I dubbi – esistenziali – e non – di una lettrice blogger

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I dubbi di una lettrice-blogger, che ha la sensazione di non ottenere risultati proporzionati al suo impegno online.

I miei dubbi sono anche un po’ esistenziali e riguardano il mio nuovo blog. Sono contenta di averlo spostato da Tumblr a WordPress e mi sono ripromessa di comprargli uno spazio tutto suo appena possibile, cosa che non ho mai fatto per il suo “fratello maggiore” (il blog che ho avuto per molti anni).
Tutti ormai scrivono di moda in maniera più o meno pertinente, mentre nessuno si è mai imbarcato in un’avventura tra film, serie tv, make-up e profumi come la mia. Ecco perché ci tengo così tanto e perché vorrei farlo crescere. Il punto è che non so come. Mi rendo conto che si tratta di un argomento molto di nicchia, ma questo penso sia un punto di forza, anche se innegabilmente è anche una debolezza.
Ho sempre letto con attenzione gli articoli su C+B dedicati specificamente ai blog, ma trovo difficile applicare i molti consigli al mio progetto.
I dubbi  sono anche esistenziali. Sono una blogger dal 2003: in questi 11 anni ho visto Internet cambiare radicalmente ma per me sembra non cambi mai niente. Mi imbarco in progetti che interessano solo alla sottoscritta; mi ci dedico con energia e qualche sacrificio (in realtà sono una prof precaria alle superiori), ma alla fine i risultati non arrivano. Sia chiaro: il mio obiettivo è solo quello di trovare qualcuno che apprezzi quello che scrivo, mica altro. Ecco, mi piacerebbe togliermi di torno la sensazione di parlare sempre a me stessa su Internet. Alla lunga è logorante.

Scusa il papiro, ma so che capirai il mio stato d’animo e i miei dubbi.

Grazie per l’attenzione ♥

 

Amica lettrice del nostro cuor,

questa prima risposta punta a farti riflettere sui motivi che ti portano online: in seconda battuta, la nostra Digital Doula ti potrà dare consigli più pratici e tecnici.

Undici anni di blog implicano un’evoluzione, che, nel tuo caso, è rappresentata dall’abbandonare un blog per passare ad un’altra “creatura”. Perché non provi a mettere a confronto i due blog, con davanti carta e penna, pensando in che cosa sono diversi, ma, soprattutto, in che cosa sei diversa tu quando scrivi? A quale parte di te stai dando voce quando progetti un post, e quali sono state invece le necessità che ti hanno spinta a scrivere in passato?

Sapendo chi sei stata – come blogger, ma anche come persona – e chi sei ora, puoi andare alla radice di quel bisogno di comunicare che ti ha portata fin qua.

Una volta fatto chiaro chi sei e perché scrivi, c’è una seconda cosa da chiederti:  scrivere di qualcosa è comunicare, farlo in un contesto aperto come può essere la rete è parlare a qualcuno: non solo che cosa vuoi dire, ma a chi vuoi dirlo? È il famoso target di cui parliamo sempre (spero di non essere troppo noiosa), ma è un errore comune di tante imprenditrici rivolgersi a una cliente ideale rivolgendosi a se stesse. Se la tua lettrice ideale sei tu, forse sì, il rischio di essere autoreferenziale è reale. Magari certe cose tendi a darle per scontate, perché le sai – o ne hai già parlato in passato – mentre invece potrebbe essere interessante spiegarle o recuperarle per chi non ti segue dagli inizi ma è incuriosita da quello di cui parli e vuole capirne di più.

Terzo step: pensa a quanto di te vuoi mettere dentro al blog. Diventare una persona in carne ed ossa è un buon modo per stimolare la curiosità e, perché no?, l’affetto di chi ti legge. Dare informazioni, selezionate chiaramente secondo il tuo criterio personale, sui “dietro le quinte” ti permette di interagire ad un livello più profondo con le potenziali lettrici, che magari in questo modo si faranno avanti anche con curiosità e richieste che potrebbero diventare spunti per i nuovi post. La cosa bella è che scegli tu quanto e come salvaguardare la tua privacy; ci sono blogger che sbragano in dettagli intimi, e altre che invece centellinano le informazioni: di solito, le prime sono quelle che hanno più interlocutori. Perché la curiosità è un motore potentissimo! Potresti pensare ad un post ogni tanto in cui l’argomento sei tu.

Una cosa che può aiutarti è anche il confronto con i blog che ti piacciono. Che cosa cerchi quando leggi online? Che tipo di personalità ti attraggono? Potresti scoprire che i tuoi modelli di riferimento sono effettivamente blog molto di nicchia, in cui c’è un cenacolo aulico di lettrici che interagiscono poco, ed, in quel caso, il fatto che i risultati siano più contenuti è parte integrante del modo in cui tu concepisci il blog come mezzo di comunicazione.

Il successo non lo fanno il numero dei followers o la visibilità, a meno che quelle siano davvero le cose che ti interessano. Puoi provare a mettere giù quelle che sono, secondo te, le caratteristiche di un blog di successo, anche sulla base dell’osservazione degli altri: quelli saranno i canoni da tenere presenti nel valutare, alla fine, se davvero il tuo blog sta andando nella direzione giusta – e tu con lui, anche se conoscendolo mi piace più pensarlo come una lei 🙂 – o se c’è da aggiustare il tiro e ridefinire modalità e obiettivi.

Chi sei, e a chi parli quando scrivi il tuo Blog? Una volta risposto a questa domanda, con il tuo talento e la tua preparazione, sono sicura che i tuoi dubbi spariranno e ripartirai come un treno!

Abbracci, glitter, arcobaleni e unicorni!

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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2 commenti su “I dubbi – esistenziali – e non – di una lettrice blogger”

  1. Ecco adesso io sarei curiosa di leggerlo questo blog. Ma sono io più svampita del solito o non c’è il link? 🙂

    • Ciao Giulia, no non sei svampita! 🙂 Non mettiamo di proposito i link, per tutelare la privacy di chi ci scrive. Poi magari sarà la lettrice stessa scegliere di “svelarsi” qui nei commenti!

I commenti sono chiusi.