Punti elenco, font, slide e strategia: non in quest’ordine!

È domenica e sto scrivendo questo articolo sul treno che da Roma mi porterà verso Milano e, dopo un cambio fast and furios, a Biella. Ho appena partecipato al Freelancecamp, la manifestazione dedicata ai freelance che si è tenuta il 10, 11 e 12 ottobre presso l’Ex-Cartiera latina di Roma. Con Elena Bobbola, la mia partner in slide, abbiamo presentato un talk in cui suggeriamo quali domande porsi prima di affrontare la costruzione di un intervento pensato per il grande pubblico.

Partecipare agli eventi per chi come me si occupa di slide è fondamentale, non esiste miglior modo per rendersi conto dello stato dell’arte sull’argomento che tanto mi appassiona.

Strategia di presentazione: usa la creatività.

Il Freelancecamp è sicuramente un luogo illuminato in cui gli speaker danno vita a interventi di livello, alcuni testano anche strategie di presentazioni inusuali che a me interessano sempre. Credo che in un evento che prevede 10/15 talk al giorno, una strategia di presentazione fuori dal coro permetta di risultare memorabili: è importante però riuscire a sostenere questa scelta e fare in modo che non vada in conflitto con la solidità dei contenuti proposti. Anzi, più il tono di voce della presentazione è dirompente più l’argomento dev’essere trattato con competenza e professionalità. In questo senso credo che il talk di Miriam Bertoli sia un esempio virtuoso di equilibrio tra forma, contenuto e creatività.

Le mie slide si vedranno? No, la risposta è no!

Questa non è una minaccia ma una promessa: le tue slide si vedranno molto meno bene di come ti immaginavi quando le stavi disegnando nell’intimità dei tuoi appartamenti. Questo è. Ci sono tantissimi motivi per cui le performance delle tue slide saranno meno buone di quanto t’aspettavi all’inizio:

  • le lampade del proiettore non sono state cambiate di recente, per cui un pomodoro nato rosso risulta viola/nero;
  • sullo schermo arriva il fatidico raggio di sole che in men che non si dica annienta il lavoro delle due settimane precedenti.

Questi sono soltanto due degli inconvenienti che possono capitare alla tua presentazione e, bada bene, non ci puoi far nulla, sono le cosiddette cause di forza maggiore. Non puoi vincerle del tutto ma puoi cercare di minimizzare il loro impatto sul tuo lavoro.

Progettare per migliorare la fruizione del pubblico.

Il pubblico è l’elemento più importante della tua performance, non sei tu. Il pubblico:

  • fotograferà le tue slide per veicolarle sui suoi social, concedendoti di entrare nella sua cerchia di amicizie
  • parlerà bene di te e del tuo intervento, soprattutto se avrà avuto modo di goderselo appieno.

Il tuo obiettivo deve essere creare una storia visiva coinvolgente, semplice e immediata da fruire.

Gli organizzatori degli eventi inviano ai relatori informazioni sul luogo in cui si terrà l’evento, come arrivarci, il formato delle slide richiesto. Il Freelancecamp invia una serie di email molto dettagliate, inserisce anche delle foto affinché tu possa renderti conto della location in cui andrai a parlare. Leggi sempre le indicazioni e, se non sono abbastanza dettagliate, è tuo diritto chiedere qualcosa in più.

Mettiti nei panni di chi, seduto nell’ultima fila, prova a leggere una slide con del testo impaginato a 18 punti: nemmeno Superman. Le slide devono essere viste dalla prima all’ultima fila.

Colori e caratteri devono lavorare insieme

Nel momento in cui identifichi la location e ti immedesimi nel tuo pubblico, ti rendi conto che il testo che volevi inserire nelle tue slide è superfluo perché risulterà illeggibile dall’ultima fila? Usa meno parole e sceglile con cura: sia per chi parla sia per chi ascolta il testo nella slide ha la funzione di un’ancora al discorso che il pubblico sta ascoltando. Scrivi grande, anzi grandissimo, come stessi progettando un manifesto.

Colori

Usa fondi colorati e scritte in contrasto: il fondo bianco, nelle slide che vengono proiettate, non sempre è sinonimo di leggibilità. Per dare una certa personalità alla tua presentazione e crearti una palette cromatica in modo semplice e veloce ti consiglio di usare questo tool gratuito Adobe Color.

Bastano pochi click per creare una palette cromatica partendo da un colore principale che può essere quello del tuo brand o dell’organizzazione che ha creato l’evento. Ci sono alcuni accorgimenti che ti consiglio di seguire:

  • segui la regola del tre: massimo tre colori, compreso quello scelto come fondo della slide per evitare l’effetto arcobaleno
  • evita di usare ombre sotto il testo perché potrebbero essere “cannibalizzate” dal proiettore
  • progetta partendo da un fondo colorato più scuro e scrivi il testo in chiaro/negativo sopra: le tue slide saranno subito più professionali.

