Linguaggio visivo: importanza e caratteristiche

La comunicazione, secondo Treccani, è “ogni processo consistente nello scambio di messaggi, attraverso un canale e secondo un codice, tra un sistema (animale, uomo, macchina ecc.) e un altro della stessa natura o di natura diversa” e i suoi elementi esseziali sono: 

  • mittente: chi invia il messaggio
  • destinatario: chi riceve il messaggio
  • messaggio: quel che viene trasmesso
  • codice: insieme di regole e procedure che mettono in relazione i significanti con i significati
  • canale: supporto attraverso il quale viene trasmesso il messaggio.

Quando parliamo di comunicazione visiva, parliamo di trasmissione di idee e informazioni (scambio di messaggi) in forme che possono essere percepite in tutto o in parte con la vista (attraverso un canale e con un codice). Lo scambio di messaggi (tra mittente e destinatario) può non avvenire immediatamente come in una conversazione dal vivo ma se suscita una reazione, un’azione o un’emozione, questa è considerata una risposta a questo messaggio iniziale, anche se non viene trasmessa con lo stesso mezzo o canale.

La comunicazione visiva si riferisce all’insieme di elementi grammaticali e sintattici che operano in qualsiasi immagine e può essere definita come un sistema di comunicazione che utilizza le immagini come mezzo di espressione, tutto basato fortemente nella semiotica. Questa comunicazione avviene perché spesso i simboli hanno un passato, hanno una storia o sono parte di una cultura e permettono di trasmettere messaggi complessi, a volte attraverso un semplice sguardo.

La comunicazione visiva è solitamente presentata per immagini con mezzi come: poster, tipografia, disegno, animazione, illustrazione, colore, e negli ultimi decenni con mezzi digitali, in particolare come supporto per il graphic design, il design industriale, la pubblicità, ecc. Non comprende solo elementi visivi, ma testi e anche suoni (come complemento) che dal punto di vista del design e del marketing hanno un potere maggiore di informare o persuadere una persona o un pubblico se usati insieme per rafforzare il messaggio.

Linguaggio visivo 

Il linguaggio visivo è un modo strutturato di comunicare attraverso simboli visivi, invece che esclusivamente con simboli verbali o parole: varia a seconda dello scopo e di altri fattori dettati dall’oggetto o dell’idea da comunicare.

A seconda dello scopo previsto, possiamo distinguere tre diverse classi di linguaggi visivi:

  • linguaggio visivo oggettivo: è quello che trasmette l’informazione in modo chiaro e diretto, perché abbia una sola interpretazione, ad esempio uno schema per un libretto di istruzioni
  • linguaggio pubblicitario o propagandistico: il suo obiettivo è informare su un determinato servizio/prodotto e creare consapevolezza
  • linguaggio artistico: ha una funzione estetica e non deve necessariamente soddisfare altri bisogni.

Il linguaggio visivo del brand

Le parole scritte sono elementi del linguaggio scritto così come i caratteri, i colori, le forme e le icone appartengono al linguaggio visivo (design language). Un linguaggio di progettazione visiva efficace non solo funge da struttura di comunicazione, ma unisce un marchio e i suoi clienti/utenti per garantire che l’identità di marca di un’azienda (brand identity) corrisponda alla percezione della marca del cliente (brand image).

Noi designer usiamo il linguaggio visivo per comunicare con gli utenti o con i clienti: caratteri, colori, forme, elementi visivi come icone o simboli sono elementi del linguaggio del design e un linguaggio di progettazione efficace semplifica la comunicazione. 

Ma non è solo per comunicare l’identità di un brand che il linguaggio visivo risulta imprescindibile. Il design segnaletico è un chiaro esempio di uso del linguaggio visivo: anche se sono presenti dei segnali con scritte, mappe e icone (efficaci), questi segnali sono molto più immediati e adatti a momenti di emergenza dei segnali con sole scritte, anche perché eliminano i problemi di lingua o di leggibilità. Seguendo delle regole del sistema segnaletico – colori, font, icona, dimensioni, calcolo delle distanze, ecc. – e con un percorso studiato e un’analisi dei flussi corretta e testata, un buon sistema segnaletico non dovrebbe avere bisogno di nessuno che ci indichi come arrivare in un determinato luogo.

