Slide efficaci: inserisci l’alert inclusione

Il linguaggio inclusivo è un tema molto attuale: spunta nei talk, si affaccia nelle biografie con i pronomi con cui scegliamo di identificarci, è presente nei testi che leggiamo, ad esempio, con l’uso della schwa. Diventa quindi importante chiedersi come si possono creare delle slide più inclusive.

Mi sento di dover fare una premessa: non sono una specialista del linguaggio inclusivo, di cui si occupano in modo puntuale e competente, tra le altre, Vera Gheno e Alice Orrù. Ma credo che anche il design possa rendere più inclusivi i messaggi, e in questo articolo provo a dare qualche spunto sul design e sulla scelta delle immagini.

Rendere le slide inclusive significa progettare pensando ai bisogni di chi fruirà la presentazione.

Nel nostro metodo di lavoro diventa ancora più importante approfondire alcuni aspetti relativi pubblico. Alla domanda Ho delle informazioni sulle persone a cui andrò a presentare? posso aggiungere: che età e genere hanno? A che gruppo etnico appartengono? Che bisogni speciali possono avere? Tutte queste risposte mi permettono di creare delle presentazioni accoglienti e inclusive: vediamo come.

Slide dal design inclusivo

La leggibilità e la fruizione immediata dei contenuti nel mondo del presentation design è fondamentale, ci sono quindi alcuni principi che risultano imprescindibili.

Lavora sui contrasti

Per aumentare la leggibilità usa in modo saggio il contrasto tra testo e sfondo. Evita di scrivere in grigio sul nero: ci deve essere molto contrasto tra il testo e il fondo su cui è impaginato. Ricorda che le nostre slide devono essere leggibili anche da persone ipovedenti, daltoniche o con altri difetti alla vista.

Scegli un font leggibile

Non usare caratteri con grazie, svolazzi e parti sottili che possono essere erosi durante la proiezione e rendere difficoltosa la lettura. Elimina le ombre e tutti quegli effetti che limitano la funzione primaria di un testo, ossia essere letto. Sulla scelta dei caratteri tipografici avevo scritto qui e continuo a ritenere valide quelle riflessioni.

Crea una gerarchia delle informazioni chiara

Disegna un percorso visivo tracciato in modo nitido per permettere a chi guarda di seguirti in modo lineare. Ciò che è più importante deve essere più grande e posto in posizione preminente all’interno della slide, mentre le informazioni secondarie devono avere una posizione secondaria. Per ogni slide prevedi un solo concetto.

Dividi le slide troppo dense

Questo principio è figlio di quello precedente: non importa quante slide avrà la tua presentazione, non esiste un numero perfetto per le slide. Le slide devono essere leggibili e quindi no ai muri di testo, no alle slide portatrici di tutto il discorso: se produco slide per essere lette, la figura dell’oratore risulterà inutile.

Colori e inclusione, un affondo

I colori sono solo colori: non sono inclusivi o esclusivi. Lo diventano grazie a delle convenzioni culturali, che per motivi storici o sociali si sono stratificate e li hanno resi portatori di significato. Il rosa per le bambine, l’azzurro per i maschietti; il rosso per lo stop, il verde per il via libera. Queste convenzioni, a volte, ci possono aiutare a creare un messaggio trasversale su pubblici di culture diverse, ad esempio la contrapposizione rosso/verde. In alcuni casi, invece, l’uso dei colori può diventare più complesso in quanto acquistano significati diversi in culture diverse. In Giappone, ad esempio, uno dei colori del lutto è il bianco, perché richiama il colore delle ossa, come ricorda Roberto Falcinelli nel suo saggio dedicato al visual design.

Libera le immagini dagli stereotipi

Nelle presentazioni si dice sempre di usare fotografie perché le rendono più impattanti e memorabili, è ancora vero? Non ti preoccupare, continua ad essere così! Bisogna però cercare di fare un passo in più. 

La prima regola rimane quella di creare una relazione con il proprio pubblico: ha quindi senso continuare a scegliere immagini in linea con l’audience a cui presenterò e che gli parlino al cuore. Ad esempio, se parlo di proprietà immobiliari in Sicilia a persone con un’età media di 60 anni, non è strategico presentare loro l’immagine di una famiglia di trentenni su una spiaggia oceanica. E questo è il minimo sindacale.

Per liberare le immagini devo stare attenta a non cadere in alcuni stereotipi a cui siamo culturalmente abituate e, che spesso, non scardiniamo per pigrizia. Il manager di un’azienda non sempre dev’essere un maschio caucasico di 50 anni vestito in giacca e cravatta con il sorrisone. Può essere una donna, può essere una donna di 30 anni, può essere una donna di 30 asiatica, può essere una donna di 30 anni asiatica vestita senza tailleur. Sta a me aver chiaro cosa comunicare e scegliere come.

Di manager, CEO e doctor

Spesso sono i siti da cui prendiamo ispirazione a presentarci lo stereotipo che vogliamo estirpare, dobbiamo quindi impegnarci di più. Ogni tanto faccio questo “gioco” per vedere come vanno le cose: inizio una ricerca per immagini, con navigazione in incognito, su Google (vivo a Londra n.d.r.) digitando la parola manager mi imbatto in una proposta come quella qui sotto.

Slide efficaci e inclusive: manager

In seconda posizione scopriamo una donna non caucasica (yuppi!) per poi scendere e imbatterci in una serie di immagini veramente stereotipate negli abiti, nella composizione, nella postura dei soggetti, nella presenza fisica e nella scelta del look. Le cose non mi sembra vadano meglio se cerco la parola ceo.

Slide efficaci e inclusive: CEO

In seconda riga appare una donna su una scrivania con le gambe aperte, indifferentemente dal tono dell’articolo a cui è correlata l’immagine (ti lascio il link qui se t’interessa approfondire), mi urta il collegamento CEO – donna aggressiva – gambe aperte.

Esco dal mondo degli affari e mi butto su quello della Sanità che tanto abbiamo ringraziato in questi ultimi mesi, e quindi fresco fresco di impatto mediatico. Digito nel campo ricerca doctor e mi appare questa schermata.

Slide e inclusione: doctor

Siamo cromaticamente più arzilli, non possiamo negarlo, ma donne africane o asiatiche non se ne vedono all’orizzonte.

Aggiungi l’alert inclusione alle slide

Questo per dire che a tutte capita di agire scelte poco inclusive, perché spesso ci viene presentato solo un punto di vista e magari abbiamo fretta, siamo stanche e non ne possiamo più. Ma una volta che nel nostro metodo aggiungiamo l’alert inclusione possiamo sempre tornare sui nostri passi e farci delle domande per comunicare qualcosa di diverso, qualcosa di più leggibile, qualcosa di meglio. 

Sono una grande appassionata del pubblico ma a volte basta “solo” chiedersi: quell’immagine include anche me? La risposta, per quanto mi riguarda, è che il modello femminile proposto dalle tre ricerche che ti ho proposto non mi include: sono una donna, eterossessuale, caucasica o other white come mi etichettano qui, di 46 anni, non penso di aver mai comprato un tailleur, peso 76 kg e sono alta 168 cm.

Marie Louise Denti

Ciao! Sono Marie Louise Denti accompagno le imprese a trovare la loro identità visiva: progetto strategie di comunicazione concrete ed essenziali. Visual e slide designer: una vera e propria Slide Queen. Con entusiasmo. E bon fait.

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