Il Curriculum Vitae della freelance: europass o glitterato?

Ciao e bentrovata alla seconda puntata sul Curriculum Vitae: se stai leggendo questo post è perché vuoi saperne un po’ di più e magari perché hai davvero cambiato atteggiamento nei confronti di questo strumento di lavoro, io ne sarei davvero felice 🙂

Oggi parliamo del template e della forma grafica del CV. Inizio svelandoti due cose:

  1. il formato europeo è bruttissimo (e sono stata molto diplomatica nella scelta dell’aggettivo)
  2. io ho solo un CV, ed è in formato europeo (Europass, per la precisione).

Ebbene sì. Perché se dobbiamo trovare una e una sola regola nella scelta del formato del CV, questa regola si chiama funzionalità.

Quindi, fatto salvo tutto quello già detto sull’atteggiamento con cui ti approcci al curriculum, il CV, diversamente dal sito e dalla tua immagine coordinata, non dovrà assomigliarti a tutti i costi, anzi a volte potrebbe essere controproducente.

Il CV va redatto pensando soprattutto a chi lo legge, non solo a te che lo scrivi! Quindi per prima cosa chiediti che lingua parla il tuo interlocutore. E adattati. Cum grano salis.

In base a questa valutazione semplice e immediata saprai ogni volta come redigere il tuo CV e che tipo di template adottare. In alcune situazioni, poi, potresti non aver scelta: come nel mio caso, che per partecipare a bandi di formazione o a progetti finanziati ho sempre dovuto presentare solo ed esclusivamente un CV in formato europeo.

Chiariamoci: non ti sto dicendo di scrivere in burocratese se ti rivolgi alla Pubblica Amministrazione. Come insegna Annamaria Anelli chiarezza e semplicità prima di tutto, con loro non si sbaglia mai!
Perché viceversa, se parli in “digitalese” a chi non ha idea di cosa sia una social media strategy, fai un errore altrettanto grande, anche se sei la più grande esperta in materia!

Quindi Europass o CV glitterato? Vediamo entrambi e andiamo oltre.

Il formato europeo è migliorato

L’evoluzione del primissimo (e odiatissimo) Formato Europeo si chiama Europass. Hanno la stessa valenza anche se c’è chi afferma che ci sia qualcuno pretende la prima versione: non so se siano leggende metropolitane, per la mia esperienza l’Europass è sempre stato accettato anche nei contesti più formali e istituzionali. Lo puoi compilare facilmente nell’apposito sito.

Ne uscirà un prodotto se non entusiasmante quantomeno adeguato e piacevole. Niente farfalline nella pancia quando, a fine compilazione, scaricherai il tuo bel PDF ma neanche quel senso di fastidio stile calza autoreggente che non aderisce alla coscia, tipica della vecchia versione.

Con questo nuovo template e modalità di compilazione, sbagliare è difficile: avrai dei campi precostituiti all’interno dei quali registrare tutte le informazioni e il sistema ti guiderà secondo un corretto ordine di inserimento. Con questo formato dovrai seguire il tradizionale ordine cronologico, esperienza dopo esperienza, partendo dalla più recente.

E per chi collabora contemporaneamente a più progetti e/o per diversi committenti? In quel caso io consiglio di raggruppare le esperienze/attività simili sotto un unico cappello/titolo e descriverne le competenze collegate, senza citare per forza ogni singolo incarico. Se lo ritieni importante puoi evidenziare quelli più importanti alla fine.

Ricorda inoltre che al CV potrai sempre allegare un portfolio, o rimandare al tuo sito per approfondimenti.

Quando usarlo, quindi?

  • Quando ti viene richiesto esplicitamente: consiglio di averne sempre uno a portata di mano per ogni evenienza
  • Quando ti serve qualcosa di pulito, completo, semplice e hai poco tempo
  • Quando il tuo lavoro chiama qualcosa di istituzionale. Mi spiego: se ti occupi di grafica e mi mandi un CV in formato europeo io mi acciglio un pochino, se sviluppi progetti di comunicazione o fai qualsiasi altra attività ad alto contenuto “creativo” e mi invii uno sterile Europass, io ci rimango un po’ male. Se invece ti occupi di contabilità conto terzi, se sei un avvocato, se lavori esclusivamente con la Pubblica Amministrazione o con enti istituzionali, se offri consulenza sui processi di Supply Chain Management, un Europass ben compilato è senza dubbio adeguato ed efficace.

