Quando il confronto con le altre fa male

È un po’ che questa mail mi gira nella mente e non riesco a darle voce: forse perché mi sento un po’ stupida e un po’ imbarazzata a scrivere quello che davvero ho in testa.

Sono ormai al mio secondo anno da freelance, un percorso bellissimo/faticosissimo per tutti i motivi che sappiamo. In questi due anni sento di aver imparato tante cose, mi vedo cresciuta, migliorata, insomma a guardarmi con obiettività niente da eccepire. Finora non sono mancati i riscontri positivi, anche se è davvero tutto in salita.

Abito in una piccola cittadina, e, tra le mie conoscenze più “quotidiane”, sono la sola ad aver intrapreso questa carriera: le amiche di sempre lavorano – o lavoricchiano – tutte da dipendenti, in famiglia discendo da una lunga tradizione di impiegati, statali e non, e insomma, diciamo che le mie “colleghe” sono quasi tutte persone incontrate in rete. E sono tutte persone meravigliose, come testimonia anche il parterre di lettrici di C+B, una più brava dell’altra.

E forse è proprio questo il problema.

Sono tutte talmente brave, professionali e creative e, che alla fine, paragonata a loro, io mi sento una sfigata. Una che sta nel suo e fa quello che sa fare benino, da sei e mezzo massimo. Svolgo i miei compiti, abbastanza bene, ma senza quell’ingrediente segreto che mi sembra invece abbiano tutte le altre intorno a me. Penso ad un prodotto, e dopo un po’ scopro che qualcuna ne ha già fatto una versione rivista e corretta e – ovviamente – migliore della mia. Scrivo un post, poi vado a leggere quello di un’altra, e subito mi sembra più incisivo, più efficace.  O forse è solo che non mi vedo così carina, così spigliata, così giovane  – l’età, poi, è una di quelle cose che richiederebbero una lettera a parte ma per stavolta te la risparmio.

Mi sembra che tutte siano mamme più presenti, compagne migliori, professioniste più spigliate, e io invece arranco sempre un po’ con la pinza nei capelli e un succo di frutta mezzo aperto che mi si è rovesciato in borsa (true story).

Non so neanche se questa lettera è a tema con la posta dei lettori, ma sento di avere urgente bisogno di un po’ di conforto. O forse di sentirmi dire, una volta per tutte, che sono proprio cretina!

Grazie per il tempo e l’attenzione che mi hai dedicato, anche solo leggendo questo papiro.

 

Cara lettrice, ma mi verrebbe da dire amica, perché da come parli puoi essere davvero una di loro,

innanzitutto un abbraccio! E sì, sei perfettamente in tema: anche se ultimamente le lettere che ci sono arrivate sono state un po’ più tecniche, la ragione numero uno per cui è nato questo spazio è proprio per il pat-pat sulle vostre testoline.

Sei stata molto coraggiosa a dare voce a quella che è un’insicurezza profonda, molto comune a tutte noi, ma di cui spesso non parliamo per paura di sentirci, proprio come dici tu, ancora più stupide.

Sono sicura che un sacco di cpiubers leggendo la tua mail hanno pensato “ma questa sono io!”. Perché, te lo dico per esperienza, grattando appena appena la superficie delle persone, timori e insicurezze sono all’ordine del giorno – e non succede solo alle fanciulle…

Come sai se è un po’ che ci leggi, noi promuoviamo tanto la rete, la forza della collaborazione: quando però il confronto con le altre persone inizia a diventare più un peso che ti tira giù che non una mano tesa per superare uno scalino, forse è il caso di ripensarti un attimo.

Come prima cosa, razionalizza! Non è tutto oro quello che vedi sui social. Prima di finire su Instagram, le scrivanie vengono riordinate, i ciuffi piastrati, i prodotti rifiniti – dietro ad ogni foto ci sono tentativi, studi di luci, prove e aggiustamenti.  Stessa cosa vale per i blog: dietro agli 800 caratteri di un post possono esserci ore di riscrittura, ricerca, consulenze. È chiaro che a te arriva solo il messaggio finale: probabilmente le persone che segui fanno bene il loro lavoro, ma non vuol dire che sia un processo immediato e naturale. A questo proposito, ti consiglio questo articolo uscito sul blog di Gala Darling un po’ di tempo fa: lei fa riferimento all’essere impeccabili esteticamente, ma contiene spunti validi anche per gli altri ambiti.

In secondo luogo, magari stai paragonando quello che è ancora l’inizio del tuo percorso ai risultati di persone che ci lavorano sopra da più tempo: per esempio, cinque anni di attività in proprio ti danno una preparazione, una dimestichezza con le cose da fare che prima non hai. Quando avevo appena aperto la libreria, ormai secoli fa, mi sentivo molto in imbarazzo a non sapere certe cose, tanto che a volte facevo anche un po’ finta di saperle, soprattutto con gli altri librai, che mi sembravano scafatissimi. Il problema era che poi quelle minuzie del mestiere continuavo a non conoscerle: le ho imparate solo nel momento in cui ho trovato il coraggio di ammettere la mia ignoranza e chiederle. E ho incontrato persone generose che non hanno esitato a darmi consigli preziosi.

