Raccontarsi cercando le parole giuste

In questo articolo ti spieghiamo dove trovare i contenuti per scrivere le pagine del tuo sito, i post del tuo blog o quello che pubblichi su Facebook.

Ognuno scrive a modo suo

Ci sono quelli che hanno la logorrea da scrittura, che si lasciano trascinare dal flusso di pensieri e, ad interromperli, solo i punti e le virgole. Quelli che gli puoi chiedere tutto, che devi essere tu a trattenerli (ma mai niente che sia sul pezzo!).

Poi ci son quelli a cui piace complicare le cose semplici, che una frase soggettoverboecomplemento non può racchiude l’essenza delle loro faccende. Ci son quelli che si mettono sulla difensiva, che di quello che fanno non vogliono raccontare niente, altrimenti “li copiano”.

Infine ci sono quelli che il dono della sintesi è un modo d’essere, che 140 caratteri son troppi, che togliere è uno status. Soprattutto se si parla di sé.

Dove si comprano le parole per raccontarsi?

Dove si trovano le frasi giuste per completare una strategia di contenuti e buttare giù un piano editoriale?

Lo scenario è questo: sei pronta per iniziare. Hai un sito, un’idea della struttura. Tanti buoni propositi, delle date già impegnate in cui hai deciso di badare a te stessa e al tuo business. Ma dove sono i contenuti?

Hai poco materiale per riempire tutto. Che fai? Ti dico, passo passo, che cosa farei io per creare qualcosa di più di un semplice PDF, per organizzare il tuo sito prendendo spunto dalle tue fonti. Non le hai?

Appunto. È il momento di costruirle. È un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. Cosa ti serve? Sicuramente carta e penna. Scegli tu di che tipo, di pari passo con la tua voglia di cancelleria. In aggiunta un registratore (o simili), che quando le parole scappano via veloci, è un modo per tenerle lì e fermarle. Non per evitare di scrivere, sia chiaro, anzi.

Raccogliere i contenuti: preparazione

Identifica almeno cinque parole chiave che riguardano il tuo business. Scrivile. In questo caso non parliamo di parole chiave in ottica SEO, ma di parole che caratterizzano la tua attività in senso lato.
Cerca gli esperti in materia su Google. Scegline almeno tre. Appuntati perché e che cosa ti piace di loro.
Pensa a dove vuoi arrivare tu e scrivilo (o disegnati, proprio lì, dove ti vedresti così bene!). Basi fatte: hai appena creato una struttura da cui partire, che dice chi sei e come vorresti essere.

La chattina

Non hai contenuti, ma amici sì! Comincia da loro. Coinvolgili in una chat, o un gruppo chiuso su Facebook, e chiedi loro di trovare almeno tre parole che ti identifichino. Altre tre che li facciano pensare al tuo business. Chiedigli se hanno delle domande da farti in proposito, probabilmente saranno le stesse cose che vorrebbero chiederti i tuoi clienti. Se c’è qualcosa che non hanno capito bene dei tuoi prodotti o servizi, o qualcosa che, secondo loro, hai omesso.

Se nella chat ci sono anche i tuoi clienti, chiedigli un feedback sincero e onesto. Domandagli soprattutto se, grazie al tuo prodotto/servizio, hanno avuto dei risultati soddisfacenti, consoni alle loro aspettative. Se il tuo prodotto o servizio era davvero la soluzione che cercavano.

I voli pindarici

Quando l’internet non esisteva, si attingeva alla fantasia. Ai libri letti. Ai fogli di giornale. Alle mostre. Al vicino di casa. Al pesce rosso. Ai film. Scrivere era più complicato di adesso che tutto è a portata di click. Per andare in cerca di ispirazione bisognava necessariamente uscire di casa (o di testa!). Lo stesso per cercare informazioni. Adesso no. In un attimo puoi farti un’idea di cosa fanno quelli che fanno il tuo stesso mestiere. Di come lo scrivono, di che parole usano.

