Fatturare: come si fa?

Uno dei momenti critici dei freelance, creativi e non, è quello in cui si devono emettere le fatture.

Un po’ perché non è mai piacevole chiedere soldi (ricordati che se hai fatto un lavoro, i soldi che chiedi ti spettano!) e un po’ perché fare le fatture proprio ti mette ansia.

E se sbaglio qualcosa?
E se non ho fatto tutto correttamente?
Ma la ritenuta d’acconto ce la metto oppure no?

Ovviamente sarà il tuo commercialista che ti indicherà le modalità corrette di emissione delle tue fatture, caso per caso, sulla base della conoscenza della situazione fiscale specifica.

Io qui oggi voglio fornirti, come strumento di supporto, dei fac-simile di base, raggruppati per regime fiscale adottato, che potrai scaricare e modificare a tuo piacimento.

Si tratta di modelli elaborati ipotizzando clienti italiani, in quanto nel caso di cessione di beni o prestazioni di servizi effettuate nei confronti di intracomunitari o extracomunitari, la disciplina non è standardizzabile e soggetta a diverse variabili.

Ricordo in primis che la fattura deve essere progressivamente numerata ed emessa in duplice esemplare, uno dei quali deve essere consegnato o spedito al cliente nel giorno stesso della sua emissione.

Veniamo ai modelli: cliccando su ciascun link verrai portata a Dropbox, e potrai scaricare il modello di fattura che ti serve o aggiungerlo al tuo Dropbox, semplice no?

  1. Lavoratore autonomo nel regime dei minimi, iscritto alla Gestione Separata Inps o alla tua cassa di Previdenza (es. architetti, geometri, avvocati, ecc.)
    Ricordati di applicare la marca da bollo se emetti fatture di importo superiore a 77,47 euro.
    In questo caso, anche se il tuo cliente è un soggetto passivo IVA, non viene trattenuta la ritenuta d’acconto, grazie all’esonero previsto da un provvedimento del direttore delle Entrate del dicembre 2011.
  2. Impresa nel regime dei minimi
    Anche in questo caso ricordati la marca da bollo.
  3. Lavoratore autonomo nel nuovo regime forfetario
  4. Impresa nel nuovo regime forfetario
  5. Impresa ordinaria, che non ha optato per alcun regime agevolato
  6. Lavoratore autonomo iscritto ad una cassa di previdenza
    Nei casi 3-6 i compensi per le prestazioni professionali sono soggetti ad IVA con l’aliquota ordinaria pari al 22%.
    Se le prestazioni sono effettuate nei confronti di un soggetto passivo iva, i corrispettivi dovuti sono soggetti alla ritenuta d’acconto ai fini IRPEF (20%). Tale importo, anche se non previsto obbligatoriamente dalla legge, viene solitamente indicato in fattura e viene versato dal vostro cliente, attraverso un modello F24, entro il 16 del mese successivo al pagamento della fattura.
    Se, invece, le prestazioni sono effettuate nei confronti di un privato non si applica la ritenuta d’acconto.
    In entrambi i casi, essendo la prestazione soggetta ad IVA, non si applica l’imposta di bollo.
    Le prestazioni di servizi si considerano effettuate al momento del pagamento, quindi l’obbligo di emissione della fattura sorge il giorno stesso della riscossione.
  7. Lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata INPS
    Sono iscritti alla gestione separata INPS quei soggetti che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni privi di copertura previdenziale.
    Anche in questo caso, essendo la prestazione soggetta ad IVA, non si applica l’imposta di bollo.

Una nota finale per segnalarti che, in base alla legge 24 dicembre 2007 n. 244 è stato introdotto l’obbligo della Fatturazione elettronica per chi intrattiene rapporti economici con le amministrazioni statali e con gli enti pubblici nazionali, le regioni e le provincie autonome.

Adesso che hai tutti gli strumenti… corri a fatturare!

Carlotta Cabiati

Triestina d'adozione, maestra di sci, velista, commercialista e mamma, aiuto le mie clienti a sopravvivere senza incubi al mondo delle tasse, assistendole in maniera professionale e attraverso nuovi strumenti digitali e innovativi, anche a distanza. La mia esperienza riguarda la consulenza fiscale e societaria, ma mi occupo anche di docenze e di rapporti tra contribuente e Agenzia delle Entrate (contenziosi, assistenza in sede pre contenziosa, ecc.). Mi piace lavorare soprattutto con le donne, libere professioniste e freelance, dove in qualche modo rivedo me stessa. Passioni, interessi, famiglia e il sogno di avere una attività propria.

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3 commenti su “Fatturare: come si fa?”

  1. Ciao Carlotta!
    Ho una domanda: diciamo che io sono una ‘numero 2’ e per quanto riguarda la marca da bollo è obbligatorio inserire l’ID in fattura? o Basta comunque ‘appiccicarla’ sopra?

    Ciao,
    Federica

    • Ciao Federica,
      no, non è obbligatorio indicare l’id, puoi applicare il bollo sulla fattura e conservare la copia conforme per te.
      Buona giornata
      Carlotta

I commenti sono chiusi.