Blog: dati, contenuti e sentimenti

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La scorsa settimana Bea ha risposto alla nostra lettrice che è un po’ demoralizzata perché le sembra di parlare a se stessa tramite il proprio blog: insomma, si sente nella classica situazione “me la canto e me la suono”. Bea le ha dato dei consigli molto utili (grazie bionda!) che secondo me valgono universalmente per tutti i blog, perché c’è sempre modo di migliorarsi.

Ecco cosa aggiungo io:

  1. Mission

    Di nuovo chiediti perché scrivi, chieditelo spesso e sii molto onesta con te stessa: tu dici “il mio obiettivo è solo quello di trovare qualcuno che apprezzi quello che scrivo, mica altro”. Io te lo dico, cara esistenzialista, questo modello non può andare avanti. Se scrivi solo per te stessa meglio una moleskin, se scrivi per gli altri allora il contenuto deve essere utile e non autoreferenziale. Il tema che tratti è oscuro, certo, ma anche quello di altre centinaia di blog. La differenza sta nella grande verità dei marketer americani: il punto di vista dei lettori dei blog è “What’s in it for me?” cioè, cosa porta a casa, praticamente ed emotivamente, un lettore del tuo blog? Un conto è far vedere una foto di un trucco in un film, un conto è aggiungere delle informazioni (ad esempio la mitica Lisa Eldridge ha recentemente iniziato una nuova rubrica “Makeup Moments” in cui analizza i trucchi di film famosi). A che pro aggiungi informazioni? Per vendere? Per diventare famosa? Per farti mandare i campioncini? Per farti assoldare come blogger per riviste femminili o magazine aziendali? Per ritrovarti una volta l’anno con le altre 5, 10, 1000 patite come te del tema? Va bene tutto, ma deve essere chiaro a te stessa per non scorarti. E di solito quando la mission è chiara, anche per un blog è più facile trovare i lettori giusti.

  2. Target

    Per chi scrivi? Posto che tu scriva anche solo per qualcuno che apprezzi, chi è questo qualcuno? Ci dici che ti sei imbarcata in “un’avventura tra film, serie tv, make-up e profumi”: urka, quanta roba! Se mi interesso di film e/o telefilm trovo recensioni? Se mi interesso di makeup trovo consigli su come stendere il blush come ho visto in Marie Antoniette? Se mi interesso di profumi mi informi sulle ultime tendenze? Puoi anche pensare di trattarle tutte e in questo modo restringere moltissimo la possibile audience, ma a questo punto devi accettare che i numeri sia piccoli. Io ad esempio sono nel tuo potenziale target, adoro i telefilm e il trucco, eppure sul tuo blog non ci vado spesso (scusami darling, sai che adoro tutto quello che fai, ma qui no, non ci vado tanto…). Perché? In parte perché non capisco “what’s in it for me” se non il godimento estetico, che non sempre mi basta: voglio sapere i fatti tuoi e il tuo punto di vista. E questo ci porta dritte al punto seguente.

  3. Condivisione e coinvolgimento

    Non sono solo io a volermi fare i fatti delle blogger che leggo, sono sicura che la maggior parte delle persone che legge i blog vuole “conoscere” chi sta leggendo. Vuoi la prova? Vai a vedere in quali post ci sono commenti: io ho spulciato e ho visto che quando aggiungi qualcosa di più della “fredda” didascalia arrivano i commenti, mi sbaglio? Anzi, faccio proprio outing: ho smesso di leggere Danielle LaPorte perché mi ero rotta di sentir parlare di suo figlio, leggere di lui sui suoi libri, vedere addirittura una board a lui dedicata su Pinterest senza sapere come si chiama e senza averlo mai visto in faccia. Come faccio ad affezionarmi???
    Se nei tuoi post ci sono solo immagini e didascalia pensi che il potenziale lettore si senta coinvolto? Se non è coinvolto perché mai dovrebbe impiegare 1 minuto del suo tempo a commentare? Quando parli di un profumo hai provato a dire cosa ne pensi tu e a chiedere cosa ne pensano i tuoi lettori?

