Decluttering: fare spazio fuori per ritrovare il proprio spazio interiore

Prendi quella sensazione di sovraffollamento, confusione, pesantezza in cui ci si ritrova quasi all’improvviso, e che spinge a fare spazio e ripulire, liberandosi di quel di cui ci si è riempite nei mesi o anni precedenti.

Chiamalo decluttering se vuoi, o detox se preferisci. In ogni caso, è l’azione che può aiutarti ad abbassare il livello di stress se lo senti eccessivo e (ri)connetterti con il tuo spazio interiore.

Come? Quando? Perché? Te lo racconto in questo post.

Quando restringere lo spazio vitale diventa fonte di stress

Partiamo da una premessa: tutto ciò che è eccessivo provoca stress. Accumulare oggetti, sovraesporsi agli stimoli mediatici e digitali, riempire il proprio tempo di tante cose da fare, circondarsi del rumore di tante persone, sono tutte modi con cui tendiamo ad affollare lo spazio vitale per poi impiegare gran parte delle energie per tenere a bada le emozioni provocate dall’invasione del nostro spazio interiore.

Così, ad esempio, chi possiede tanti oggetti, vestiti, accessori, potrebbe sentirsi costantemente insoddisfatta e insicura rispetto a quel che apprezza davvero e cosa invece non apprezza, vissuti che a loro volta potrebbero spingerla ad accumulare altro ancora, piuttosto che fermarsi a conoscersi meglio e trovare le sue risposte.

Tenersi continuamente aggiornate su tutto ciò che capita nel mondo, magari anche consultando fonti diverse, provoca ansia e, come spiegavo anche durante il primo lockdown, tiene in un continuo stato di allerta: anche queste sono emozioni che fanno da leva per informarsi ancora di più, ancora meglio, in ogni momento.

Sovraccaricarsi di lavoro, attività, cose da fare, a lungo andare può provocare un grande senso di frustrazione e affaticamento, misti a rabbia o tristezza per non avere tempo ed energie per prendersi cura di sé o dei propri cari.

Insomma, se da un lato riempire l’armadio, gli spazi quotidiani, il tempo e i pensieri, ha sicuramente un senso per chi si ritrova a farlo; dall’altro, può suscitare emozioni scomode e invadenti, su cui vengono riversate tutte le energie rimaste, rischiando di arrivare a sentirsi completamente prosciugate, esauste, spente.

Affollare il proprio spazio vitale: perché succede?

Non esistono risposte universalmente valide a questa domanda, poiché per ognuna l’atto di riempire i propri tempi e spazi può rispecchiare uno o più bisogni psicologici diversi.

Ad esempio, tra chi si fa carico di troppo lavoro, qualcuna potrebbe essere spinta a farlo per ricevere riconoscimenti esterni, come essere considerata una brava lavoratrice o una persona sempre disponibile, o al contrario, per evitare giudizi negativi da parte degli altri come essere vista come una scansafatiche o un’egoista. Ma qualcuna, invece, potrebbe sovraccaricarsi per tenersi sempre impegnata in qualcosa da fare, e così evitare di pensare a qualcosa di doloroso, o entrare in contatto con emozioni difficili da gestire. Qualcun’altra ancora, potrebbe farlo per tutte queste motivazioni insieme.

Allo stesso modo, tra chi tende ad acquistare ripetutamente oggetti senza soffermarsi sulla loro reale utilità o senza chiedersi se gli piacciono davvero oppure no, potrebbe esserci chi tenta inconsapevolmente di colmare un vuoto più grande di un cassetto nell’armadio o una mensola della libreria, un vuoto interiore; o chi tende a farlo per sentirsi parte di qualcosa di più grande, come una comunità che possiede un determinato capo di abbigliamento, o gadget, o componente di arredo, e così via.

Qualcuna potrebbe ritrovarsi nelle mie parole e riconoscere un determinato bisogno come una costante che guida le sue scelte, qualcun’altra potrebbe collocare uno specifico bisogno (per esempio, fare per non pensare) solo in un certo periodo della sua vita.

Perché succede, dunque? Te lo sei mai chiesta? Hai mai riflettuto sul fatto che dietro una tua azione, generalmente automatica e inconsapevole come quella di riempire e riempirsi, c’è un bisogno che chiede di essere soddisfatto? Se non sai ancora qual è il tuo, questa potrebbe essere l’occasione per fermarti un momento ad ascoltarti e provare a scoprirlo.

Liberare spazio per liberare energia

Così come affollare il proprio spazio vitale, sia fisico che mentale, a lungo andare causa stress, prosciuga energie e offusca quel che succede dentro di te, facendoti sentire stracolma e intossicata, liberarlo ti permetterà non solo di riconquistare la tua energia ma anche il tuo spazio interiore. Che in altre parole significa: cosa senti, di cosa hai bisogno, cosa vuoi per te, cosa puoi fare per procurartelo, cosa puoi scegliere per stare bene.

E allora, dato che Natale è alle porte e questo anno sta per volgere al termine, approfittane per farti 2 regali.

  • Individua un angolo del tuo spazio fisico particolarmente affollato, o un’area della tua vita che tendi a riempire (o far riempire!) oltre confini, o una parte del tuo tempo traboccante di attività e incombenze, e prova ad alleggerirlo. Concediti la possibilità di fare più spazio intorno a te: sarà più semplice, poi, farti strada verso il tuo spazio più intimo, quello interiore.
  • Dedicati un po’ di tempo per riflettere sul bisogno che fa capolino ogni qualvolta ti riempi di cose, lavori, persone, social network. Averne consapevolezza ti sarà di grande aiuto per individuare un altro modo per prenderti cura di quel bisogno insoddisfatto – un modo più rispettoso di te e che ti permetta di appagarlo davvero.

Che ne dici, ti sembra fattibile? Ci proverai? Se vuoi, raccontamelo nei commenti: tornerò volentieri a leggere la tua esperienza 🙂

Liria Valenti

Sono una psicologa psicoterapeuta: accompagno le persone in percorsi di cambiamento, aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Mi piace farlo seguendo il mio intuito, mettendo in moto tutta la mia sensibilità e attingendo liberamente al mio umorismo e alla mia creatività. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi. Ah! Vado pazza per il tiramisù e adoro le piantine grasse.

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