Come gestire la crisi: trova il lato positivo

“Il backup è quella cosa che andava fatta prima” è una delle frasi preferite dei tecnici informatici, che ti devono salvare quando l’hard disk esterno cade inavvertitamente nella boccia del pesce rosso, dopo che hai già cancellato i dati dal fisso due anni fa.

Per la gestione della crisi, si può dire la stessa cosa: la crisi è quella cosa a cui dovevi pensare prima.

Per qualche anno mi sono occupata di formazione aziendale in quest’ambito, ma ho gradualmente abbandonato questa parte del mio lavoro perché mi trovavo ad assistere inerme alla trasformazione delle fatture in Maalox.

I gufi e la crisi

Se fai gestione delle crisi ti trattano tutti come il gufo di turno, per non dire peggio. Per promuoverti, devi spiegare ai ceo che, anche se sono i migliori nel loro campo, l’azienda può comunque andare incontro a una crisi, che per sua natura è quasi sempre imprevedibile e spesso non dipende dall’incapacità di qualcuno.

Purtroppo il pensiero dominante è sempre il solito “a me non capiterà”, anche quando Ian Mitroff, presidente e fondatore del Comprehensive Crisis Management, ci dice chiaramente che ogni azienda, nell’arco della sua esistenza, va incontro a una crisi: imparare a gestirla è, come nel caso del backup, una cosa che va fatta prima che la crisi si verifichi.

Cosa fare in caso di crisi?

In questi giorni tutti, chi più chi meno, stiamo affrontando una crisi a causa del nuovo coronavirus. In questo articolo, intendo bypassare il lato psicologico e medico della questione: non ho competenze per affrontarlo, e ti consiglio di evitare di tranquillizzare o allarmare i tuoi clienti e il tuo seguito sui social, perché entrambe le cose non ti aiuteranno a gestire la situazione.

Anzi, se tranquillizzi i tuoi clienti e poi per qualche motivo le cose andassero male, avresti un danno reputazionale, che è proprio quello che cerchiamo di evitare.

Trucchi per freelance

Cerchiamo invece di individuare delle norme adatte a tutti, sia a chi si è visto cancellare tutte le prenotazioni, sia a chi continua a lavorare da casa senza troppi problemi perché il suo business si basa sulle consulenze online.

Tieni presente, però, che l’ideale sarebbe stato pensare a come comportarsi durante una crisi prima che si fosse verificata, a bocce ferme: i gufi del crisis management tutto sommato sono animali molto carini e decorativi.

Come reagire alle crisi

Ti lascio tre consigli pratici per affrontare i momenti di crisi.

Non perdere la calma

Il consiglio migliore, la base da cui dobbiamo partire è, banalmente, non perdere la calma. Mi rendo conto che in determinate situazioni non è facile, ma agitarsi non ha mai aiutato nessuno. Se non, forse, nella preistoria, quando ci si agitava al primo rumore e, nel dubbio, si scappava.

Questo, in soldoni, ha fatto sì che sopravvivesse il più pauroso, che scappava sia dalla foglia secca che cadeva sia dalla tigre dai denti a sciabola, così, per non sbagliare. È uno dei motivi per cui la paura è normale: l’abbiamo ereditata come caratteristica salvifica. Ora che sai di non avere niente che non va, però, cerca di passare oltre.

Evita anche di lamentarti, specie sui social: ricordati che ci sarà sempre qualcuno che è colpito dalla crisi più di quanto lo sia tu, e, in generale, le lamentele altrui infastidiscono un po’ tutti: i lamentosi, che vogliono avere l’esclusiva, e chi è più portato a reagire, che difficilmente tollera il lassismo negli altri.

Ipotizza lo scenario peggiore

La seconda cosa che devi fare è ipotizzare lo scenario peggiore (per il business, che se proprio fossimo di fronte ad una Apocalisse dubito che l’Agenzia delle Entrate ti perseguiterebbe anche dopo la morte per riscuotere il dovuto).

Quando lo scenario peggiore sarà chiaro nella tua testa, prova a scomporlo in problemi più piccoli. Alcuni di questi non saranno risolvibili, altri lo saranno sul lungo termine, ma per almeno un paio potrai già cominciare a pensare a una strategia.

Se per esempio sei un consulente che lavora sia in azienda che online, potrai potenziare questa seconda parte e magari proporla a un prezzo minore a quelle aziende che vogliono cancellare il tuo corso di formazione in presenza.

Osserva la situazione dall’esterno

Il terzo consiglio è osservare la situazione dall’esterno. Sei sicura che sia così terribile? No, non stiamo giocando a chi sta peggio, e non a caso questa operazione viene fatta dopo la ricerca di soluzioni alternative.

Ridimensionare l’emergenza, però, è una cosa che va fatta, perché altrimenti rischiamo di farci prendere dal panico peggiorando il tutto, per esempio rispondendo male ai clienti che antepongono le loro esigenze alle nostre.

È innegabile che un imprenditore con 15 dipendenti, che non sa come pagare, stia peggio di un freelance che lavora da remoto e che ha visto un calo della produttività perché deve gestire un bambino vivace rimasto a casa da scuola.

Tra l’altro mettere le cose in prospettiva facilita il meccanismo della solidarietà: dare una mano a chi sta peggio di noi è una delle cose migliori da fare in questo momento, e anche il più piccolo aiuto ci farà sentire un po’ meglio.

Un’idea può essere lo scambio di call formative: nei periodi di incertezza economica, anche vendere consulenze diventa più difficile, e questa modalità può funzionare sia per imparare qualcosa, sia per facilitare il contatto umano che in questi giorni scarseggia.

Guarda i lati positivi della crisi

Per finire, bisogna tenere presente che la crisi ci mette di fronte a una triste realtà, cioè che non possiamo controllare tutto. Quando abbiamo risolto le questioni più urgenti che riguardano il nostro business, cerchiamo di cominciare a lavorare su noi stessi, e su come viviamo la crisi.

Di questi tempi si parla tanto, forse troppo, di resilienza, ma alla fine è innegabile che chi sa gestire meglio imprevisti e cambiamenti è facilitato rispetto a chi si fa prendere dall’ansia e dallo sconforto. Se dovessi selezionare l’insegnamento più importante che mi hanno dato in ambito di gestione della crisi, mi viene in mente la citazione di Sun-Tzu:

“È nel pericolo estremo che si può volgere la sconfitta in vittoria”.

Perché dalle crisi si può sempre imparare qualcosa, se riusciamo a vederla come un’occasione e non solo come una grande fregatura (pensa per esempio a XHamster, piattaforma di streaming pornografico, che ha regalato l’accesso gratuito alla piattaforma fino a fine marzo per i residenti in Lombardia e Veneto: se va bene li convertirà in clienti, se va male permetterà di collegare il nome del brand a, ehm, bei ricordi).

Ti è mai capitato di dover gestire una crisi? Sei riuscita a uscirne vincitrice? Raccontaci la tua esperienza nei commenti, magari può darci una mano!

Anna Cortelazzo

Ho un passato televisivo da opinionista tifosa della Fiorentina, ma ora sono una gattara impenitente (il mio gatto deve il suo nome a Prandelli), e tra un felino e l'altro trovo il tempo per dare consulenze sulla gestione di social e siti web. Credo nella slow communication e nelle strategie a lungo termine. Insegno comunicazione all'università di Padova e scrivo per IlBoLive, la loro testata ufficiale

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2 commenti su “Come gestire la crisi: trova il lato positivo”

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