  4. Statistiche

    Ti dicevo dei numeri: secondo me in un blog che non vende nulla (né prodotti, né servizi, né pubblicità) non sono un dato da prendere in considerazione.  Se hai 100 lettori o 10.000 cosa ti cambia? Certo l’autostima, ma “in pratica” cosa ti cambia? Se invece hai mire espansionistiche (e allora torna al punto 1 e a te stessa e a noi dillo! Mica ti devi vergognare di voler guadagnare dallo sbattimento che ti fai!) allora i numeri sono importanti e ancora più importante è tracciare il comportamento dei visitatori nel sito: da dove entrano, dove vanno, dove escono, su cosa cliccano, fanno quello che tu vuoi che facciano in una determinata pagina, ecc… Fino a che il tuo obiettivo è trovare qualcuno che ti apprezzi, beh, se anche trovi una sola persona, ecco che il qualcuno è trovato.

  5. Marketing

    Cosa stai facendo per promuovere attivamente il tuo blog? Magari twitti gli articoli in automatico quando escono, oppure li posti sulla pagina Facebook. E poi? Questo non vuole dire “attivamente”.
    Ahimé non basta dire “c’è questa cosa” bisogna (mi ripeto, lo so, ma è davvero così) coinvolgere, coinvolgere, coinvolgere.
    Quale livello di coinvolgimento aggiunge Facebook? Se trovo il tuo post lì che aspettativa crei per convincermi ad andare sul blog? E quando arrivo sul blog questa aspettativa viene premiata?

    Ti racconto i fatti miei perché posso divulgare dati senza chiedere il permesso a nessuno. Ad inizio 2014 il mio blog faceva circa 170 visitatori al mese e la mia pagina Facebook aveva più o meno 200 like: sul blog postavo una volta alla settimana, cose che mi veniva facile scrivere, molto tecniche, e sulla pagina FB a volte scrivevo 3 volte in un giorno, a volte 3 volte in un mese… Siccome per me il blog non è una passione ma uno strumento di marketing e comunque anche da quei numeri miseri avevo notato che il 70% del traffico arrivava da Facebook ho deciso di investire in una strategia marketing su questa piattaforma: ho assoldato Enrica, lei ha studiato tutti i dati per un periodo e mi ha mandato un documento sulle cose da fare sulla mia pagina FB per far arrivare lettori/potenziali clienti sul mio sito. Tra le cose da fare mi ha detto di chiedere ai miei lettori di cosa volessero leggere sul blog in modo da ottimizzare anche la scrittura dei post. Guarda cosa è successo da febbraio ad oggi…

    Blog Francesca Marano

    (Ps ora è in crollo totale perché non riesco a scriverci, ma mi riprendo, oh se mi riprendo).

    Ora guarda cosa è successo a C+B da quando siamo più attive su Twitter e Facebook: gli articoli li scriviamo sempre noi, escono sempre con la stessa frequenza, però abbiamo aumentato la promozione sui social:

    cpsep
    Non è davvero importante ai fini di questo articolo sapere se le visite sono centinaia o migliaia o milioni: quello che conta è capire che una promozione attiva, che coinvolge (niente, si torna sempre lì) porta i suoi frutti.

Insomma, la buona notizia è che si può migliorare, la cattiva è che per farlo ci si deve impegnare moltissimo, cambiare mentalità e considerare il Blog come una Canale importante e non solo un passatempo: cosa ne dici?

 

 

Francesca Marano

Sono la WordPress Community Manager di SiteGround. Faccio parte del team Community di WordPress e prendo parte a numerosi eventi WordPress in tutto il mondo. Sono una speaker entusiasta e appassionata e potete trovarmi in Italia o in giro per il mondo a parlare di WordPress, community, open source, donne e tecnologia, piccole imprese C+B è il mio "progetto di una vita", è nato per aiutare, divulgare e condividere, perché penso si debba essere generosi con le proprie competenze.

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8 commenti su “Blog: dati, contenuti e sentimenti”

  1. che spettacolo questo articolo! condivido in pieno Francesca! ma allora, se volessi mettermi a scrivere di gattini e cavoli miei e film che mi piacciono e montagne che vorrei scalare o ristoranti che ho provato, dovrei rassegnarmi all’anonimato e all’autoreferenzialità più totale? 🙂

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  2. Ciao Francesca,
    ricollegandomi ad una tua frase del post.. io credo che una delle maggiori difficoltà per noi profane sia l’interpretazione delle statistiche.
    Per i tuoi suggerimenti, da un pò di tempo sto tentando di incrementare l’effetto outing e coinvolgimento.. spero diano i suoi frutti.

    grazie x le dritte,
    Ciao

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