Slide efficaci e persuasive: perché l’abito fa il monaco

Negli ultimi anni, quando sono sul palco a parlare di slide efficaci e persuasive insieme all’altra Slide Queen Marie Louise, dico sempre, anche solo “tra parentesi”, che l’abito fa il monaco.

La mia prima volta

Ricordo ancor la prima volta che usai questa espressione.
Era il 2011, stavo tenendo un corso di formazione a Roma, avevo già i miei capelli unicorno (biondi e viola-rosa n.d.r.) che sono il mio abito da anni, una bambina di 3 mesi che mi aspettava a 1000 km, una cliente difficile che volevo aiutare, e la mia missione di salvare il mondo dai PowerPoint brutti e della presentazioni inefficaci da portare avanti.

Parlando con la mia cliente su come migliorare la presentazione della sua idea, le dissi

“L’abito fa il monaco, smettiamola di dire il contrario concentrandoci solo sulle parole che mettiamo nel PowerPoint e diventiamo reali che il tempo del tuo pubblico è più importante del tuo tempo di oratrice”.

SBAM.

La rivelazione in pieno viso. (E una cliente felice dopo la perplessità iniziale. Grazie Roberta di aver creduto a questo punto di vista ancora attuale anche a distanza di anni).

  • Non importa avere un discorso perfetto se poi alle mie spalle ho una scenografia che non lo sorregge e non lo valorizza.
  • Non importa inserire tutti i grafici e le tabelle estrapolate dal mio Excel quando presento un bilancio, se poi il mio Consiglio di Amministrazione si addormenta mentre descrivo l’aumento delle vendite, perché si è perso nella cacofonia visiva di informazioni incollate in slide troppo poco focalizzate sull’obiettivo della riunione.
  • Non importa avere l’idea che farà risparmiare il 50% di energia al mondo intero se poi invio in mail un PowerPoint denso di contenuti, senza una gerarchia visiva, perdendo di fatto l’interesse del partner che volevo coinvolgere nel cambiare il mondo.

A parità di contenuto, le persone che ci ascoltano sono catturate dalla presentazione che ha il “vestito” migliore, ovvero quello che maggiormente accompagna le nostre parole.

E noi vogliamo essere memorabili.
E vogliamo esserlo velocemente.

Non c’è nulla di più controproducente che presentarci a una persona che ci dice che ha 10 minuti di tempo da dedicarci e poi dopo 20 minuti non essere ancora arrivati al punto e averla ubriacata di parole scritte e dette senza nemmeno un’immagine che la aiuti a ricordare il momento.
Ricorda: il tempo di chi ascolta e guarda le tue slide è più importante del tuo tempo da presentatore. Soprattutto in questo momento socio-economico dove il tempo è il lusso più prezioso che abbiamo.
È questione di cura e di rispetto.
E noi vogliamo aver cura e rispettare il nostro pubblico vero?

Di retorica e vivere nel qui e ora

Basta con l’anacronistica retorica sul fatto che il contenuto è più importante della forma; guardiamo in faccia alla realtà: nel 2019 sostenere che “non importa che forma do” è una mancanza di strategia.
Ignorare questa cosa denota anche un vivere fuori dal qui e ora, perdendosi, di fatto, delle opportunità comunicative e di conseguenza commerciali.
Alcuni dati

  • nel 2013 la stessa Microsoft ha iniziato a farci notare qui che ogni giorno si producono 30 milioni di presentazioni
  • la divina Nancy Duarte in Slideology ce lo sottolinea e continua a ricordarcelo in ogni sua pubblicazione. E lei dalla sua Silicon Valley ha prodotto almeno 250.000 presentazioni per aziende e per politici.

E allora perché non sfruttare l’opportunità di usare bene e in modo efficace le slides?

Ecco perché poco sopra parlavo di mancanza di strategia se si persevera nel produrre presentazioni brutte. Forma e contenuti devono necessariamente andare insieme per portarti lì al tuo obiettivo, perché tutte le grandi storie iniziano con una parola e un’immagine che rimarrà lì, memorabile, a lungo nei tuoi ricordi.

Ieri era San Valentino: permettiamo al nostro pubblico di innamorarsi di noi, delle nostre parole, delle nostre immagini.
E poi, lo sapete che le persone ricordano il 10% di quello che ascoltano e il 65% di quello che vedono e ascoltano?
Vogliamo aiutarle a ricordarsi di noi con delle slides efficaci?