Anche nei progetti di comunicazione digitali e web, definire un linguaggio visivo permette di unificare i team di progetto in un’unica lingua condivisa: in questo modo, un progetto può andare avanti con chiarezza, coesione e velocità, evitando malintesi e lavoro doppio. Senza un sistema di comunicazione uniforme, non solo l’esperienza dell’utente potrebbe essere confusa, ma sarà molto complicato e dispendioso integrare le modifiche in un progetto finale.

Family feeling, coefficiente visivo o linguaggio visivo?

Utilizzare il linguaggio visivo non significa solo definire un family feeling che viene ereditato da tutto quello che si produce o si progetta, che sia una comunicazione o un prodotto o servizio. Non è neppure il coefficiente visivo:

“È l’elemento che, percettivamente associato al design del marchio, connota uno spazio di comunicazione in modo distintivo e variabile”

Univisual©

Il linguaggio visivo è uno strumento molto più complesso, che unisce le basi dichiarate nella mission, vision, valori, tradotte “visivamente” e unite a guide di stile, manuali o sistemi che, a seconda del progetto, potrebbero “governare” in modo più o meno elastico un brand. E questo linguaggio dovrebbe avere alcune caratteristiche precise:

Essere coerente

A seconda della natura del singolo progetto, è molto importante sperimentare e fare più test per poter offrire una varietà di soluzioni a qualsiasi sfida. L’obiettivo è ridurre il più possibile il rischio di errori di veicolare un messaggio errato o che il messaggio non funzioni.

È per questo che risulta fondamentale definire i componenti e le opzioni di stile, che devono essere chiari come nei manuali d’identità, riutilizzabili e anche multipiattaforma, nei progetti digitali e neii sistemi digitali. Il design coerente rende molto più facile il lavoro.

Richiamare la Brand identity

Un prodotto o servizio che ha un linguaggio visivo forte, tende a essere ricordato più facilmente. Evitare il design generico, fare uso degli elementi più distintivi della propria identità e costruire consapevolmente un coefficiente visivo per far ricordare il proprio brand.

Crare una forte identità visiva è un obiettivo importante per evitare una comunicazione ambigua: I colori, i caratteri tipografici, le foto, le illustrazioni, le animazioni fanno parte di una marca e dovrebbero essere progettati per aiutare le persone a ricordare il prodotto. Quando un linguaggio di design autentico viene seguito in modo coerente, crea la riconoscibilità della marca.

Essere semplici

“Less is more” è un approccio minimalista ma completo e sempre valido: significa non strafare con dettagli inutili o troppe istruzioni, elementi che possono complicare la comunicazione, dove per comunicazione intendo sia il messaggio, sia i sistemi o anche, per esempio, i manuali tecnici.

Flessibile

Il linguaggio visivo è un potente strumento per alleggerire il lavoro nei progetti futuri: in ottica di business o per soddisfare altre necessità, il progetto potrebbe crescere e quindi deve avere basi ben definite ed essere allo stesso tempo flessibile, coerente, deve salvaguardare la Brand Identity per permettere di evitare l’effetto Torre di Babele, soprattutto quando sono coinvolte molte figure diverse. È un punto di partenza per innovare e migliorare, cambiando e aggiustando il tiro ogni volta che è necessario.

Con la giusta misura si può essere flessibili, adeguarsi o mutare completamente come nei casi di cambi di strategia, cambi di struttura dell’azienda o anche per una trasformazione dell’identità. 

“Design is not just what it looks like and feels like. Design is how it works.”

Steve Jobs

Nydia Cuevas

Sono una graphic designer, mi piacciono le texture; posso perfino fermarmi a fotografare quelle sui tombini stradali. Sono particolarmente attratta dai caratteri tipografici, mi piace vederli, crearli e impaginarli. Amo i vecchi metodi di stampa, la carta e l’odore dell’inchiostro, i torchi, la serigrafia e letterpress.

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