostra attività.

Rispondi a messaggi e commenti

Rispondere a chi ci scrive sembra ovvio, ma non è.

Di certo comunicare non significa lanciare messaggi nel buio sperando che arrivino clienti. Che qualcuno ci acquisti prodotti o servizi dopo aver pubblicato i nostri post nei social ed essere scomparse è una possibilità abbastanza remota, perché non abbiamo considerato l’altra parte, vale a dire il nostro interlocutore: pensiamo a chi ci legge per caso la prima volta, chi cerca informazioni precise, chi ha interesse per ciò che siamo oltre che per ciò che facciamo.

Quando qualcuno, in modo spontaneo, ci invia messaggi o commenti si apre una occasione preziosa che non possiamo permetterci di sprecare. Cerchiamo di rispondere in modo garbato, attento e comprensibile. Per esperienza, spesso sostengo che, a livello di interazione e di relazione, un buon commento o una buona risposta valgono quanto un buon post o un buon articolo: sono finestre di comunicazione che amplificano i nostri contenuti e rilanciano il nostro modo di essere.

Rimani in ascolto

Ascoltare significa rimanere attente ai segnali che ci arrivano, ad esempio, dai lettori, dai follower, dalle persone incontrate casualmente, dai cambiamenti e dall’evoluzione del nostro settore, dalle osservazioni che ci fanno i nostri clienti, dalle domande esplicite o implicite che riceviamo da chi ci circonda, sia offline sia online.

Questa pratica ha rilevanza almeno pari alla produzione di contenuti in sé, perché funziona come una vera e propria guida alla scrittura che costruiamo. Più sviluppiamo la nostra sensibilità a tutto ciò che succede interno a noi e che ci pone domande, più siamo in grado di cogliere quelle domande e, con un lavoro ulteriore, ci organizziamo per rispondere attraverso i nostri contenuti scritti.

Allenandoci a sviluppare le nostre antenne per captare le domande impariamo inoltre a rispondere nei tempi giusti, più o meno rapidi a seconda dell’importanza e urgenza delle domande, che possono essere latenti o esplicite.

Sperimenta la tua scrittura personale

Una delle strade per prendere confidenza con le parole scritte e usarle per apprendere a raccontare la nostra esperienza, anche quella lavorativa, è la scrittura personale. Creare una abitudine alla scrittura personale non solo ci allena a concentrarci su aspetti che spesso passano inosservati quando li viviamo, ma ci aiuta anche a raccogliere idee.

Mentre descriviamo, anche in forma privata solo per noi stesse, un fatto che ci è accaduto o un vissuto che ci ha dato emozione, stiamo già lavorando su di noi e ci stiamo allenando a far emergere spunti e nuove idee, che nel tempo si presenteranno a noi in modo sempre più fluido.

Quando arriviamo a questo punto, la scrittura personale diventa trampolino di lancio alla scrittura che utilizziamo per comunicare la nostra attività: la fluidità che abbiamo acquisito nel convogliare in forma scritta narrazioni private o personali – piccole o grandi – sarà presente, se pure con un taglio diverso, anche nelle parole scritte dei nostri profili social, siti e blog, newsletter, video, podcast e di molto altro.

Dalla scrittura personale alla scrittura per comunicare

Ti lascio un esempio concreto di come la scrittura personale può nutrire la nostra scrittura per comunicare: me stessa. Ci ho creduto talmente tanto da creare un progetto aperto, libero, giocoso, di certo un po’ folle, in cui è possibile sperimentare la nostra creatività usando le parole, e in cui io stessa pratico una forma di scrittura personale capace di alimentare la mia scrittura per il lavoro.

1 Testo al Giorno è un gruppo-laboratorio su Telegram in cui ci alleniamo a fermare emozioni, istanti, ricordi, riflessioni, invenzioni e altro, stimolati da esercizi quotidiani di scrittura personale. Per scelta, il progetto è privo di valutazioni di ogni tipo e non prevede riscontri tecnici professionali. È uno spazio di condivisione in continua evoluzione e nasce come gruppo di appassionati di scrittura e di lettura, per ritrovarsi e raccontarsi attraverso le parole.

Come vivi la tua scrittura?

Ti lascio alcuni spunti per riflettere.

Quanto senti tue le parole scritte che produci, dai messaggi privati al sito web?

Quanto ti rispecchi nella tua scrittura, anche quella per lavoro?

Sapresti trovare un filo conduttore in tutte le parole che scrivi?

Se vuoi, possiamo parlarne nei commenti.

Federica Segalini

Scrivo per te, scrivo con te. Coltivo parole in cammino. Vivo tra carta e web, amo le immagini e la voce. Sono ghostwriter e copywriter: mi occupo di tutto ciò che è testo nelle attività di comunicazione, per portare il lettore nel cuore delle aziende e delle persone che si affidano ai miei progetti. Sono anche editor: ti accompagno nel tuo scrivere.

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