L’abito fa il monaco.

E ora una doverosa precisazione.
In queste mie riflessioni a ruota libera, sono totalmente d’accordo con questa frase di Jeffrey Zeldman

”Il design, senza contenuti, non è design, è decorazione.”

Questo mio articolo non sogna un mondo pieno di presentazioni belle e sterili di senso, ogni giorno noi Slide Queen lottiamo per dare dignità alla cosa più difficile di tutte: il giusto mix di forma e contenuti, senza eccedere nella decorazione e nemmeno nella prolissità e nell’eccesso di informazione.
Sei d’accordo con me?
L’abito fa il monaco (e non basta una tunica per essere un monaco).
Pensando a Gli Incredibili, uno dei miei film Pixar preferiti, sono consapevole che Mr. Incredibile e sua moglie Elastigirl non indossino la tutina da supereroi per andare in ufficio al mattino: al mattino sono Bob e Helen, e lo sono anche quando combattono il crimine e salvano la loro città da Sindrome, rendendosi riconoscibili e memorabili grazie a quei vestiti che sono la scenografia delle loro azioni.
Coerenza innanzitutto.
Le slide hanno dei superpoteri: usiamole al momento giusto!

E quindi da dove parto?

E allora come faccio a scegliere il vestito giusto?
Sapendo dove voglio andare e qual è il mio obiettivo.
Non mi stancherò mai di ripeterlo.

  • Chiediti per chi sono le tue slides.
  • A cosa servono.
  • In quale contesto verranno usate.
  • Quanto tempo hai per presentarle.
  • Le slide che stai facendo sono per presentare un progetto o servono a
    rappresentare dei dati?
  • La presentazione la sto facendo per convincere la mia platea a un’azione o semplicemente per informare e riportare i risultati di una ricerca?
  • Le slides le presenterai in pubblico e ci parlerai sopra, oppure le spedirai via mail e dovranno essere autoportanti e autoesplicative perché non ci sarai tu a commentarle?
  • Che emozione vuoi suscitare in chi ti ascolta?
  • Sono proprio necessarie delle slide da proiettare o c’è un altro modo?

Queste che ho elencato son alcune delle tipologie diverse di presentazioni possibili, che si accompagnano con altrettante tipologie di slides possibili, perché occasioni diverse hanno bisogno di una forma studiata ad hoc in base “a dove si vuole andare”.
In fondo nessuno si sognerebbe di andare a fare la spesa in abito da sera, giusto?

E quindi come proseguo?

Quando avrai chiaro dove vuoi andare e come sarà fruita la tua presentazione, allora potrai scegliere il vestito giusto.
I vestiti, infatti, non sono tutti uguali: ci sono quelli che sono la scenografia alle tue spalle quando parli in pubblico e quelli che invece saranno il tuo biglietto da visita perché tu non ci sarai a presentare la tua idea o il tuo report.
Lo spiegano molto bene la mia partner in crime Marie Louise qui e Guy Kawasaki qui
Non esiste una ricetta universale per “la slide efficace”: esistono tante tipologie diverse di slides e di presentazioni efficaci per raggiungere un determinato obiettivo.
Ci avevi mai riflettuto su questo?
Sei d’accordo con me sulla necessità di un abito coerente con l’obiettivo della nostra presentazione e con il contesto in cui questa verrà esposta?

“Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima.” (Bruno Munari, Verbale scritto, 1992)

E ora?

Ora ho io una domanda per te: da domani mi vuoi aiutare a salvare il mondo dalla presentazioni brutte e dai Power Point inefficaci?
Scrivimi una mail, commenta questo articolo, mandami in direct su Instagram qui una fotografia di una presentazione che può essere salvata.
Insieme possiamo cambiare le cose.
Indossiamo la nostra tutina da supereroi o la corona da Slide Queen.
Il “da noi si è sempre fatto così” da oggi è morto.

Si va in scena, Mr Incredible!

Elena Bobbola

Salvo il mondo dai PowerPoint brutti e dei corsi di e-learning noiosi. Aiuto le aziende a progettare tutto ciò che è digitale, visivo e visuale e coordino i meetup di WordPress a Biella. Nel 2017 ho incontrato Marielouise Denti e insieme siamo diventate SlideQueen.

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