B di Bandi e Bonus: come cercarli e come valutare se fanno per te

Anche se non fai il mio lavoro, di sicuro sarai stanca di sentir parlare di Bandi e Bonus, due parole che in comune hanno l’iniziale e il fatto di darci ormai un po’ di nausea al solo sentirle, dall’avvento della nuova era post marzo 2020.

Non so se capita anche a te, ma ci sono casi in cui sento parlare tanto di qualcosa ma non ci capisco davvero nulla fino a che non mi siedo a tavolino per affrontare l’argomento in modo sistematico. Mi è accaduto per l’attualità in Afghanistan, per prendere la mia decisione relativamente al vaccino, e mi accade tutti i giorni anche nel lavoro, per i bonus e i bandi di Finanza Agevolata.

Mettiamoci qui, insieme, a cercare di capire se nella giungla di novità degli ultimi mesi c’è qualcosa di buono per noi dal punto di vista personale e lavorativo (economicamente, intendo). Per analizzare un bando, proverò a prestarti i miei occhi (e gli occhiali) da commercialista.

Iniziare dalla casualità

Sto cucinando, intercetto un titolo dal telegiornale ma non sento bene, i bimbi stanno urlando. Ricordo solo le parole bando e maternità. Possibile che queste due parole fossero nella stessa frase?

Incuriosita, dopo cena, vado alla ricerca di questa novità. E sì, vivendo in Emilia Romagna, scopro che è vero. La Camera di Commercio di Bologna ha indetto un bando, per un ammontare complessivo di 200.000€ (13/09/2021-11/10/2021), destinato a contrastare l’abbandono del mondo imprenditoriale da parte delle donne che abbiano figli nati tra il 16/10/2020 e il giorno di invio della domanda (bimbi molto piccoli, quindi, con meno di un anno).

Ora, per capire se questo (e poi qualsiasi) bando è adatto a noi – direi senz’ombra di dubbio no se non abbiamo figli e non ne stiamo aspettando – dobbiamo imparare a ragionare su alcuni elementi fondamentali.

Vi assicuro che la ricerca bandi è diventata, e sempre più diventerà, un nuovo lavoro, una professione specifica, anche perché per noi commercialisti diventa davvero complicato occuparci anche di questo aspetto oltre che orientarci nella molteplicità dei soggetti eroganti (CCIAA, Comuni, Regioni, Fondazioni, UE…) tra finestre geografiche e temporali, per di più inserite nelle già incessanti scadenze ordinarie e straordinarie di studio.

Quella della finanza agevolata oggi è una vera e propria professione a sé stante, per questo ti invito a seguire, anche online, professionisti specializzati e a iscriverti alle varie newsletter per non perdere nessuna possibilità. Se non drizzi le antenne, difficilmente qualcuno ti chiamerà personalmente per sottoporti un bando particolarmente vantaggioso.

Da chi e a chi?

Chi eroga il bando e a chi è diretto? A cosa devi prestare attenzione in questo ambito? Intanto all’ente erogante, per il quale dovrai avere dei requisiti. Per esempio, senz’altro i bandi della CCIAA sono dedicati a imprese del territorio (leggasi no freelance con gestione separata o casse previdenziali private), anche se spesso CCIAA diverse hanno bandi gemelli.

Per chi ha un progetto ancora in fase embrionale, potrebbe essere prevista la possibilità di partecipare: accade spesso, purché la costituzione in una determinata forma, spesso societaria, avvenga entro una certa data.

Cosa vuole favorire

Qual è l’intento di chi sta pubblicando il bando? Favorire gli investimenti in un’area geografica svantaggiata (Bando Resto al Sud), promuovere l’imprenditoria femminile? Il lavoro autonomo giovanile? Chiediamoci sempre se questo fine è adatto a noi e ben si affianca al nostro progetto.

Per esempio: bando per lo sviluppo dell’imprenditoria in un’area montana. Ci interessa lavorare lì? C’è tutto quello che serve per il nostro progetto? Ci stancheremo?

Siamo noi che dobbiamo trovare il bando adatto al nostro progetto, e non adattarci in modo innaturale a ciò che offre il mercato.

In cosa consiste

E qui viene la parte più interessante. Spesso alla ricerca di un contributo a fondo perduto, chi partecipa al bando si trova di fronte solo a possibilità di finanziamenti a tasso agevolato, privi (o con piccole percentuali) di fondo perduto.

Quindi, un prestito da restituire, magari in tempi interessanti e tassi vantaggiosi, ma pur sempre un prestito, non un regalo. Ci serve davvero? Sapremo ripagarlo? Siamo le persone giuste per indebitarci (c’è un aspetto personale e psicologico da non sottovalutare)? Se al prestito si affianca un fondo perduto ben venga, se è un finanziamento fine a se stesso pensiamoci bene.

Inoltre, spesso per aggiudicarsi il bando è necessario aver già sostenuto delle spese e fatto degli investimenti: servono davvero per migliorare la nostra produttività? Se sì bene, se no, pensiamoci meglio, anche perché non è detto che risulteremo vincitori.

Quanto mi costa?

Ecco, magari la partecipazione diretta a un bando può non avere spese vive (o il costo di una PEC, di un bollo, poca cosa) ma può richiedere l’ausilio di un professionista per le parti più impegnative – penso a chi trasmette la domanda, a chi redige un eventuale business plan da allegare – per cui mi raccomando, è necessario non sottovalutare né l’impegno in termini di tempo né la spesa per prendere la decisione migliore.

Le scadenze

Attenzione, infine, alle scadenze. Queste possono essere anticipate – è il caso dei click day, dove una volta esaurito il plafond non è più possibile presentare domanda – o posticipate se le domande presentate non esauriscono la disponibilità economica una volta passata la data originaria.

In ogni caso, la finestra temporale per accedere è fondamentale tra gli elementi da conoscere e pianificare. Scadenze brevi e prossime sono, per esempio, a breve quella del Bonus Pubblicità (1/10-31/10) o di ISCRO, l’ammortizzatore sociale per professionisti (al 31/10).

Ecco, non volevo scoraggiarti, ma invitarti a fare attenzione a tutte le parti di un bando, come quando da neomamme studiamo per la prima volta il foglietto con le istruzioni dell’antibiotico per i nostri bambini o affontiamo le istruzioni di Risiko: è difficile, ma può essere molto vantaggioso per cui non perdiamo per leggerezza o fretta le grandi opportunità attualmente presenti!

Elisa Antolini

Veneta di origine, emiliana di adozione, sposata con un calabrese. La geografia è il mio forte, ma anche i numeri. Sono dottore commercialista e revisore contabile, e lavoro soprattutto online, accompagnando “fiscalmente” progetti ed idee a diventare concrete realtà. Mi piace condividere con i clienti le mie conoscenze, perché solo capire di cosa stiamo parlando li farà diventare grandi e solidi. Sono mamma innamorata, lettrice compulsiva e amo cucire e lavorare a maglia, per cui cerco di intrecciare queste mie passioni con il lavoro che faccio, con grande soddisfazione.

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