Anatomia di una borsa da lavoro

Ma tu hai presente “Freitag”? Cioè non “venerdì” in tedesco, la marca di borse zurighese adatta a qualsiasi temperatura e condizione climatica! Qualche settimana fa sono stata a Zurigo per gli Zurich Fashion Days (sì, anche gli svizzeri si interessano di moda) e ho notato l’incredibile uso di queste borse che le zuricher fanno. Tornata a Torino, ho finalmente isolato la madre di tutti i problemi: la borsa per i documenti, la borsa del lavoro.

Personalmente mi lagno da mesi perché vorrei una pochette un po’ più che pochette che vada bene su tutto ma sia particolare, che contenga quaderni ma non abbia la tracolla, che sia di pelle ma anche waterproof e soprattutto che non costi uno sproposito pur essendo curata. Ovviamente non l’ho ancora trovata e quando non riesco a ricordare qualcosa o dimentico l’agenda do ovviamente la colpa alla mancanza della borsa (ma ora arriverà Natale, giusto?).

Così motivata ho provato a dividere i tipi di borse delle zurighesi e anche delle mie amiche immaginando una corrispondenza con il loro lavoro. Ecco il risultato.

  • La tecnologica. Appartengono a questa categoria ingegneri, informatiche, consulenti di qualità aziendale. Abituata a valutare l’essenzialità come un valore, la tecnologica è convinta che Piquadro sia la rivoluzione del campo oltreché il giusto compromesso tra stile e rigore (e nel suo mondo ha ragione!).
  • L’affidabile. Quando ero piccola mia mamma usava le borse “The Bridge”. Mia madre era una che ci capiva senza essere una cool hunter. Era il 1980 e lei doveva dimostrare che nelle borse le donne non mettono solo il rossetto. Quel genere di borse magari non è tra le più femminili che si possano trovare ancora oggi, ma io mi fiderei senza dubbio di una consulente finanziaria che apre sorridendo la sua borsa in pelle super istituzionale.
  • Sei creativa? Sei young wild and free? Allora hai bisogno di trovare la tua borsa da lavoro ancora più degli altri, soprattutto perché nessuno pensa che tu ne abbia una. E allora che sia fosforescente, vintage o ultramoderna la tua borsa deve parlare del tuo modo creativo di intendere il lavoro e riuscire a farcelo stare tutto dentro!
  • Quella che ha fatto carriera. Se mi arrivi ad un appuntamento con una borsa di Chanel verde acqua da 3000 euro probabilmente penserò che guadagni al giorno più di quanto io guadagni al mese e che hai un gran gusto… magari continuerò a chiedermi se condivido l’investimento ma sicuramente avrai fatto colpo, dunque potendo…
  • La sporty, esiste come la quinta Spice Girl, non sai cosa fa ma si agita un casino. Di solito indossa zainetti più o meno tecnici. Sono le scelte date più che altro dal pragmatismo, e personalmente mi piacciono solo se corrispondono davvero ad una persona ipersuperdinamica a manetta… per tutto il resto tendono ad intristirmi un pochino.

E tu che borsa usi? E cosa ci metti dentro?

Perché non sembra, ma il contenuto è fondamentale per decidere che tipo di borsa scegliere. Vorrei proprio vedermi con la mia “pochette non pochette” a portare faldoni! E visto che la base della moda è che deve risolvere BENE un problema pratico, allora scegliere una borsa di dimensioni giuste è fondamentale.

Ecco le linee guida:

  1. poter contenere tutto quello che serve (fai una lista),
  2. senza avere troppo spazio extra per il “tanto lo metto in borsa”, cose inutili che poi pesano sui tacchi e sulla figura.

E a proposito di tacchi, un consiglio per le cene di lavoro quando la borsa da lavoro non è presentabile. D’ordinanza serve una borsa nera, elegante e grande il giusto per contenere il tablet e un quaderno.

Borsa Freitag

Bene, ora ti lascio pensare al tuo regalo di Natale con il link di Polyvore per farti un’idea generale e chiudo a bomba sulle Freitag. Sarà perché sono nate proprio a Zurigo: sta di fatto che le svizzere le trattano come un oggetto irrinunciabile dalla ragazzina alla vecchietta. Io penso che sia una soluzione furba, trasversale e super variabile, adatta a qualunque lavoro ma soprattutto indistruttibile (io ne ho una da 5 anni e insiste nel non volersi rovinare… acc!).

Serena Poletto Ghella

Sono una stilista, mi sono occupata per molti anni di comunicazione e anche oggi aiuto la gente a comunicare attraverso il modo di vestirsi. Nata in Canada nel 1976 ma troppo italiana per vivere lontana dallo Stivale, disegno a Torino il marchio di abbigliamento femminile che porta il mio nome. Non mi limito a concepire prodotti di moda: mi occupa di ricerca tendenze, offro consulenze d'immagine e insegno a riconoscere l'influenza della moda nella vita di tutti i giorni. Nel timore di avere troppo tempo libero mi interessa di semiotica e sociologia della moda.

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2 commenti su “Anatomia di una borsa da lavoro”

  1. Io nella borsa ho moltissime cose da mamma/tata e mi son presa la tracolla ikea (http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/00250616/) davanti ci ho fatto ricamare in stampatello maiuscolo il mio logo in FUXIA e devo ammettere che “da giorno” è perfetta. Ai lati esterni metto 1 bottiglietta d’acqua o il biberon, mentre dentro ha due tasche grandi e due più piccole che contengono: auricolare per il telefono, salviettne usa e getta, cannuccia di scorta, scotch, metro, stuzzicadenti, mini matite colorate con mini blocknotes, e biglietti da visita. Nella parte più grande in messo metto la felpa, il portafoglio, le chiavi e a volte persino dei giochi.
    Esisterà la versione elegante? 😉
    Ho visto delle cartellette molto fashion ma credo che:
    1- non ci starebbe tutto quanto
    2- potrebbero sformarsi se non addirittura sfondarsi.
    Voi che borse mi consigliereste?
    Grazieeeee

  2. Una borsa da lavoro, ecco cos’è quel “non so che” che mi mancava ieri me mentre ero in mezzo alle scartoffie 😉
    Grazie per il post molto utile, vado a sbirciarmi tutti i link.
    Daniela

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