Podcast: i segreti per l’intervista da remoto perfetta

Intervista: tormento ed estasi di ogni giornalista che si rispetti. E anche problema numero uno di chi fa podcast e ha necessità di avere ospiti nella propria trasmissione. La prima domanda che mi fanno, infatti, quando richiedono una consulenza sui podcast è sempre questa: come faccio a fare un’intervista podcast da remoto?

Come sempre la risposta si struttura in tanti modi diversi e inizia quasi sempre con il classico dei “dipende”. Non solo perché la questione è complessa, ma soprattutto perché un’intervista da remoto deve essere di buona qualità (sai già che è una delle mie fisse). E allora?

Sulla preparazione di un’intervista podcast dalla A alla Z ti lascio il link all’ottimo approfondimento di Audra Bertolone.

Qui invece ti darò qualche consiglio su come agire al meglio da un punto di vista strettamente tecnico. Ogni suggerimento è stato provato e riprovato, tutti gli errori fatti sono stati sperimentati in prima persona proprio per impedirti di farli.

Cominciamo dalle basi.

Come organizzare il set per un’intervista podcast da remoto

Il setting di casa

Partiamo dal dire che il 90% delle persone che fa podcast lavora da casa. Se sono fortunate, in uno studio casalingo ben organizzato, altrimenti in postazioni di fortuna che comunque svolgono bene la loro funzione. Non poter contare su uno studio professionale e su un fonico che intrattenga l’ospite e sistemi bene tutti i livelli audio vuol dire che bisogna fare tutto da sé, In una stanza non insonorizzata o insonorizzata male. La buona notizia è che un’intervista podcast da remoto si può fare!

Spegni tutti gli elettrodomestici

Quando fai un’intervista chiudi lavatrice e lavastoviglie, spegni qualunque attrezzatura o elettrodomestico il cui rumore può interferire con la pulizia finale dell’audio. Non perché verrà registrato nella traccia dell’ospite, ma perché sporcherà la tua voce. E togliere un rumore di sottofondo è sempre molto difficile. Possibile, ma difficile e tanto lungo.

Serra bene le finestre

Per lo stesso motivo, chiudi bene le finestre, perché anche il più piccolo accenno di rumore (traffico, uccellini, operai che lavorano, bambini che giocano) può essere immortalato dal tuo registratore. Romantico, ma poco professionale.

Elimina dal tuo desk tutto ciò che ti può dar fastidio

Togli dalla scrivania gomme, gommine, soprammobili, tazze da hipster, cianfrusaglie varie.

Lascia davanti a te solo:

  • il notebook/PC se registri su questo dispositivo, altrimenti toglilo o spegnilo
  • il foglio con le domande che devi fare o con la traccia da seguire
  • una penna per prendere appunti
  • un taccuino bello ampio.

Regola bene l’illuminazione

Devi poter leggere agilmente il foglio davanti a te e non impazzire a capire cosa c’è scritto – storia vera!
Perciò dirigi bene la luce sul foglio o mettiti in posizione tale da leggere bene quanto hai scritto.

Controlla la sedia

La tua sedia cigola? Se la risposta è sì, sostituiscila con qualcosa che faccia meno rumore. Non ridere: mi è capitato di ascoltare un’intervista fatta da un collega e trasmessa regolarmente in radio con un buffo rumore di molle non ammortizzate. Questo perché il collega ha dimenticato di chiudere il suo microfono mentre parlava l’ospite. E non c’è stato verso di eliminare il rumore.

Chiudi il tuo microfono quando parla l’ospite

Non chiudere sempre il microfono perché ovviamente dovrai interagire con la persona che intervisti, ma se l’ospite va veloce, chiudi il microfono. In questo modo potrai scrivere, respirare, tossire, schiarirti la voce e via di seguito.

I fondamentali dell’intervista podcast da remoto

  • Se usi il registratore, controlla che le batterie siano cariche, che la scheda SD sia libera e soprattutto, ricordati di premere REC. Anzi, per non sbagliare, fallo subito.
  • Poi bevi tanto per idratare le corde vocali e usa un burro cacao sulle labbra per averle morbide e parlare meglio.
  • Se l’intervista avrà anche un corrispettivo scritto, o semplicemente vuoi preparare delle grafiche, chiedi delle foto da poter usare.
  • Ovviamente, sii puntuale. E avverti sempre con considerevole anticipo se ci dovessero essere degli inconvenienti o slittamenti.
  • Chiama l’ospite con qualche minuto di anticipo per verificare il funzionamento tecnico delle tue apparecchiature o della app che hai scelto. Il tempo perso per fare tutti i check del caso è in realtà sempre tempo guadagnato.

Intervista podcast da remoto: gli strumenti

App, registratori & co.

Quando devi realizzare un’intervista podcast da remoto hai due strade davanti: registrare meccanicamente su un registratore o su PC tramite app. No, non scegliere la strada meno battuta per parafrasare Robert Frost, ma quella che effettivamente ti fa sentire più sicura e che puoi gestire al meglio.

