Stress: combatterlo o viverci insieme?

Negli anni, ho letto e sentito dire la qualunque sullo stress. Che va combattuto come fosse un nemico, che bisogna conviverci anche se e quando fa male, che il segreto per gestirlo è non pensarci, che l’unico modo per uscirne (ma solo per un po’) è prendersi un periodo di vacanza.

In realtà, con lo stress si può anche vivere pacificamente, non pensarci è tutt’altro che di aiuto, se stiamo male occorre intervenire il prima possibile, e quasi mai aspettare di andare in vacanza per farlo è una buona idea. Purché:

  • ci si renda consapevoli della condizione di stress che si sta vivendo, invece di sottovalutarla o aspettare che passi da sé, specie se si tratta di stress cronico
  • si sia disposte a prendersi cura di sé e della situazione stressante per cambiare davvero le cose. Forse non tutte e non subito, ma senza questa disponibilità di sicuro non sarà possibile cambiarne nemmeno una
  • ci si dia la possibilità e il tempo di sperimentare e trovare il proprio personalissimo modo di contenere, ridurre, gestire e persino prevenire lo stress che fa male. Come dire: quello che va bene per me, non è detto sia efficace con te, e questo non vuol dire che tu sia spacciata!

Informati sullo stress e su come stai

Mi scontro spesso con un atteggiamento ambivalente nei confronti della propria condizione di stress.

Da un lato, si tendono a sottovalutare i suoi effetti sulla salute psicofisica (hai presente quel diffusissimo nulla di grave, è solo stress?). Di conseguenza, si svaluta l’importanza di curarlo, come se l’unico modo di averci a che fare fosse resistervi a oltranza – condizione che, ahimè, invece lo alimenta.

Dall’altro, si cerca di evitarlo a tutti i costi, come se fosse sempre dannoso o pericoloso. Così, ci si dimentica della sua funzione stimolante e attivante, ossia quella che ci aiuta a far fronte a un imprevisto o ci spinge a raggiungere un traguardo importante, anche se faticoso.

In realtà, esistono vari tipi di stress e anche diversi fattori che, interagendo tra loro, possono trasformare lo stress che viviamo da utile a debilitante (cioè da eu-stress a di-stress), fino anche a piombare nel burnout.

E poi esistiamo anche noi, che siamo tutte diverse e per questo reagiamo in modo diverso agli stessi stimoli, ci stressiamo in modo diverso, ci sono di aiuto strategie diverse per contenerlo.

Quando si parla di stress, la prima domanda da farsi è: come sto? Se ti senti sovraccarica, ma anche svuotata e senza energie; se fatichi a fermarti anche se sai e senti che dovresti; se non riesci a interrompere i pensieri e neppure a rallentarli; se il corpo ti manda segnali che qualcosa non va. Allora, non aspettare che lo stress che vivi passi magicamente. Fatti domande, dai valore a quel che ti succede, informati, chiedi aiuto, corri ai ripari, procurati alternative.

Autorizzati a cambiare (le cose che non funzionano)

Dicevo: vivere pacificamente con lo stress è possibile, purché si sia disposte a prendersi cura di sé stesse. Si tratta di una scelta su cui sono certa ci troviamo tutte d’accordo ma che può essere difficile da rendere attuabile e concreta quando non si è abituate a farlo.

Ad esempio, se siamo cresciute mettendo le esigenze degli altri prima delle nostre e tendiamo a farlo ancora oggi. O se ci muoviamo secondo la convinzione che potremo pensare a noi solo se e quando avremo portato a casa un grande risultato. O anche se, per quanto lo desideriamo, in fondo non abbiamo ancora capito cosa ci fa stare bene.

Può succedere di inseguire l’aspettativa che per liberarsi del malessere da stress sia necessario liberarsi di quel che lo ha procurato. Così, se si tratta del lavoro, ad esempio, dovremo cambiarlo. O di una amicizia? Dovremo chiuderla. Alternative possibili, certo, ma che è molto probabile regalino pace e sollievo solo fino alla prossima situazione che sarà fonte di un nuovo stress.

Ecco, direi piuttosto che per gestire i momenti di stress è più utile:

  • chiederti e comprendere cosa esattamente attiva il circuito dello stress in una situazione difficile. Nel lavoro, per esempio, è un clima competitivo o conflittuale? Troppe richieste rispetto al tempo per soddisfarle? Una comunicazione ambigua e piena di non detti? Individua l’aspetto a cui rispondi con grande sforzo, attivando un carico enorme di energie, e che ti lascia spompata e senza fiato.
  • cambiare le modalità con cui tendi ad affrontare gli stimoli stressanti, in particolare quelli che non puoi cambiare o evitare. Tornando all’esempio del lavoro, se ti ritrovi esaurita perché le richieste che ricevi sono troppe e chiedi a te stessa di soddisfarle comunque tutte, potrebbe esserti di aiuto spostare l’attenzione dalla mole di richieste a un diverso modo in cui puoi gestirle, ad esempio rifiutandone qualcuna. Può darsi allora che la reale fonte di stress per te non sia il contesto in cui lavori, ma la tua difficoltà a dire no e a mettere confini con gli altri, o ad accettare che anche tu hai limiti e bisogni. Se non farai nulla per occupartene, sono aspetti che ti seguiranno ovunque lavorerai.

Piuttosto che combattere lo stress, prova a considerarlo come un’occasione per riflettere su cosa ti prosciuga energie e ad aggiustare il tiro per prevenire lo stress e tornare a respirare.

Il tuo stress è diverso da quello di tutte le altre

Lo stress è riconoscibile grazie a sintomi specifici (il primo della lista è la stanchezza: fisica, mentale, emotiva), ma il modo in cui tendiamo a rispondervi automaticamente, cioè come lo affrontiamo o lo subiamo, e anche le strategie con cui possiamo contenerlo, prevenirlo e viverlo nella quotidianità senza che ci distrugga, sono tutti aspetti che cambiano da persona a persona.

Sono certa possano tornarti utili dei consigli per fronteggiare lo stress, specie nei momenti più duri, ma se vuoi gestirlo davvero e quindi viverci insieme pacificamente nella vita di tutti i giorni, è da te che devi partire. Cosa fai (o non fai) per procurarti stress? Il modo in cui reagisci nelle situazioni stressanti funziona? Cosa ti aiuterebbe a stare meglio quando ti senti sotto stress? E cosa fai per procurartelo?

Spero che gli spunti offerti in questo post possano esserti di aiuto: domande, dubbi, riflessioni? Fammele sapere nei commenti.

Liria Valenti

Sono una psicologa psicoterapeuta: accompagno le persone in percorsi di cambiamento, aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Mi piace farlo seguendo il mio intuito, mettendo in moto tutta la mia sensibilità e attingendo liberamente al mio umorismo e alla mia creatività. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi. Ah! Vado pazza per il tiramisù e adoro le piantine grasse.

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