Codici Ateco: come sceglierli ed usarli al meglio

In questo articolo cercherò di spiegarti perché i codici Ateco sono così importanti e ti aiuterò a capire come scegliere il tuo.

Partiamo innanzitutto col dire che il codice Ateco rappresenta il codice identificativo della tua attività. Si tratta di un codice che deve essere scelto ed utilizzato dal contribuente in sede di apertura di partita IVA (individuale o societaria), affinché si contraddistingua l’attività economica che verrà svolta.

Il codice Ateco sarà unico sia per le comunicazioni ed iscrizioni presso l’Agenzia delle Entrate, sia per la Camera di commercio sia per gli enti previdenziali, questo ai fini di avere un unico codice omogeneo per qualsiasi ente.

La scelta di un codice rispetto ad un altro inevitabilmente può comportare conseguenze di diverso tipo. Ad esempio la scelta di un codice comporta l’applicazione di eventuali procedure amministrative, l’iscrizione ai fini previdenziali di un’attività in una gestione piuttosto che in un’altra, e così via.

Come trovare il codice giusto?

Ci sono diversi motori di ricerca che ti aiutano a trovare il codice attività. Ti segnalo qui quelli che io utilizzo di più:

Codici Ateco e regimi agevolati

Il codice Ateco, oltre ad identificare il tuo lavoro, diventa determinante nel caso della scelta di un regime fiscale agevolato, quale è il nuovo regime fiscale forfetario introdotto dalla legge di stabilità 2015 e modificato con la legge di stabilità 2016.

Possono aderire al regime, infatti (e continuare a restarvi) le persone fisiche esercenti attività d’impresa, di arte o professione che nell’anno solare precedente abbiano conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO specifico dell’attività svolta.

Nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, contraddistinte da diversi codici ATECO, conta il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi a tali codici.

La scelta, dunque, del codice corretto in sede di inizio attività è una operazione che necessariamente deve essere attenta e precisa.

Qui di seguito la tabella da utilizzare per la verifica della soglia massima di Ricavi/Compensi prevista dalla legge di stabilità 208/2015 (=limite massimo di compensi incassabili nell’anno o nell’anno precedente per accedere al regime).

1 Ind. Alimentari e bevande (10-11) € 45.000 40%
2 Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 € 50.000 40%
3 Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 € 40.000 40%
4 Commercio ambulante di altri prodotti 47.82-47.89 € 30.000 54%
5 Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) € 25.000 86%
6 Intermediari del commercio 46.1 € 25.000 62%
7 Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) € 50.000 40%
8 Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-65-66) – (69-70-71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88) € 30.000 78%
9 Altre attività economiche (01-02-03)-(05-06-07-08-09)-(12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28-29-30-31-32-33) – (35) – (36-37-38-39) – (49-50-51-52-53) – (58-59-60-61-62-63) – (77-78-79-80-81-82) – (84) – (90-91-92-93) – (94-95-96) – (97-98) – (999 € 30.000 67%

Esempio di codici Ateco. Il caso di una wedding planner

Facciamo qualche esempio di attività e codici relativi. Prendiamo come riferimento l’attività di wedding planner.Questa attività rientra nel codice Ateco 96.09.05 Organizzazione di feste e cerimonie e, pertanto, ai fini del calcolo del limite dei compensi per accedere al regime fiscale forfetario rientra nell’ultima classe di attività, per cui si prevede una percentuale di redditività del 67%.

Questo significa che su un ipotetico volume di compensi incassati nell’anno di euro 20.000 (è una mia ipotesi, ma la wedding planner potrebbe incassare fino al massimo euro 30.000), ne saranno tassati solamente 13.400.

Se prendiamo invece ad esempio un’attività di commercio porta a porta, identificato con il codice Ateco 47.99.10, la soglia massima di ricavi diventa pari ad euro 50.000 con una redditività del 40%.

In sede di inizio attività si sceglie il codice della attività che sarà prevalente, ma puoi aggiungere, come secondari, anche altri codici, in modo che l’identificazione della attività che svolgi sia il più possibile esaustiva e completa.

Dunque sono molti i motivi che mi fanno consigliare una scelta attenta del codice Ateco, una valutazione che in fase di start up può cambiare radicalmente il futuro della vostra partita IVA.

Carlotta Cabiati

Triestina d'adozione, maestra di sci, velista, commercialista e mamma, aiuto le mie clienti a sopravvivere senza incubi al mondo delle tasse, assistendole in maniera professionale e attraverso nuovi strumenti digitali e innovativi, anche a distanza. La mia esperienza riguarda la consulenza fiscale e societaria, ma mi occupo anche di docenze e di rapporti tra contribuente e Agenzia delle Entrate (contenziosi, assistenza in sede pre contenziosa, ecc.). Mi piace lavorare soprattutto con le donne, libere professioniste e freelance, dove in qualche modo rivedo me stessa. Passioni, interessi, famiglia e il sogno di avere una attività propria.

Facebook | LinkedIn

Un commento su “Codici Ateco: come sceglierli ed usarli al meglio”

  1. L’articolo che aspettavo *_* Grazie C+B di esistere e di leggermi nel pensiero XD
    A tale proposito, ho una domanda.
    Per ora, sono una dipendente…ma da un po’ sto valutando la possibilità di mettermi in proprio. Io nasco architetto e non voglio per nessuna ragione cambiare, ma non faccio solo questo, mi diletto nell’organizzazione di eventi. Considerato che si stanno aprendo diverse opportunità, se io aprissi una p.iva oggi come organizzatrice e poi quando mi metterò in proprio, da ciò che ho capito, posso aggiungere un altro codice ateco alla p.iva già acquisita?
    Se si…mi si apre un mondo<3

I commenti sono chiusi.