Ultima cosa: anche ammettendo che tu sia un po’ più pasticciona e meno perfetta delle altre, perché non provi a guardare a queste tue caratteristiche come ad un valore aggiunto, e non come ad un handicap? Forse le tue potenziali clienti e collaboratrici apprezzano l’idea di avere davanti una di loro, più che una Wonder Woman senza macchia né paura. In fondo, che cosa sarebbe Bridget Jones senza il famoso volo dal palo dei pompieri?

Ti suggerisco quindi non non evitare il Confronto costruttivo, ma fallo con un po’ più di Benevolenza nei tuoi confronti: te la meriti tutta!

Baci, abbracci e stelle filanti.

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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16 commenti su “Quando il confronto con le altre fa male”

  1. Mi permetto di rispondere anche io alla ragazza della lettera.
    Vai tranquilla non sei sola…anche io mi sento come te, credo che sia abbastanza normale…o almeno spero, altrimenti siamo solo noi due. Dietro ai negozi che visito su Etsy, per confrontarmi e vedere un pò cosa c’è in giro, me li immagino tutti con alle spalle persone che sanno esattamente quello che fanno, super organizzate, con tutto sotto controllo. Poi mi metto sulla porta del mio studio e mi dico “ma dove voglio andare!” Però poi arriva quell’ordine e fai il pieno di speranza, pur avendo sempre la paura di sbagliare.

  2. Pasticciona a rapporto! 🙂 Anche io spesso mi sento una sfigata, in confronto a ciò che vedo intorno a me. Ma penso spesso che: 1. dipenda dal fatto che io sono agli inizi e devo ancora imparare quasi tutto; 2. che io mi vedo da dentro e da vicino, mentre degli altri vedo solo quello che vogliono farmi vedere; 3. tutte le volte che ho mostrato la mia vulnerabilità, terrorizzata dalla paura, sono piaciuta di più di quando cercavo di nasconderla; 4. nessuno nasce imparato! Con il tempo, l’impegno e la formazione, miglioreremo… poi, se non saremo di quelle impeccabili e ogni tanto ci scapperà una macchia sul vestito… pazienza! Basta rivolgersi a chi ama le imperfezioni 🙂

  3. Mi unisco? Sì, mi unisco.
    E quasi, quasi questa lettera così “umana” finisce accanto ai post it della mia bacheca delle ispirazioni.
    É importante condividere, fate davvero un lavoro che serve. Grazie!

  4. Stai tranquilla, chi più chi meno abbiamo tutte di queste paure, secondo me. Momenti in cui ci sentiamo piccole, magari alternati a momenti in cui ci sembra di poter cambiare il mondo. Una delle cose più sorprendenti che mi sono successe da quando ho iniziato a fare seriamente rete è stato accorgermi che proprio quelle persone a cui io guardavo con ammirazione e malcelato senso di inferiorità provavano lo stesso nei miei confronti. Un vero e proprio balsamo, credimi. Solo parlando e creando contatti veri si può però scoprire quanta insicurezza e quante difficoltà ci siano dietro alle storie e alle persone di successo. Sul web sembriamo tutti un po’ più fighi e sicuri di noi, è la prerogativa dell’immagine pubblica, ma il vissuto delle persone, i loro sforzi e i loro drammi sono un’altra cosa. Forse qualcuno guarda te e ti ammira, ti invidia, si ispira al tuo lavoro e si dice “ah, come mai a lei riesce tutto? come fa ad essere così brava senza sforzo?”. Ci avevi mai pensato? Prova, vedrai la differenza 🙂
    Un abbraccio

  5. “ma questa sono io!” lo dico anche io, perché come molte spesso mi sento come te nella lettera, ma per fortuna riesco a alternare a questo momenti in cui mi sento sulla strada giusta, in cui mi do’ una pacca sulla spalla e penso che ce la posso fare, momenti in cui i riscontri positivi ci sono e mi fanno sentire meno sfogata. Io vado a umore (sai…ogni tot al mese, le famose “cose” delle donne…quelle mi mandano in paranoia, mamma mia!). Ma cerchiamo di guardare alle altre come stimolo, cercando poi in noi la parte in più che altre non hanno, perché grazie al cielo non siamo uguali 🙂

  6. Questa lettera avrei potuto scriverla io cosi come tante altre di noi, ma probabilmente anche quelle che noi seguiamo e ci sembrano perfette hanno le loro insicurezze

  7. Insicurezza fatta persona…ci sono!
    ‘Ragazza della lettera’ o meglio socia di pensieri, sensazioni…sono con te e sono come te!

    Da un paio di anni mi ci sono buttata anche io con tutta la mia timidezza, le paure, i momenti di silenzio e di testate contro i muri…poi però sono arrivata a raggiungere i miei piccoli traguardi, i complimenti dei miei clienti e tutto questo turbinio di emozioni che tutti i giorni variano ma che mi piacciono un sacco!
    Ho i miei momenti di panico dove penso che non ce la farò mai e quelli che invece mi fanno risollevare il morale….Uso i blog, i profili social delle mie colleghe (e di molte delle ragazze collegate a C+B) per ispirarmi e a volte con loro, e grazie a loro, riesco a risolvere anche miei piccoli problemi. 🙂

    E poi si…..dietro una scatto fenomenale e un progetto interessantissimo si nascondo davvero ore e ore di lavoro, pose e situazioni improbabili…insomma..non mollare!

    Un bacio!

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