Quando andare d’accordo con le colleghe è difficile

Una lettrice di C+B fa fatica ad andare d’accordo con le sue colleghe ed è alla ricerca di una soluzione possibile.

Non vorrei che fosse un controsenso portare questo argomento proprio in una community tutta al femminile, ma: che cosa mi dite delle donne che odiano le donne? Non so, forse sono io che sono incapace di trovare una quadra, ma faccio davvero fatica ad andare d’accordo con le mie colleghe.

Premetto che fra noi non c’è nessuna differenza gerarchica significativa, siamo tutte allo stesso livello, e verrebbe spontaneo pensare che questo renda le cose più semplici, ma non è così, anzi: ogni occasione è buona per dispetti di media importanza e ripicche di vario genere. In tutto questo ovviamente chi ci rimette siamo noi stesse e la qualità del nostro lavoro, mentre i colleghi – maschi -, pur discutendo spesso anche con toni accesi, alla fine sembrano sempre riuscire a risolverla  a tarallucci e vino, senza strascichi particolari.

Insomma, care ragazze di C+B, come posso fare per andare più d’accordo con le colleghe, per sopravvivere a quelle 8 ore in maniera decorosa, anche se di sicuro non diventeremo mai migliori amiche?

Ci tengo a sottolineare come quella d’ufficio sia solo una parte della mia vita lavorativa: c’è poi tutta una parte più creativa, che purtroppo per ora non è ancora quella che mi garantisce le entrate principali (ma ci sto lavorando!), nella quale ho incontrato un sacco di persone fantastiche e in cui questi problemi,  forse perché  dall’ambiente “ufficiale”, non esistono: ed è proprio questo riscontro positivo che mi fa pensare che forse non sono solo io quella sbagliata e che non sa creare e gestire i rapporti umani!

Grazie per l’ascolto e per fornire sempre spunti utili con i vostri articoli!

 

Cara cpiubier in disaccordo con le colleghe,

questo argomento mi sta particolarmente a cuore perché è secondo me la causa numero uno della mancata dominazione femminile dell’universo!

Ebbene sì: il giorno in cui le donne – tutte! – impareranno a fare squadra e a supportarsi a vicenda in maniera incondizionata, le quote rosa e i meccanismi affini smetteranno di avere una ragione d’essere.

Partiamo dal presupposto che, come giustamente hai sottolineato nella tua lettera, non è obbligatorio essere migliori amiche per andare d’accordo in ambito lavorativo, anzi, a volte addirittura potrebbe essere una complicazione. Quello che serve per fare squadra è di solito un obiettivo comune: voi ce l’avete? Se sì, ritieni che ne siate tutte consapevoli? Se invece manca, è ora di trovarlo, perché senza, temo, sarà molto difficile dare l’avvio ad una collaborazione proficua come quella che riscontri nella tua vita lavorativa “altra”.

Molto spesso prende il sopravvento, soprattutto in momenti in cui il mondo del lavoro è più in crisi, l’idea di doversi fare strada a tutti i costi e a discapito di chiunque: ma non sempre è necessario, soprattutto, da come mi scrivi tu, nel contesto in cui ti muovi. Provare a cercare tu per prima la complicità delle altre in un progetto, chiedendo consigli, confrontandoti, provando a trasmettere l’idea che, se il risultato sarà un successo, sarà merito di tutte in misura uguale e avrete tutte la soddisfazione di aver fatto bene il vostro lavoro.

È probabile che dietro agli atteggiamenti aggressivi e super-competitivi ci sia un’insicurezza di fondo. Chi cerca di denigrare gli altri lo fa perché, in maniera più o meno consapevole, si sente inferiore alla persona di cui parla male, o magari ne invidia le capacità e i successi. Credo che la gentilezza – sempre, in tutti gli ambiti! – sia l’arma migliore e più produttiva che tu possa usare. Lodare in maniera spontanea un traguardo della tua collega scardina l’invidia e crea un precedente positivo: attenta, solo, a non cadere nella trappola dell’adulazione, che è veramente un sotterfugio di bassa lega per accaparrarsi la benevolenza altrui, ed è sempre a rischio smascheramento quando si ha davanti una persona intelligente (cosa che ti auguro!).

Anche riconoscere le qualità dell’altra persona in maniera onesta (prima di tutto con te stessa), ti aiuta a metterti in relazione con lei con presupposti più costruttivi: sì, è vero, magari è un po’ antipatica, però è una maga di excel. O parla benissimo l’inglese. Può darsi che queste sue caratteristiche possano aiutarti a lavorare meglio: perché perdere l’occasione di imparare qualcosa da chi lo sa fare molto bene?

Ascoltare è la condizione fondamentale e necessaria per essere ascoltata, e la stessa cosa vale per il rispetto: se ti rendi conto che, anche solo per reazione ad un ambiente poco amichevole, tu per prima hai mancato a queste condizioni, prova a fare un passo indietro con un po’ di autocritica, e poi metti in atto quelle buone pratiche che vorresti vedere intorno a te. C’è una frase bellissima – che non so chi abbia detto, ma che gira sui social da un po’ – che dice: il mondo non cambia con la tua opinione, ma con il tuo esempio. Ed essere tu per prima capace di Complicità e Buonumore è il superpotere migliore che hai già a disposizione per contribuire ad un clima lavorativo più disteso e produttivo.

Un abbraccio grande e in bocca al lupo (che non era poi così cattivo come dicono le favole!).

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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2 commenti su “Quando andare d’accordo con le colleghe è difficile”

  1. Leggo sempre i tuoi interventi con interesse, questo mi è piaciuto molto e credo che l’ultimo paragrafo possa essere applicato a tutti i rapporti con gli altri in generale, grazie per averci ricordato che qualche volta deporre le armi, é l’arma migliore 😉

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