Alla ricerca della creatività perduta

Scrivo di creatività e ti assicuro che questo non è un post ad uso esclusivo di artiste, crafters, scrittrici e di tutte coloro che svolgono attività comunemente definite creative.
Perché la verità è che, qualsiasi lavoro tu faccia, la creatività ti serve. Anzi, è indispensabile, non solo perché grazie ad essa dai vita a buone idee, lavori meglio e con meno preoccupazioni, ma anche perché la condizione di freelance spesso implica affrontare situazioni e problemi che richiedono una flessibilità tipica del pensiero creativo.

Pensare creativamente significa prestare attenzione ai diversi aspetti della situazione (più o meno problematica), osservando la realtà sotto più punti di vista, in modo flessibile piuttosto che in modo rigido e automatico. È grazie al pensiero creativo se riusciamo a produrre cose nuove utilizzandone altre già note e familiari e ad adattare i nostri comportamenti al mutare delle situazioni, valutando alternative e costruendo nuove possibilità di fronteggiare i problemi.

Ma ci sono momenti nella vita di ognuno in cui la creatività può risultare non-pervenuta. Ci si sente a corto di idee, letteralmente. Qualsiasi progetto abbozzato sembra banale o “già visto”. È come se la creatività fosse stata già usata, tutta, e fosse finita. Forse è successo anche a te, o forse uno di quei momenti è adesso. Hai notato che più ti sforzi di essere creativa, più ti senti bloccata e anche frustrata per il fatto che non ci riesci nemmeno un po’?

Succede: la creatività è una risorsa da nutrire con costanza, pena il suo esaurimento – che generalmente coincide con il tuo. Ecco perché la prima riflessione da fare quando ti senti svuotata e senza idee è relativa al nutrimento che ti concedi. In sostanza: con quante e quali cose riempi le tue giornate? Sei sicura che siano tutte nutrienti?

Questo post è per dirti che la creatività perduta si può ritrovare e che voglio condividere con te alcune strategie utili per riattivare il pensiero creativo e ritrovare l’ispirazione. Pronta?

  • Spegni gli schermi e apri le finestre. Metti da parte lo smartphone, spegni il computer, prenditi una pausa da Netflix e immergiti nella natura. Fallo con tutti i sensi, lasciati incuriosire dai dettagli che osservi, respira profondamente, ascolta, mettiti alla prova se puoi e lascia fluire i pensieri. Puoi concederti due giorni di vacanza? Meglio! Non puoi? Andrà benissimo una passeggiata al parco. In ogni caso, ti darai la possibilità di accogliere elementi nuovi nel tuo campo percettivo e di attivare proficue reazioni a catena, dando vita a nuove (ri)elaborazioni.
  • Metti in pausa la routine e fai spazio al nuovo. Lo so, le routine danno sicurezza, perché contribuiscono a creare una struttura comoda e protetta dove puoi camminare a occhi chiusi, procedendo in automatico. Se senti la mancanza della tua vena creativa, però, può darsi che la struttura solida che hai creato sia diventata troppo rigida, al punto da non permettere l’accesso a nuovi stimoli. Allora, introduci un cambiamento, anche piccolo, nella tua giornata tipo: concediti una colazione al bar se sei solita farla a casa, vai al cinema in un orario in cui solitamente lavori, lavora qualche ora seduta sul prato di un parco invece che alla scrivania del tuo studio, sperimentati in qualcosa che non hai mai osato fare. Apriti al nuovo e crea movimento nella tua quotidianità (e nella tua vita).
  • Abbandona il multitasking e concentrati su una cosa alla volta. Non è una novità: il multitasking non abbassa solo il livello di produttività, ma influisce negativamente anche sulla creatività. Disperdi la tua attenzione tra più cose da fare e il cambio repentino di focus fa sì che consumi molte più energie che se facessi tutte quelle cose singolarmente. Sai com’è: no energie? Zero (o poca) creatività. Scegli una cosa cui vuoi dedicare la tua attenzione e fallo con tutta te stessa. E se mentre lavori a quel progetto ti viene in mente un’idea geniale? Ottimo, prova che la creatività sta fluendo! Prendi appunti e lascia decantare, mentre torni a quel che stavi facendo.
  • Ascolta gli altri e accogli le loro storie. Entra nei loro racconti, ascoltali lasciando che le tue emozioni circolino dentro di te, interessati a loro e alle loro storie, emozionati insieme a loro. Ascoltali come farebbe un bambino, con curiosità e umiltà insieme. Servirà a decentrarti dal tuo punto di vista: ti allontanerai per un momento dai tuoi schemi di pensiero e aprirai la mente alle possibilità, allenando flessibilità (leggi: una delle 4 componenti essenziali della creatività).
  • Torna a te, con la mente e il respiro. Ritagliati sani momenti di solitudine. Vivili come occasioni per mettere insieme tutti i nuovi stimoli che hai raccolto e accolto e far chiarezza tra le informazioni che rischiano altrimenti di affollarsi nella tua testa, senza una giusta collocazione. Concediti dei momenti lenti, in cui puoi procedere con calma, fare respiri profondi, stare un po’ con te. E magari, ricominciare a creare.

Non ti resta che provare! E poi, se ti va, torna qui a raccontarci come è andata 😉

Liria Valenti

Sono una psicologa psicoterapeuta: accompagno le persone in percorsi di cambiamento, aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Mi piace farlo seguendo il mio intuito, mettendo in moto tutta la mia sensibilità e attingendo liberamente al mio umorismo e alla mia creatività. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi. Ah! Vado pazza per il tiramisù e adoro le piantine grasse.

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2 commenti su “Alla ricerca della creatività perduta”

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