Come (non) pulire la casa

Di solito, quando sei una freelance creativa, da fuori proietti questa immagine di una specie di dea Kalì che fa un milione di cose contemporaneamente, quasi per magia. Magari le tue foto su Instagram ritraggono una casa/bottega piena di soprammobili carini, cuscini, ricordi di viaggio… e la domanda che ricevi più spesso da chi ti segue finisce per essere “ma come fai a tenere tutto in ordine e pulito?!”

Ora, quando lo chiedono a me, la risposta è semplice: NON tengo tutto in ordine e pulito. Ho imparato a considerare le ragnatele un elemento di décor (oltre a un buon segno sul grado di umidità presente nell’aria), la polvere un cuscinetto che protegge le mensole dagli impatti bruschi, e le pile di libri sul comodino uno status symbol. Detto questo, mi sono costruita nel tempo un equilibrio tra ritmi indiavolati e esigenze basiche di igiene, e credo che il sistema che ho concepito possa esserti molto di aiuto per organizzarti, se hai appena cominciato a lavorare in proprio.

Comincia dall’autoanalisi

Secondo me qualsiasi sistema organizzativo dovrebbe partire da qui. Analizza la tua situazione e identifica le tue priorità. Se le tue esigenze (psicologiche e pratiche) sono di avere tutto sempre perfetto, è inutile negarlo. Meglio saperlo in anticipo e attrezzarti con un aiuto esterno (perché tenere una casa perfetta è un lavoro, e tu ne hai già un altro), piuttosto che impazzire dopo due mesi. Devo citare lo spettro di Bree Van de Kamp?!

Viceversa, se hai aspettative più ridimensionate, stila una classifica rigorosa delle stanze o degli angoli che per te è più importante siano puliti e in ordine. Dividi la classifica in tre parti:

  1. una top 3 di ambienti che vorresti sempre al meglio,
  2. una fascia centrale di ambienti che sai richiedano pulizia regolare, o che per te è importante siano in ordine,
  3. un fondo classifica di ciò che può aspettare (per me sono i vetri e le mensole in alto della libreria).

Ovviamente le dimensioni della tua casa/bottega saranno una variabile notevole in questo processo di autoanalisi, ecco anche perché copiare semplicemente gli schemi temporali di altri spesso è fuorviante. Ciò che è utile per un appartamento di 100 mq diventa ridondante in un bilocale di 50 mq.

Organizzati in maniera efficiente

L’organizzazione non è solo una struttura mentale, ma anche la sua applicazione nello spazio. Avere già pronti i pochi strumenti che ti saranno utili per le pulizie veloci (uno straccio in microfibra, uno sgrassatore a spruzzo, un detersivo multisuperficie, un mocho con secchio) renderà più semplici gli interventi rapidi e regolari che permettono di rimandare le pulizie a fondo.

Allo stesso tempo, una casa/bottega con solo mobili a vista è oggettivamente l’incubo di ogni massaia. Se non ci hai pensato al momento di scegliere l’arredamento, corri al riparo con tanti elementi contenitori di diverse dimensioni e dall’estetica omogenea e passepartout (Ikea ha sempre disponibile una collezione di scatole bianche semplici e economiche). Insomma, riduci le superfici da pulire, tanto per capirci!

Crea un piano di battaglia

Con la tua classifica delle priorità, e la tua agenda, mettiti all’opera nel costruire uno schema delle attività di pulizia e riordino. Uno schema realistico dovrebbe avere:

  1. una pianificazione settimanale, con una lista realistica di attività che dovresti fare ogni giorno, da stilare dopo aver verificato quanto tempo puoi ritagliare dalle altre attività (nel mio caso è 15 minuti, divisi in tranche di 5 minuti, distribuiti a mattino, pranzo, sera);
  2. una pianificazione mensile, con quattro giorni da dedicare alla lista delle attività che vuoi fare una volta alla settimana, più un giorno jolly da dedicare a pulizie/riordini specifici di quel mese;
  3. una pianificazione annuale, con gli appuntamenti con le attività stagionali (cambio armadi, lavaggio tappeti/tende, riordino cantina/garage, ecc).

Ricordati, la parola chiave è realismo. Non scaricarti il planning completo di Martha Stewart se puoi dedicare solo 5 minuti al giorno alle pulizie!

Arruola un esercito

Non sei sola. Sia che tu condivida la casa con qualcuno (partner, coinquilino, ecc.) sia che tu viva sola. Ovviamente se qualcun altro vive con te è la prima persona a cui rivolgerti per condividere l’onere di pulizia e ordine, persino un figlio di 10 anni può cominciare a spolverare, pulire il pavimento, tenere in ordine la sua stanza. Altrimenti guardati intorno e cerca un’impresa di pulizie a cui affidare magari una pulizia profonda una volta a stagione.

