Cosa puoi imparare da Lush

Qualche mese fa ho scritto un post che è piaciuto molto, su Starbucks. Adesso ci riprovo con un altro brand che secondo me ha molto da insegnare a noi piccole ma agguerrite imprenditrici: Lush, ossia “cosmetici freschi fatti a mano”. A differenza del chocamokacoffeplace, Lush è presente in Italia, anche se non proprio ovunque, quindi magari già lo conosci e ci sei entrata qualche volta. Oppure hai ordinato on line. Ma qui non parliamo della bontà o meno dei suoi prodotti, quanto di come funziona questo brand, cosa fa di giusto, e in che modo possiamo prendere ispirazione. Partiamo? Ok.

  • il manifesto. Io alle fanciulle che fanno personal branding con me consiglio sempre di avere un manifesto, magari scaricabile. Ossia una lista di cose in cui credono, perché il manifesto serve per comprendere meglio la filosofia di un brand, e se sposo la tua filosofia ti compro più volentieri. Qui c’è quello di Lush. Perché funziona? Perché non parla solo di come vengono preparati i prodotti, ma racconta altre cose, più coinvolgenti, per esempio: “Crediamo nei lunghi bagni a lume di candela, nel risparmiare acqua facendo la doccia in due, nei massaggi sensuali, nel profumare il mondo e nel diritto di fare errori, perdere tutto e ripartire da zero”. Awwww.
  • la nicchia. Lush propone cosmetici fatti a mano, e la maggior parte sono vegan, ossia non contengono prodotti di origine animale. Ma secondo te da Lush comprano solo i vegan? No. La lezione qui è: non aver paura di essere di nicchia, specializzati, corri dei rischi. Se i tuoi prodotti sono validi la gente arriva in ogni caso.
  • non prendersi troppo sul serio: ok, questo dipende dal tuo business, magari se hai un’impresa di pompe funebri non va bene, ma nella maggior parte dei casi essere pomposi non aiuta affatto. I prodotti della Lush hanno nomi buffi come A tutta birra (shampoo alla birra), Sympathy for the Skin (crema corpo), Tortami via (gel da doccia)… Ok, sono nomi scemi, ma d’altra parte stiamo parlando di prodotti cosmetici, non sei stufa di robe come Infinity creamRegenerate Immortality o Parallax Perfection (questi li ho inventati. Credo)?
  • il packaging. A me sul packaging mi fregano sempre. E Lush fa dei pacchetti regalo che guarda, ci fai bella figura anche se non li aprono. Guarda per esempio i regali di Natale. Ecco. Se vendi prodotti, lavora tanto tanto tanto sul packaging. E se vendi servizi? Ma: anche! Cura bene la grafica di scaricabili, inventati dei buoni per acquisti natalizi, insomma: stai attenta alla forma almeno tanto quanto il contenuto. Se i libri non si giudicassero anche dalla copertina, Adelphi non esisterebbe.
  • la faccia. Lo sai che se compri un prodotto Lush ci trovi sopra un bollino con il nome e la faccia di chi lo ha preparato? Sì, è una ruffianata pazzesca a pensarci, però ecco: non ti fa piacere che quel balsamo l’ha fatto per te Noah, un grazioso ragazzone con i dread? O che Lucy, occhiali e sorriso furbetto, ha dato forma al tuo sapone al miele? La faccia metticela sempre anche tu: sul sito, sui social, ovunque. E sarebbe meglio la stessa foto. Così ti riconosco. A meno che non sia una foto di 15 anni fa.
  • l’interazione. Lush ama i suoi fans e dà loro un sacco di spazio: sul sito trovi le recensioni dei prodotti (e non sono tutte positive!) e poi ci sono i canali social con offerte speciali, concorsi e giornate speciali dove se ti presenti in negozio vestito – che so – da foca ti regalano una ballistica da bagno. Perché tutto questo? Per farti sentire parte di una grande famiglia, no? Copia questa cosa: tu e le tue clienti siete una posse, una crew, un ritrovo virtuale o reale di api regine.
  • l‘impegno sociale: iniziative e campagne a tema fanno parte del DNA Lush. Encomiabile, e anche strategicamente utile, per un brand. Ma: fallo anche tu solo se nelle cause che proponi ci credi davvero, altrimenti è un boomerang imperdonabile. E informati bene prima, per evitare di accordare spazio e fiducia a iniziative poco limpide. Il consumatore è meno ingenuo di quello che pensi.
Disclaimer a questo punto inevitabile: non prendo un soldo da Lush, ma che dico un soldo, nemmeno un campioncino di crema per le mani per questo post. Ne scrivo perché penso che come brand abbia azzeccato delle cose, e voglio invitarti a pensarci su e magari ad adattare queste strategie alle tue esigenze. Che ne pensi?

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

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9 commenti su “Cosa puoi imparare da Lush”

  1. Ciao Gioia lavoro in lush da quasi 4 anni. Il tuo post è frizzante, fresco e hai messo a fuoco tutto quello che c’è da dire. se vuoi aggiungere che il Brand da molto spazio anche a chi ci lavora e non solo, gli staff sono molto preparati, vi è un grande lavoro di gruppo dietro che rimane uguale a livello mondiale! il customer service è il nostro cavallo di battaglia! se passerai mai da Genova vieni a trovarci magari ci scappa un campioncino succulento di qualche bella crema :).
    ne approfittò pEr augurarti buone feste

    G.

    • grazie mille G! e hai ragione sul customer care e anche sul rapporto con i dipendenti: su questo tema ci tornerò perché non tutte le piccole imprenditrici hanno dipendenti, ma per alcune arriva poi il momento di lavorare in team, ed è importante saper motivare e formare le persone. grazie anche per l’offerta, buone feste (e buon lavoro) a te!

  2. Gioia ma che bello leggerti! Davvero riesci a semplificare concetti complessi, rendendoli comprensibili anche a chi di marketing è a digiuno come me….grazie!!! Adesso vado a pensare al mio manifesto…dici che va bene anche per una psicologa……

    • Annalisa, grazie! Proprio oggi pomeriggio in una sessione di personal branding ho progettato il manifesto di una psicologa, quindi direi che va benissimo!

      • Sei già in maternità vero?……se no ti chiedo anch’io una sessione di personal branding on line…..avrei già pensato ad un mio manifesto, ma certo la tua consulenza sarebbe rassicurante!

  3. Illuminannte questo post. Come sempre del resto!!
    Ora però ho bisogno di una mano per fare tutto questooooooooo…
    Io da Lush compro solo le cose coi nomi buffi e dal packaging accattivante, senza nemmeno sapere cosa ci trtovi dentro realmente!! Quindi direi che la loto idea ha funzionato alla grande!!

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