Perché un’intervista è un materiale prezioso e se hai l’opportunità di chiacchierare con un premio Nobel deve essere buona la prima (non si può mica richiamare al volo). Quindi, fai una prova in tutti e due i modi con una persona che ti fa da cavia e vai avanti senza paura.

Zencastr e le app di registrazione, i pro e i contro

Durante il lockdown, con la necessità lavorare da casa, molte app hanno incrementato la loro funzionalità, aprendo agli utenti con versioni gratuite di ottimo livello. Tra queste c’è sicuramente Zencastr. Funziona come le call di Zoom. In sostanza crei un link che condividerai con l’ospite (la versione gratuita permette di averne solo uno) e nel momento stabilito si avvia la registrazione. Con o senza video.

Assicurati che tutti i microfoni siano settati correttamente. Nel caso Zencastr ti facesse problemi con le autorizzazioni, sblocca il tuo microfono da Chrome, cliccando sul lucchetto in alto a sinistra e abilitando il tuo microfono.

La app registrerà le tracce degli ospiti separatamente. Al termine dell’intervista i file sono salvati singolarmente e li potrai importare sul tuo software di editing, tagliare e montare.

Pro

  • Registra tracce separate in alta qualità.
  • Facilità di utilizzo.
  • Se usi anche il video è molto conviviale e divertente.

Contro

  • A volte la app si impalla ed è praticamente impossibile riavviare la registrazione, se non dopo una valanga di tentativi.
  • Devi avere una connessione stabile e veloce.
  • Per avere più ospiti devi passare al piano a pagamento.

Skype, Zoom & co.

Durante il lockdown… ah no questo l’ho già scritto, ma è la verità. Prima della pandemia avremmo mai immaginato di vivere in videoconferenza, eppure eccoci qui a sfruttare il potere del web per i colloqui di lavoro, le chiacchierate, le interviste.

Skype, Meet e Zoom ti danno la possibilità di registrare le chiacchierate. Ti basterà cliccare sul pulsante “registra”. Finita l’intervista, puoi ottenere la traccia audio dal video registrato. Lo estrapoli con QuickTime, un programma di editing molto semplice, o convertendo l’mp4 in mp3 tramite app come Media Converter.

Pro

  • La facilità e immediatezza di utilizzo.
  • Poter chiacchierare e vedere negli occhi l’ospite.

Contro

La pulizia della registrazione non è sempre alta. Dipende anche dalla qualità del microfono dell’ospite e non è detto sia sempre buona.

Il mixer

Emblema della grande stagione delle radio libere, il mixer è uno strumento magico che riesce a mettere assieme due voci distanti in un unico mezzo. Tu e l’ospite occuperete una traccia specifica, potrete parlare tra di voi al telefono, tramite l’uso di un cavo, e registrare il vostro dialogo su PC.

Pro

  • La possibilità di avere un numero di ospiti pari ai canali che avrà il tuo mixer.
  • Un buon mixer ti dà la possibilità di avere uno studio di registrazione a casa.

Contro

  • Il mixer occupa spazio e non è semplice da gestire durante l’intervista.
  • Va curato e tenuto costantemente pulito.
  • Non va mai lasciato acceso (io ne ho fuso uno) e quindi va attivato ogni volta.

Il registratore

Ed eccoci al mio strumento preferito. Da qualche tempo, dopo aver fuso il mixer del paragrafo precedente, mi sono rivolta a uno strumento ingegnoso: un registratore con un mixerino incorporato che mi permette di avere fino a 4 ospiti (di cui uno al telefono e uno su PC, su Skype etc., collegato tramite cavetto). Si chiama Zoom PodTrak P4 e ne sono innamorata, pur conoscendone i limiti.

Pro

  • Registra in qualità altissima un buon numero di ospiti.
  • Ha un setting poco ingombrante con microfono e cuffia.
  • Lo porti con te, quindi puoi fare podcast anche en plein air.

Contro

  • Il costo, che si aggira attorno ai 200 euro.
  • Il fatto di dover utilizzare, quindi comprare, per ogni ospite in presenza, un microfono dotato di connettore XLR o Cannon e relative cuffie.
  • Registrare su scheda SD non è sempre pratico. Va formattata in continuazione e questo può rovinarla.
  • Le batterie si consumano rapidamente. Ti ho già detto che devi assicurarti che siano cariche, vero?

Dunque fare un’intervista podcast da remoto è possibile, basta avere gli strumenti giusti e organizzare bene il proprio set, anche se è la tua casa! Ora tocca a te. Quale strumento sceglierai per realizzare le tue interviste da remoto?

Francesca Fiorentino

Giornalista professionista, blogger ostinata, audiomaker e podcast mentor. Parole, voce e suoni sono il mio universo, il modo in cui informo e racconto storie. Amo la radio, i film, le margherite, le magliette a righe, i regali inaspettati e i taccuini nuovi. Ovviamente anche la pizza.

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1 commento su “Podcast: i segreti per l’intervista da remoto perfetta”

  1. Utilissimo promemoria. Grazie Francesca, me lo stamperò così da averlo sempre con me prima e durante un’intervista.

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