Le PR tradizionali per libere professioniste e piccole imprese

Abbiamo visto perché avere una strategia di Pubbliche Relazioni sia così importante, anche se sei una freelance o un piccolo brand, e abbiamo parlato più nel dettaglio il mondo delle Digital PR. Anche le cosiddette “PR tradizionali” – sebbene ormai la distinzione tra media digitali e non digitali sia piuttosto sfumata – meritano la nostra attenzione all’interno di un piano di comunicazione più articolato.

Interfacciarsi con giornali, riviste, radio e TV non è quasi mai in cima alle priorità delle piccole imprenditrici: sono realtà che possono apparire distanti e poco affini con il nostro mondo. Lo sforzo di arrivare all’attenzione di questi media potrebbe non valere il risultato. Ma non va dimenticato che talvolta possono diventare preziosi alleati per il tuo posizionamento e visibilità.

I media tradizionali: quali?

Innanzitutto bisogna capire a quali media rivolgere i propri sforzi e la propria attenzione. Come sempre, ripeto: dipende dal nostro obiettivo e dal nostro target. Chiediti innanzitutto quali siano gli strumenti che il tuo potenziale pubblico usa per informarsi e intrattenersi.

È bene poi fare una scrematura per tipi e temi, per esempio facendosi queste domande:

  • stampa: quotidiani o magazine? Generalisti o di settore? E su quali argomenti vogliamo puntare?
  • radio: ci sono programmi che trattano temi affini alle nostre attività?
  • TV: ci serve puntare sulle news o sull’approfondimento?

Una volta che hai individuato quali sono i media e i contenitori più funzionali ai tuoi obiettivi e dove puoi “incontrare” il tuo target, puoi pensare ai modi per accedervi.

Il potere del network

C’è poco da dire: come piccole imprenditrici o lavoratrici freelance non potremmo mai permetterci un vero ufficio stampa, di quelli che hanno contatti stabili e continuativi con i principali mezzi di informazione tradizionali.

Questo non vuol dire però che devi rinunciare a priori all’idea di raggiungere i media tradizionali: anche in questo caso, vale il consiglio di appoggiarti alla rete di contatti che hai costruito. Come abbiamo già accennato, infatti, la distinzione tra digital e non digital si è fatta molto sottile, negli ultimi 10 anni almeno: ci sono blogger che scrivono per riviste, giornalisti che hanno blog e che sono molto attivi sui social network, per esempio. Le redazioni non sono più così inarrivabili e ancora una volta la rete ha accorciato le distanze.

Non è detto quindi che tra le tue conoscenze non ci sia già un giornalista o un redattore che possa aiutarti e indirizzare al meglio i tuoi sforzi.

Perché dovrebbe farlo? La domanda è legittima, e la risposta è quasi lapalissiana: i media tradizionali sono per loro natura a caccia di storie, e il mondo digital è sempre più al centro degli interessi giornalistici, sia come fonte, sia come potenziale oggetto di racconto. Se hai una storia interessante, è il momento di farla conoscere!

Parlare con giornali, radio e tv: cosa raccontare e come

Una volta aperta una strada, e stabilito un contatto con la redazione, è il momento di presentarsi e raccontarsi.

Cosa raccontare

Dipende dal momento in cui ti trovi:

  • Stai lanciando un nuovo servizio o un nuovo prodotto? Spiega di cosa si tratta e in che modo farà la differenza nella vita dei tuoi clienti
  • La tua figura lavorativa è interessante perché svolgi un’attività poco comune? Parlane in modo da suscitare un nuovo bisogno in chi legge
  • Stai promuovendo un evento? Racconta in breve di cosa si tratta, a chi si rivolge e perché sarà imperdibile. In quest’ultimo caso dovrai fare molta attenzione al timing: le redazioni delle riviste, per esempio, chiudono i numeri anche due o tre settimane prima dell’uscita, se si tratta di settimanali; nel caso dei mensili, dovrai muoverti uno o due mesi prima.

Come raccontarsi

Qui puoi seguire delle regole un po’ più precise. Di solito è il giornalista stesso a chiedere foto e testi, che poi verranno rielaborati, ma per non farti trovare impreparata – spesso i tempi delle richieste sono strettissimi e tu potresti non averne abbastanza per creare dei materiali di comunicazione da zero – ecco cosa dovresti avere sempre pronto:

  • Foto in alta risoluzione, sia verticali che orizzontali: tuoi ritratti in primo piano e a figura intera, statici e dinamici (ovvero mentre sei alle prese con il tuo lavoro); foto dei tuoi prodotti, se vendi oggetti; foto di contesto (es. negozio, laboratorio, ufficio). Valuta l’ipotesi di investire in un servizio fotografico professionale, può davvero fare la differenza e non solo in questo caso!
  • Un testo breve dove racconti chi sei: di solito bastano circa 300/500 battute, quindi non fare un copia-incolla dell’about page del tuo sito. Sii concisa e cerca di far capire che cosa, davvero, ti differenzia dagli altri.
  • Un comunicato stampa: può essere utile nel caso tu voglia promuovere un evento. Qui vale la vecchia e mai superata regola delle 5W: l’obiettivo è attirare nel più breve tempo possibile l’attenzione del giornalista, e quindi raccontare subito il cosa, chi, dove, quando, perché. Un attacco convincente, che faccia entrare subito nel vivo della potenziale notizia, è indispensabile: strategia, più che creatività, precisione e brevità sono gli ingredienti essenziali di un buon comunicato.
  • Il media kit: è uno strumento pensato per fornire, in breve e in una forma grafica accattivante, tutte le informazioni su di te e il tuo prodotto o servizio. Dovrebbe contenere tutti i dati numerici e qualitativi più importanti per raccontare il tuo brand. Un kit professionale è un ottimo biglietto da visita per presentarsi e per far parlare di sé: se non puoi chiedere a un grafico di realizzarne uno, puoi utilizzare i template di Canva, personalizzandoli con i colori della tua immagine coordinata e il tuo logo.

Gestire la notizia in modo efficace

Una volta raggiunto il tuo scopo – hanno pubblicato un post su di te, sei finita in radio o in TV – è importante anche pensare a una strategia per gestire e diffondere la notizia in modo da massimizzare il vantaggio comunicativo ottenuto. Ecco alcune azioni che puoi prendere in considerazione:

  • Programma le uscite del tuo piano editoriale social e newsletter in modo da diffondere la notizia. Fallo senza pavoneggiarti troppo, ma facendo capire che quello che fai è interessante
  • Valuta se può essere utile diffondere la notizia nei gruppi di interesse di cui fai parte, social o di altro genere
  • Dovrebbe essere scontato, ma non dimenticarti di ringraziare il giornalista con una mail personale e sincera: ti aiuterà anche a mantenere i rapporti per future collaborazioni

Myriam Sabolla

Adoro le storie e da sempre mi piace raccontarle. Per farlo, uso le parole e le immagini. Sono spesso occupata a preparare il mio prossimo viaggio, e amo il cibo (soprattutto mangiarlo!): ecco perché ho scelto di collaborare principalmente con aziende del settore food e travel. Sono anche la mamma di Adele, in costante ricerca di equilibro tra il lavoro da freelance e quello di genitore.

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