Trasformare l’invidia per lavorare meglio

L’invidia verso chi ha il lavoro o la vita dei tuoi sogni può essere un blocco energetico ed emotivo che nuoce soprattutto a te stessa.

Siamo donne, non siamo sante. A tutte noi è capitato di sentire anche solo una puntina di invidia per quella persona che sembra essere arrivata prima di noi proprio lì dove eravamo dirette.
Il lavoro dei nostri sogni, il progetto su cui stavamo fantasticando o il premio che pensavamo di avere già in tasca sono diventati ora la realtà di qualcun altro.

La prima cosa da fare, se non vuoi avere un eccesso di bile stile Nanni Moretti, è ammettere con te stessa quello che provi senza nasconderti dietro falsi sorrisi o indifferenza. Anche perché quello che cerchi di nascondere trova il modo per ritornare a galla, magari sotto forma di sogni o disturbi psicosomatici.

L’invidia poi è un macigno che ti appesantisce e ti rallenta, come è raccontato bene in questo altro articolo. Dal punto di vista energetico, è come se fossi impantanata in una melma di “avrei potuto” e “sarebbe dovuto”, amalgamata bene da un senso generale di rabbia e ingiustizia dovuto alle aspettative e alle pretese che avevi.
Hai veramente voglia di sprecare il tuo tempo e le tue energie in una palude del genere?

La verità è che sotto questo strato si nascondono almeno due tesori molto interessanti:

  • le cose che invidi sono fondamentalmente i tuoi desideri: magari guardarli meglio attraverso l’esperienza dell’altro può aiutarti a individuare quello di cui hai più bisogno ora (un po’ più di faccia tosta, maggiore pragmatismo, un pizzico di fortuna?)
  • le vicende altrui ti toccano perché colpiscono qualche tuo punto sensibile: prova a trovare le convinzioni limitanti alla base che sono state attivate (la sensazione di non potercela fare, l’abitudine a procrastinare, l’idea che il tuo successo dipenda principalmente dagli altri)

Hai individuato questi aspetti?
Allora sei a buon punto nella trasformazione della melma di prima in un ottimo trattamento fangoso, che potrà donarti nuove energie, entusiasmo e ispirazione!

Non farti trascinare dalla tua invidia, ma falla diventare un traino potente che ti aiuti ad arrivare alla tua meta.

Puoi utilizzare un rituale simbolico psicomagico per attivare questo cambiamento.

  • Procurati dei sassi con una superficie abbastanza piatta per poterci scrivere sopra e un incenso a bastoncino del tuo profumo preferito (prova il sandalo, se non lo conosci).
  • Su ogni sasso scrivi sinteticamente con un pennarello indelebile (va benissimo quello che usi per scrivere sui cd) una delle cose che desideri o di cui hai bisogno, che hai individuato nella tua analisi (secondo l’esempio di prima saranno “faccia tosta”, “pragmatismo” e “fortuna”). Posiziona tutti i tuoi sassolini in una ciotola o in un bel vaso e incastraci sopra il bastoncino di incenso.
  • Fermati qualche istante a focalizzare il significato di quello che stai facendo simbolicamente, accendi ora l’incenso e inizia a sciorinare quei punti sensibili di te che desideri modificare o lasciare andare (potrebbero essere “la paura di non farcela”, “il rimandare sempre le cose”, “la sensazione di essere in balia del mondo esterno”). Chiedi all’Universo di aiutarti ad attuare questa trasformazione e di portarti quello di cui hai bisogno per farlo.
  • Fai ora 4 respiri profondi, godendoti l’essenza che sta bruciando, e lascia poi che l’incenso finisca completamente. Conserva invece i sassi, che rappresentano le fondamenta che ti servono per realizzare i tuoi sogni.

Alla fine nel fango ci si può anche divertire.

Ilaria Ruggeri

Sono una personal Musa e mi occupo di crescita personale al femminile. Aiuto le donne a ritrovare la loro dimensione e a creare la vita che le ispira. Mi piace farlo seguendo l'intuito, mischiando i colori, dando spazio al corpo, coltivando la spiritualità.

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2 commenti su “Trasformare l’invidia per lavorare meglio”

  1. Mi piace molto questo articolo, perché vi ritrovo ciò che è successo a me, ormai qualche anno fa, quando ho dovuto dolorosamente ammettere – con la mia analista, ma soprattutto con me stessa – d’essere invidiosa.
    Com’era possibile? Un sentimento così orrendo, meschino, che porta anche male… come potevo provarlo?
    Naturalmente, una volta ammesso, quel macigno che portavo dentro ha iniziato a sgretolarsi.

    Domandarsi di cosa esattamente fossi invidiosa e cosa potevo fare per prendere esempio dalla persona che invidiavo, è stato il passo successivo. Ancor più liberatorio, perché, al dunque, ho sentito di aver provato invidia per qualcosa che non avrei saputo gestire e che quindi mi avrebbe creato più problemi che altro. 😀
    Adesso l’invidia mi spaventa di meno: è un sentimento negativo ma umano, e l’importante è capire cosa mi sta dicendo.

    Grazie, Ilaria!

  2. Interessantissimo e utilissimo questo post. L’invidia è un sentimento “brutto” e per questo viene spesso negata, ma sono convinta che – se la si sa ammettere e “lavorare” – possa diventare un motore potentissimo. Ne ho fatto esperienza di persona: elaborare l’invidia è stato un percorso non facile, che però mi ha portata dove sono, a fare quello che volevo fare. L’ho raccontato qui http://bit.ly/1pieeFw. Mi chiedo spesso se ho fatto bene a raccontarlo online 😀 ma alla fine penso di sì: magari la mia esperienza può essere utile ad altre.

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