Pubbliche relazioni per freelance: perché sono importanti e come farle

Se senti parlare di “Pubbliche Relazioni”, aka PR, e ti vengono in mente situazioni anni 80, aperitivi glamour, venditori dal sorriso smagliante, questo articolo fa per te. Oggi e nei prossimi appuntamenti spiegherò che cosa sono le PR, a cosa servono e perché sono importanti non solo per aziende e brand, ma anche per le libere professioniste che vogliono promuovere il proprio lavoro. E che puoi farle, e devi, anche se non sei “brava a venderti” (chi di noi lo è?).

Cosa sono le PR

Vendersi, appunto: comincio da qui per dire che una strategia di PR non è una strategia di vendita. Tecnicamente, possiamo considerare le PR come uno strumento che si riferisce a una delle leve del marketing, il posizionamento: ovvero, come i prodotti o i servizi che proponi (o anche la tua figura professionale) sono percepiti nella mente del tuo potenziale cliente. In pratica, che risposta dai alla domanda: “Come vuoi essere ricordata?”. Le PR aiutano a creare, a rafforzare o a modificare questo posizionamento.

Di fatto le PR sono anche uno strumento di comunicazione, e quindi di promozione, che ha lo scopo di far conoscere il tuo brand a un pubblico più ampio possibile – anche quando il brand sei tu – e migliorarne la reputazione. Avere una strategia di PR significa quindi influenzare le opinioni e le scelte del tuo target per fargli capire che sei proprio tu la persona di cui hanno bisogno. La parola “influenzare” ti ricorda qualcosa? Probabilmente sì: parleremo anche di influencer, nel prossimo post dedicato alle cosiddette Digital PR, cioè uno dei modi di fare pubbliche relazioni.

Perché è importante avere una strategia di PR

Abbiamo capito che fare PR non significa genericamente “vendersi” e non coincide – se non in parte – con il personal branding, ma che ha a che fare con il posizionamento e la promozione dei tuoi prodotti e servizi.
Ecco, in sintesi, perché è importante avere una strategia di PR anche per te che sei una libera professionista:

Lavorare sulla tua reputazione, online e offline

Quello che dici, fai e scrivi quotidianamente, online come offline, contribuisce a costruire il percepito di te presso amici, colleghi e potenziali clienti, e ha un enorme peso nella tua vita professionale. La tua reputazione viene prima di qualunque strategia di marketing e di comunicazione. Oltre a non darti la zappa sui piedi da sola – controllando e riflettendo bene sui tuoi contenuti e, in sostanza, curando il tuo personal branding – puoi fare in modo che le altre persone parlino bene di te.

Proprio come quando devi acquistare un nuovo frullatore e cerchi feedback e recensioni online su quel particolare oggetto, cercando di carpire ogni informazione utile, le persone che vogliono acquistare un tuo prodotto o servizio vogliono sapere cosa ne pensano gli altri. Ecco allora che una strategia di PR ben impostata potrà portare ottimi frutti. Ricordati che una buona reputazione vale più che qualche migliaio di follower su Instagram

Farti conoscere a un pubblico potenzialmente interessato ai tuoi prodotti e servizi

È abbastanza intuitivo: se le persone in rete, e non solo, parlano (bene) di te, farti conoscere e riconoscere diventa più facile. Una buona strategia di PR è quella che genera delle conversazioni online sul tuo prodotto o servizio, fornisce informazioni utili sullo stesso e cattura l’attenzione delle persone facilitando le loro decisioni d’acquisto.

Migliorare la SEO del tuo sito o del tuo blog, se ne hai uno

Se sei presente in rete con il tuo sito o un blog, saprai quanto è importante curare la SEO (Serch Engine Optimization). Ovvero, il processo di ottimizzazione di un sito con il fine ultimo di essere presenti e visibili sui motori di ricerca. Una buona strategia di PR, strutturata in modo da coinvolgere fonti affidabili, ti permette di aumentare il traffico qualificato verso i tuoi canali se riesci a far parlare di te su siti frequentati dal tuo stesso target. Dall’altro di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, dal momento che l’algoritmo di ricerca tiene conto anche di quanti e quali link un sito riceve su altre fonti.

Alcuni passi per iniziare

Probabilmente a questo punto ti starai domandando da dove iniziare, e il mio suggerimento è di creare una strategia a partire dall’analisi: dei tuoi obiettivi, del tuo target e dei tuoi contatti.

Analizza gli obiettivi

Se hai già compilato il tuo business plan, dovresti avere già chiari i tuoi obiettivi annuali di marketing e i prodotti/servizi che vuoi promuovere (se non l’hai fatto, corri a scaricare l’e-book di Francesca!). In ogni caso, prova a identificare gli obiettivi prioritari da raggiungere con la tua strategia di PR: creare brand awareness? Aumentare il traffico sul sito? Vendere un particolare servizio o prodotto?

Per ogni obiettivo, datti dei numeri da raggiungere e prova a individuare le metriche per misurare l’efficacia della strategia nel breve e nel medio periodo.

Analizza il target

Anche questo dovrebbe essere un passo già fatto se hai un business plan. In caso contrario, prova a scrivere i profili dei tuoi clienti immaginando che siano persone in carne e ossa (le cosiddette buyer personas). Non soffermarti solo sui dati sociodemografici, ma interrogati sulle loro esigenze, le loro abitudini, i loro stili di vita e soprattutto chiediti: dove si informano? Cosa leggono? Chi seguono? Otterrai una prima lista di fonti e influencer da monitorare.

Analizza i tuoi contatti

Ma chi sono i “tuoi” influencer? Questo puoi scoprirlo mappando i contatti professionali e personali che consideri rilevanti, o affini al tuo lavoro. Lavora sulle tue cerchie: chi potrebbe aiutarti a promuovere il tuo lavoro? E come? Non pensare solo a chi di professione fa il giornalista o il digital content creator: potresti trovare delle risorse inaspettate tra amici e colleghi.

Myriam Sabolla

Adoro le storie e da sempre mi piace raccontarle. Per farlo, uso le parole e le immagini. Sono spesso occupata a preparare il mio prossimo viaggio, e amo il cibo (soprattutto mangiarlo!): ecco perché ho scelto di collaborare principalmente con aziende del settore food e travel. Sono anche la mamma di Adele, in costante ricerca di equilibro tra il lavoro da freelance e quello di genitore.

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