Semplificati la vita

Ricordati che l’obiettivo di una casa/bottega pulita e in ordine è vivere bene, non fare bella impressione su Instagram o compiacere tua madre. Tienilo presente quando metti in piedi il tuo piano di battaglia, perché dovrà essere sostenibile a tutti i livelli, anche quello psicologico.

Non solo, sarà più efficace se si inserirà in un progetto di semplificazione complessivo, che passi da un po’ di decluttering e che sia condito da una sana consapevolezza del qui e ora. Insomma, pensa anche alle pulizie e al riordino come a un modo per essere felice, mentre lo pratichi e dopo.

Io, per parte mia, dopo aver ristabilito un piano di battaglia che da anni non praticavo, ho deciso che proverò il “lusso” di tre ore di Helpling una volta ogni tanto. Non l’ho ancora testato ma mi piace già che offra l’opportunità di avere un aiuto non “in nero”.

15 commenti su “Come (non) pulire la casa”

  1. Viva le ragnatele, ne ho pure io che appena le spazzo, dopo qualche giorno rivedi i piccoli ragnetti arrampicarsi dappertutto. La polvere con la stufa a legna d’inverno nasce come i funghi, quindi si fa quel che si può. La pausa dal computer giustamente la faccio per dare una pulita da qualche parte, non sempre ma, ci provo. Di scatole ne faccio già buon uso, mancano ancora tanti scaffali. La scrivania è da sistemare. (P.S.: è per questo motivo che non ho fatto nessuna foto di casa per il corso del Blog Lab)!!!

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  2. articolo molto utile e carino… Solo.. per favore quel “persino una figlia di 10 anni può cominciare a spolverare, pulire il pavimento, tenere in ordine la sua stanza.” può diventare un “persino un/a figlio/a di 10 anni può cominciare a spolverare, pulire il pavimento, tenere in ordine la sua stanza.”?
    (sono la figlia di un papà che si stirava le sue cose e ho notato che certe pagliuzze tanto pagliuzze non sono. Non voglio fare la rompina ma mi sembrava bello e importante non specificare il genere del giovane aiuto alle pulizie.

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    • Ehm… no, direi di non cambiarlo… non per altro, ma è un riferimento autobiografico a mia figlia di 10 anni (quella ho, per il momento, a 4 il piccolo è ancora inaffidabile! 😉 ) e non solo ho costruito il post intorno alla mia esperienza personale ma comunque nel resto del testo (e in diversi post qui su C+B) si fa riferimento sempre a ruoli “gender neutral” per così dire. Il fatto stesso che si faccia riferimento alla “persona” con cui viviamo, mi sembra una rassicurazione sufficiente 🙂 Spero capirai.

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  3. Tra l’altro le ragnatele “abitate” fanno capire che non ci saranno terremoti a breve.. Direi quindi che sia necessario tenerle: è un servizio di pubblica utilità per tutto il quartiere 😛

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  4. Grazie, molto utile 🙂 Comunque anche assumere direttamente una colf è piuttosto facile! Dal sito dell’INPS si può fare tutto perfettamente in regola e ci sono in giro tanti siti utili per approfondire il tema.

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    • Verissimo Tatiana! Nella mia esperienza però è molto difficile trovare una persona disposta a prendere un impegno fisso di poche ore a settimana (a meno che non abbia “un buco” da riempire in agenda che magicamente corrisponde col mio) e accettarlo in regola. Non è tanto la fattibilità tecnica, quanto proprio il realismo di anni a vedere mia madre cercare persone per nonni e parenti.

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    • Qualsiasi sistema funzioni, per me è un buon sistema 😉 Detto questo… io ho qualche resistenza di natura estetica (è un mio difetto enorme: se la checklist non ha una bella grafica, non riesco a usarla)…

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  5. Grazie, Barbara!
    Ci voleva proprio una bottarella di sticutsy domestici condivisi. Mi sento meglio, posso scivolare leggera sulle mie patacche e sui coriandoli post-carnevalizi.

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    • Evviva le patacche! (mentre scrivo fisso amorevolmente il bandolo di ragnatela che ondeggia lieve nell’angolo del muro) 😉

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  6. Allora ha un senso! Vivo in un appartamento piccolo pieno di cose, ma non perché le cose siano tante, ma perché l’appartamento è davvero piccolo…! Ovviamente sono disordinata ma m’impongo di tenere quel po’ di ordine in modo da poter vivere tranquillamente, altrimenti impazzisco! Pensavo di sbagliarmi invece vedo che tutto ciò ha senso. Grazie!

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