NOTA
Se per qualche ragione decidi di usare il formato europeo tradizionale, quello vecchio insomma, quello bruttissimo, fai bene attenzione a eliminare nella colonna a sinistra, tutte le istruzioni per la compilazione. Ti assicuro che il 90% delle persone se ne dimentica e la percezione da parte di chi legge, per quanto possibile, peggiora: la calza è scivolata fino alla caviglia, per intenderci!

Il CV glitterato

Cosa significa glitterato? Dal mio punto di vista un CV glitterato contiene una dose significativa di elementi grafici e/o assume una forma decisamente alternativa a quella del CV classici. Ma attenzione! Ricorda che i simboli grafici non vengono indicizzati e non compaiono nelle ricerche testuali. Quando un recruiter scandaglia il proprio database usa delle keywords, non emoticons o simboli. Quindi stai attenta a non sostituire con della grafica alcune parole/concetti chiave. In particolar modo se il CV è indirizzato a una banca dati o a società di ricerca e selezione.

Glitterato è anche il CV che utilizza supporti non convenzionali: un CV scritto su un oggetto, stampato su una maglietta, inciso su una chitarra, realizzato a mo’ di scatola o ricamato su una coperta.
Colpisce, senza dubbio, ma di nuovo stai all’erta: l’Italia non è l’America, qui funziona in modo un po’ più convenzionale (non discutiamo se sia giusto o meno, è così!).

Quindi, questo tipo di soluzione molto alternativa a mio avviso dovrebbe rispondere a due istanze specifiche:

  1. un’azione molto, molto mirata: voglio far colpo su quelle determinata agenzia/azienda e creo qualcosa su misura che ha lo scopo di “bucare lo schermo”, che sia significativo per loro
  2. un progetto di comunicazione non convenzionale, quasi un’attività di marketing che punta ad aumentare la propria visibilità su una determinata fascia di potenziali nuovi clienti

Glitterati, infine, sono i CV che utilizzano modalità di esposizione dei contenuti atipiche: l’infografica, il volantino di un evento, il menù di un ristorante, una word cloud. A me piacciono molto ma vale di nuovo quanto detto sopra: a chi lo stai mandando? Ci sono aziende che “l’internet” lo guardano ancora con sospetto. Magari sono proprio le aziende che hanno bisogno di te e del tuo servizio, ma non puoi dirglielo in una lingua che non capiscono.

Cosa scegliere?

Con personalità ma senza lustrini, si può! Non è un CV “buono per tutte le stagioni”, bada bene, è l’espressione di chi vuole uscire dagli schemi senza velleità artistiche.

È la capacità di usare bene le parole e lo spazio, di scegliere cosa inserire e di tacere sul resto, di creare curiosità e di trasmettere professionalità: queste attenzioni valgono anche per l’Europass e per il CV glitterato, ci tenevo a precisarlo.

Per avere qualche idea io consiglio di prendere spunto dai template di Canva. Qui troverai un sacco di spunti per mettere a punto un CV che si differenzia da quelli standard senza alterarne la sua natura.

Il resumé

A questa categoria appartengono anche i CV cosidetti “per competenze” o resumé: è un CV che alla storia cronologica sostituisce un’esposizione poco strutturata e molto spontanea delle competenze maturate, che si concentra più sul qui. Non contiene quindi tutto quello che hai fatto nella tua carriera ma solo quello che puoi fare oggi per l’azienda a cui ti proponi, quale bagaglio di competenze ti porti appresso e che problemi risolvi, il tutto racchiuso in una pagina. Una mezza via tra una lettera di presentazione (o motivazionale) e un CV sintetico. I dettagli poi verranno a colloquio, è questo il concetto di fondo.

Funziona? Sempre di più (io li amo), ma non si è ancora affermato in modo significativo.

Per chiudere

Parti sempre da una domanda: perché devi redigere un CV?

  1. ti serve per accreditarti per un progetto o un incarico
  2. ti serve per cercare un nuovo lavoro o nuovi clienti

Se la tua risposta è la prima un Europass ben compilato è più che adeguato, spesso è l’unica possibilità che ti viene data ed è anche la soluzione più spiccia.

Se invece opti per la risposta n. 2 sappi che la funzione del CV è quella di farti ottenere un colloquio, è uno strumento di comunicazione e come tale va tarato sul tuo target di riferimento. Se hai più target di interlocutori, dovresti realizzarne più di uno.

Roberta Zantedeschi

Recruiter e formatrice. Passo gran parte del mio tempo a leggere CV, a fare colloqui e a cercare il giusto incastro tra le esigenze delle aziende e le aspirazioni di chi cerca un (nuovo) lavoro. Freelance convinta, mamma e compagna come meglio posso, blogger incostante ma presente.

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