Allora fallo. Cerca gli esperti in materia e scopiazzali. Fai meglio. Prendi spunto. Parti da una parola loro e attaccaci una parola tua.

Da ultimo: le interviste

Fare le interviste è bellissimo, certo sono di parte, è stata e lo è ancora, la parte più sfidante del mio lavoro (che io adoro).
Fare le interviste credimi, ti aiuterà col tempo ad entrare in sintonia coi tuoi clienti, oltre che a scoprire cose di loro che non immagini.
Non è una cosa facilissima e nemmeno immediata, ma lo stesso la consiglio; migliorerai.

  1. Scegli qualcuno che non conosci bene, amici di amici? Ringrazialo tantissimo per il favore e la disponibilità che ti sta dimostrando.
  2. Stabilisci su cosa vuoi focalizzarti e raccontalo a chi intervisti, è più difficile così andare fuori tema.
  3. Preparati delle domande aperte, cioè quelle dove non basta rispondere sì o no. Di solito son quelle che cominciano con: “Cosa pensi di? Mi parli di? Ti va di raccontarmi? Secondo te?”.
  4. Rompi il ghiaccio. Sei imbarazzata? Confessalo! Sei emozionata? Raccontalo! C’è qualcosa di lui/lei che hai notato subito? Attacca bottone in modo informale.
  5. Delinea bene il contesto: quanti anni ha? Da dove viene? Alla fine delle interviste avrai un quadro più chiaro di chi è il tuo target.
  6. Mettiti in ascolto: stai più zitta che puoi! Evita di imboccare, cerca di non influenzare le risposte.
  7. Non far caso ai silenzi, fanno parte della chiacchierata. (Butta lì un sorriso di tanto in tanto, che non sei a scuola!).
  8. Appuntati le frasi esatte, i virgolettati, le parole usate. Saranno quelle che utilizzerai poi sul tuo sito.
  9. Chiudi l’intervista così, io lo faccio sempre: “c’è qualcosa che volevi dirmi, che non ti ho chiesto?”.
  10. Ringrazia tantissimo per aver trovato del tempo per te, che non è mica una cosa banale.

Tira il fiato, hai raccolto il contenuto giusto per la tua pagina, per il tuo form, per le singole sezioni del tuo sito e per i post su Facebook. Hai sotto mano risorse che prima non avevi (e tutte gratis): gli esperti, i fan, i potenziali clienti si sono pronunciati! Fanne buon uso. La personalità, ovvio, la metti tu.

Simona Sciancalepore

Se mi chiedete che cosa faccio, di solito rispondo scrivo. Scrivo perché Jo March scriveva e anche a me veniva facile. Leggo anche, perché, secondo me, la scrittura la fa chi la legge: è così che contamino la mia. Revisiono tanto. Tante cose non mie, per lavoro. Rileggo, leggo ad alta voce, cancello e riscrivo. Scrivo anche quando non scrivo. Lì partono la musica, le immagini e ovviamente i titoli di coda.

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3 commenti su “Raccontarsi cercando le parole giuste”

  1. Simona i tuoi articoli mi piacciono sempre tantissimo. Scrivi bene, veloce, lento , scorrevole. Sai usare i tempi e i ritmi per essere sempre interessante e mai banale. Io amo scrivere da sempre e ancora di più leggere chi sa farlo bene come te.

  2. Mi piacciono i tuoi articoli perchè oltre ad essere utili nel contenuto, sono belli da leggere, come quando si gustano gli utlimi cucchiai di un budino al cioccolato. Riesci a spiegare le cose semplici senza diventare banale e riesci a mantenere vivo l’interesse anche a me che ho un deficit di attenzione gigante. 😀
    (Ahhahaha!! Di solito ogni 3 parole spengo il cervello!)
    Da sempre amo scrivere e leggere chi sa scrivere bene come te.

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