Spesa organizzata e sostenibile, per risparmiare tempo e risorse

Durante il lockdown anche i più disorganizzati si sono dovuti confrontare con l’esigenza di pianificare, almeno un minimo, i propri pasti. In particolare, molti si sono trovati per la prima volta a dover veramente organizzare la spesa e gli approvvigionamenti alimentari su base settimanale, se non quindicinale.

Anche se non ci sono mai state vere e proprie carenze di cibo nella filiera di produzione e distribuzione, tra negozi chiusi, file interminabili nei supermercati (qui a Milano minimo 2 ore), e rischio sanitario – in una fase in cui stare a casa il più possibile ed evitare qualunque assembramento poteva essere cruciale – uscire a comprare ogni giorno o quasi era davvero improponibile. Chi non era abituato a fare la spesa organizzata si è trovato allora davanti a un bivio:

  • accatastare provviste come criceti in preda al panico
  • provare a organizzare le scorte con un senso

I dati rilevati nel primo periodo di lockdown suggeriscono che molti abbiano preso la prima strada (vedi, ad esempio, l’annosa questione del lievito di birra e della farina, diventati introvabili, ma anche la difficoltà a reperire pomodori pelati, uova e carta igienica).

La seconda opzione naturalmente è quella che suggerisco, e qui provo a dare qualche consiglio in merito: spero che valga anche dopo la lunga quarantena, perché fare la spesa con cognizione di causa e organizzazione è sempre un’ottima idea. Si riducono gli sprechi, non ci si fa tentare da super mega offerte che poi così convenienti non sono – e quindi è un bene anche per il portafogli – e soprattutto si risparmiano tempo ed energie per altre cose.

Di cosa ho realmente bisogno?

Ironia a parte, in situazioni di emergenza è perfettamente comprensibile acquistare in maniera compulsiva e poco razionale. Ora che si comincia a profilare una nuova fase, a maggior ragione, è necessario capire innanzitutto di cosa davvero abbiamo bisogno.

Per farlo ti serve una lista. Ma fare una lista della spesa ragionata non è così immediato, servono un po’ di esercizio e senso pratico. Come capire quello che ti serve?

  1. Parti dal menu settimanale: pianificando i pasti della settimana saprai di cosa hai bisogno, e potrai stilare una lista di conseguenza. Non trascurare gli spuntini, le merende di grandi e piccoli, e naturalmente le colazioni
  2. Calcola le quantità: per farlo prova a creare un minimo di “storico ordini” della tua famiglia così da poterti regolare. Puoi anche usare un calcolatore come questo, e scoprire che non hai bisogno di fare enormi scorte di cibo
  3. Tieni a portata di mano una piccola (ho detto piccola!) scorta di quei comfort food di cui potresti aver voglia come extra. Un paio di tavolette di cioccolato, o quelle piadine che ti risolvono la cena quando proprio non hai voglia di fare nulla (io per es. ho sempre in freezer degli edamame in baccello, di cui sono molto golosa)
  4. Coinvolgi tutta la famiglia (anche i piccoli) nella creazione della lista, in modo che ognuno possa esprimere un desiderio e tu non ti debba trovare a fronteggiare crisi improvvise (genitori di tre e quattrenni, sono con voi)
  5. Compila un inventario delle scorte per sapere sempre quello che c’è in dispensa (e non dover buttare cose scadute) e in freezer. Sul mio sito ne trovi uno da scaricare!

Come scrivere la lista della spesa

Puoi usare il supporto che preferisci, cartaceo o digitale. Io mi trovo molto bene con Evernote, dove ho una checklist condivisa con mio marito: così quando uno dei due acquista un bene mancante possa subito mettere un tick nella casellina apposita.

Che sia scritta a mano o nello smartphone, il consiglio è di organizzarla sempre per categorie: così sarai più veloce tra le corsie del supermercato o potrai muoverti più efficacemente tra i diversi negozi.

Non serve entrare nell’ultra dettaglio, ma un’idea di suddivisione potrebbe essere:

  • Frutta e verdura
  • Fresco (uova, latticini, carne, pesce, prodotti da banco frigo)
  • Dispensa (pasta, riso, altri cereali, dispensa per la colazione, conserve, sughi, condimenti ecc.)
  • Detersivi e articoli per la pulizia della casa
  • Varie/Bricolage/Cancelleria

Dove e quando fare la spesa

Una volta deciso cosa comprare, e stilata la lista, siamo pronte per uscire in missione-spesa. Anche in tempi normali, suggerisco di fare la spesa non più di una volta alla settimana, prevedendo di dedicare a questa attività circa un paio d’ore. Considera lo stesso tempo anche se compri online, perché è vero che si risparmia il tempo del viaggio, ma scegliere può essere più complicato (non sempre è facile leggere le etichette, capire di che prodotti si tratta, verificare le disponibilità ecc.).

Concludo con alcuni spunti per una spesa sostenibile, che quindi sia anche attenta all’ambiente e alle persone:

  • Frutta e verdura: se possibile, acquistale direttamente dal produttore o con meno intermediari possibili. Esistono anche molti servizi di consegna di frutta e verdura biologiche, direttamente dai produttori, nelle diverse città. Sono molto comodi perché garantiscono prodotti freschissimi a domicilio (preziosissimo in questo momento)
  • Prodotti freschi: anche in questo caso l’ideale sarebbe acquistarli dai produttori. Magari anche nella tua città ci sono dei farmers’ market dove è possibile farlo
  • Dispensa: una buona alternativa alla GDO sono i negozi e i siti che vendono ingredienti sfusi, così come i gruppi di acquisto. Potresti cercarne uno vicino a casa tua
  • Detersivi e articoli per la pulizia della casa: negli stessi negozi trovi anche questo genere di articoli. Se vuoi guardare anche alla convenienza, puoi optare per i negozi specializzati (piccole e grandi catene dedicate a questi prodotti)
  • Varie: se puoi, privilegia le piccole realtà di quartiere. Librerie, cartolerie, ferramenta, e altri piccoli negozi hanno subito in maniera pesante le restrizioni durante il lockdown. Molti si sono organizzati per fare consegne a domicilio, anche in bici e a piedi. Sarebbe bello poter continuare a sostenerli con i nostri acquisti.

Myriam Sabolla

Sono una digital strategist prestata alla cucina: mi sono diplomata nel 2018 alla Joia Academy - la più importante scuola di cucina vegetariana in Italia -- e sono anche una Professional Organizer. Con il mio lavoro semplifico la vita a chi vuole cucinare e mangiare meglio ogni giorno. E continuo a raccontare le storie e i luoghi del cibo. Sono anche la mamma di Adele e Clara, in costante ricerca di equilibro tra il lavoro da freelance e quello di genitore.

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