La voce delle donne e la mente della principiante

Un tavolo ovale, un gruppo di uomini e un paio di donne. 

L’uomo più anziano sollecita proposte: senza vergogna, è un brainstorming, dite tutto quello che vi viene in mente
Piovono idee, di tutti i tipi. Ad un certo punto, una delle donne dice una frase, nessuno pare sentirla. Il collega accanto a lei la ripete praticamente uguale, tutti si girano a guardarlo e sul viso dell’uomo più anziano si allarga un sorriso: questa è davvero una bella idea, Franco.

Vi è familiare questa situazione? A me sì (Franco è un nome di fantasia, ovviamente).

Ci troviamo spesso, in quanto donne, in contesti in cui la nostra voce non si sente.

Nel contesto lavorativo, come nel mio esempio, la nostra voce non si sente perché spesso è più sottile di quella degli uomini nostri colleghi.
Occupiamo poco spazio anche con la voce, e facciamo fatica ad alzarla.

La mente della principiante al lavoro

Le nostre idee vengono formulate a bassa voce perché ci hanno insegnato a essere umili, e spesso mi è capitato di sentir sovrapporre il concetto di umiltà e basso profilo a quello di mente del principiante.

D’altra parte, i principianti di certo non dovrebbero sgomitare per far valere le proprie idee, no? Sono all’inizio del loro percorso: non sanno ancora, non hanno gli strumenti.
I principianti devono imparare, poi diventeranno esperti e allora potranno parlare.

E siccome ci sarà sempre qualcuno che saprà qualcosa più di noi, non parleremo mai.

Ascoltare, ascoltare, ci hanno detto che un principiante deve saper ascoltare, e che dobbiamo ascoltare prima di parlare.

E siccome ci sarà sempre qualcuno che parlerà prima di noi, noi ascolteremo, e non parleremo mai.

Ma siamo sicure sia così? È proprio questa la mente del principiante di cui si parla tanto anche nel design thinking?

Penso che spesso ci sia stata, almeno per noi donne, un’incomprensione di fondo relativa a questo concetto.

La mente del principiante è un concetto giapponese (shoshin), che si trova ben spiegato nel libro Mente Zen, Mente di principiante di Shunryū Suzuki.

Nella mente del principiante ci sono molte possibilità, in quella dell’esperto poche. 

S. Suzuki

Questo, in sintesi, è tutto quel che serve sapere della mente del principiante. È una mente sufficiente a se stessa ma aperta a nuove informazioni. Non è una mente umile, è una mente fertile.

È una mente che sa ascoltare, ma anche parlare.

Noi donne studiamo, impariamo, ascoltiamo, ragioniamo, e formuliamo idee che spesso sono interessanti. E invece noi pensiamo che non siano sufficientemente valide, che necessitino di rifiniture successive prima di essere espresse, e con questa faccenda dell’essere umili e modeste finisce che le diciamo a bassa voce.

Così le sentono altri che poi le urlano, e si prendono il merito.

La mente del principiante ci dice proprio che anche le idee non rifinite possono essere buone, che si parte da quelle e poi si può andare oltre. 

Si intende anche questo quando si dice “una mente che basta a se stessa”: una mente che ha fiducia in sé.

Certo, capisco bene: non è facile andare lì intorno a quel tavolo ovale e cominciare a sbraitare come fanno loro. Sappiamo che il doppio standard dice che una donna che alza la voce viene etichettata come minimo come bossy, se non anche come isterica. Quando arriviamo lì dobbiamo essere almeno un po’ fiduciose in noi stesse.

E quindi? Come si fa?

Si inizia da posti sicuri

Come sempre ci vuole allenamento.

Bisogna trovare spazi in cui tutte possono parlare, in cui ogni voce è ascoltata. In cui la persona alla guida non è lì per giudicare ma per far fiorire.

Tu, per esempio, sai come far valere una tua opinione? Sai qual è il tuo modo? Qual è il tono di voce che contemporaneamente è più efficace e ti fa sentire meglio? 

L’unico modo è metterti in gioco e sperimentarlo, e farlo in un contesto in cui ti senti a tuo agio è meglio.

  • Cerca gruppi di persone tue simili, non serve che siano contesti lavorativi, possono anche essere gruppi di cucito, bricolage, trekking, meditazione, storytelling, un retreat in toscana o qualsiasi sia il tuo hobby preferito. L’importante è che ci sia modo di parlare e confrontarsi.
  • Sperimenta lì l’atteggiamento e la mente del principiante. 
  • Esponi le tue idee con semplicità, senza vergognarti, vedi cosa accade. 
  • Sperimenta un tono di voce, ascolta come reagisce il tuo corpo alle tue prove una, due, tre volte, poi cambia.
  • Sii aperta a nuovi stimoli ma anche orgogliosa dei tuoi tentativi.

Metti davvero in pratica la mente della principiante, quella che basta a se stessa ma, al contempo, è sempre aperta a nuove conoscenze, e poi vedrai che ti verrà spontaneo alzare la voce quel tanto che basta per farti sentire anche in contesti più difficili, e avrai più soddisfazioni anche in quelli.

Ci farai sapere?

Monja Da Riva

Mi chiamo Monja - con la j che si legge i - una laurea in informatica, un master in counselling e uno in shiatsu. So bene com’è avere tante vite e volerle far stare tutte in una sola. Nelle consulenze, nei corsi o nei seminari accompagno le persone a osservarsi con gentilezza, per diventare ciò che vogliono essere davvero, qualsiasi cosa sia.

Sito | Facebook | Instagram

Lascia un commento