Caratteri.

La scelta dei caratteri sulle slide è &$!#%, per me i caratteri tipografici hanno qualcosa di vicino al sacro: per cui sì, lo ammetto, quando vedo delle slide con dei font che non sono pertinenti provo la stessa sensazione che avevo alle elementari quando il gesso strideva sulla lavagna. Enrica Crivello descrive qualcosa di simile mentre parla del restyling subito dalla sua rivista preferita:

‘…sostenevo che usare i Google font in quel contesto fosse illegale (sui siti ok, su una rivista no). Mi dava fastidio in particolare il Lobster, che trovavo davvero inadatto per i titoli di una rivista del genere. Per chi non conosce il Lobster: sta nello stesso insieme del Comic Sans e dell’Amatic – lo vedi una volta e pensi «carino», lo vedi la seconda volta e ti sanguinano gli occhi.’

Ora mi rendo conto che nel mare di possibilità che offre la rete a volte ci si trova in difficoltà a scegliere. Il criterio per cui si sceglie un font per le slide è la leggibilità, ricordi? Dalla prima all’ultima fila! Due suggestioni:

  • i font bastoni (sans serif) rispetto a quelli con le grazie (serif), danno un senso di modernità alle tue slide e, visto il numero limitato di parole, risultano più leggibili a distanza. I cartelli stradali sono scritti in font bastoni
  • prediligi i font con la ‘a’ aperta e non chiusa, perché a distanza e non nelle condizioni di luce ottimale tra la parola ‘costo’ e la parola ‘casta’ non vi è differenza, per cui scegli un Helvetica piuttosto che un Futura, in quest’ultimo la differenza tra la ‘a’ e la ‘o’ è minima.

Punti elenco: come se piovesse

I punti elenco continuano a imperversare nelle slide. È un dato di fatto. Sembra che le slide non possano vivere senza un punto elenco, per me i punti elenco nelle slide sono come i discorsi al bar sulla Nazionale di calcio durante i Mondiali: inutili e fastidiosi.

Il punto elenco è una tecnica utilissima se devo scrivere una mail, un documento di testo, un post di un blog. La sua funzione è quella di fissare dei concetti chiave, di migliorare la leggibilità del testo e di alleggerire il design della pagina rendendolo ‘arioso’. Perché non funzionano nelle slide studiate per un talk?

Verticale vs. Orizzontale

Tutti gli strumenti in cui i punti elenco sono utili hanno uno sviluppo verticale ma le slide, per ora, hanno uno sviluppo orizzontale. Sempre. I punti elenco sviluppati in orizzontale non migliorano la leggibilità del testo, anzi, la peggiorano perché la riga risulta troppo lunga rispetto alla grandezza del carattere scelto e l’occhio di chi guarda si perde.

In più, le slide di un talk non devono essere lette (lo so, l’ho già detto, però…) ma sono una scenografia per supportare il discorso dello speaker.

Mi serve un punto elenco?

Questa è la domanda che ti devi porre mentre progetti. Facciamo un esempio: se in una slide inserisci un punto elenco diviso in due (con due pallini, per intenderci) e su ogni concetto parli per 2 minuti in un talk di 20, beh, forse i due pallini contengono contenuti fondamentali del tuo discorso. Ha senso relegarli in un punto elenco?  Potresti dedicare loro due slide separate e nobilitarli.

Ehi, non dirlo a nessuno, ma questa non è una questione di grafica ma di progettazione.

Sì, mi serve proprio!

Se invece ritieni che senza punto elenco le tue slide perdano forza, allora il nostro consiglio è di svilupparli in orizzontali come in questo esempio virtuoso che è stato proposto da Fiorella Madé durante il suo talk.

Secondo me il modo migliore di viversi il punto elenco è quello di farlo diventare un espediente creativo per creare delle slide con un forte impatto visivo e coinvolgenti.

Sei pronta a condividere la tua idea con il mondo? Inizia da una buona presentazione!

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Marie Louise Denti

Ciao! Sono Marie Louise Denti accompagno le imprese a trovare la loro identità visiva: progetto strategie di comunicazione concrete ed essenziali. Visual e slide designer: una vera e propria Slide Queen. Con entusiasmo. E bon fait.

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2 commenti su “Punti elenco, font, slide e strategia: non in quest’ordine!”

  1. Ottimo articolo. E tutti ottimi consigli che ho personalmente e più volte messo in pratica, nelle sessioni di training che ho condotto o nelle conferenze in cui ho avuto la possibilità di parlare. Aggiungerei un pizzico di enfasi sul potere evocativo delle immagini. A volte una slide senza testo e una sola immagine per agganciare l’attenzione funziona alla grande… Se poi lo speaker sa coinvolgere la platea con il racconto che parte dall’immagine.

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