Sito professionale o fai-da-te?

La scorsa settimana Bea ha risposto ad una lettrice che ci chiedeva che cosa ne pensassimo dei siti fatti da sé: come sempre la nostra adorata Beatrina ha scritto cose giuste, ponderate, piene di buoni consigli e incoraggiamento e che io condivido. Però ora ci aggiungo un po’ di tough love, perché mi piace ricordare che questa è la casa+bottega delle imprenditrici, non delle hobbyste.

Se sei una professionista devi avere un sito professionale

A meno che la tua professione, come la mia, non sia la web-designer, difficilmente il tuo sito lo sarà se scegli il fai da te.

Intendiamoci, praticamente tutte in Italia sono partite con il do it yourself e bene che sia così, meglio essere pronte e sicure prima di fare investimenti, ma tu direi che ora lo sei, vuoi far crescere la tua attività anche online.

Perché un sito

Prima ancora del come e quanto, chiediamoci ancora una volta perché avere un sito. Ci sono migliaia di attività che vanno avanti da anni senza sito e continueranno così.

Avere un sito non è obbligatorio: cosa fai tu amica lettrice nella vita? Se hai un servizio fortemente locale, con una capacità di produzione bassa e magari lavori già a capacità, sei sicura di voler pubblicizzare i tuoi servizi oltre al bacino di utenza che puoi servire?

Qualche tempo fa sono andata a trovare una potenziale cliente che realizza creazioni per bambini a mano, cucendo e facendo a maglia. Una fetta importante del suo business è ricamare i nomi dei bimbi sui kit dell’asilo dei bimbi del quartiere. Non volendo lei passare la produzione ad una sartoria industriale, quale beneficio trarrebbe dal pubblicizzare oltre il proprio lavoro? Nessuno. Quindi ciao ciao potenziale cliente, stai pure offline che vai bene così.

Quale sito professionale

Lo dico subito, sono di parte, sono una telebana di WordPress.org – la versione di WordPress da installare in uno spazio hosting. Attenzione che non è la stessa cosa di WordPress.com – quindi anche aprire un blog lì, pur con il proprio dominio, non vale.

Senza addentrarmi nelle specifiche tecniche, voglio ragionare su un tema che dovrebbe essere quello più importante per chi decide di usare internet per promuovere la propria attività: la proprietà dei contenuti.

Aprendo un sito su una piattaforma commerciale come Blogger, si è soggetti ad una serie di restrizioni e attribuzioni del copyright che sono di chi la piattaforma te la presta. Anche su WordPress.org ci sono dei termini di servizio, ma i contenuti sono tutti tuoi, solo tuoi. Te lo ricordi Splinder? Ecco, quando ha chiuso un sacco di gente ci ha rimesso anni di post: chi mi garantisce che Blogger non sparisca? In fondo Google ha mandato in pensione non pochi prodotti in questi anni. WordPress.org è un progetto collettivo quindi fino a che ci sarà uno sviluppatore interessato a portarlo avanti ESSO VIVRÀ. E poi, se ti fregano l’account di Google, ahimè successo in un anno a 3 miei conoscenti, perdi anche il blog, non sarebbe un peccato?

Su Blogger e WordPress.com peraltro ci sono parecchi paletti sulla vendita, quindi se il tuo obiettivo è vendere non fanno per te comunque.

Non è però una piattaforma semplice da usare, all’inizio. Se fai da te devi capire dove comprare l’hosting, come installarci WordPress e quale tema scegliere: purtroppo, e parlo con l’esperienza di una che ha già testato decine di temi, spendendoci una fortuna, in giro ci sono tante cose bellissime ma con codice scritto da cani e non supportate dopo la vendita.

Intervento della professionista

Una professionista può fare tante cose per te, in base alle tue esigenze, e non è detto che debba costare un occhio della testa.

  1. Intervento base: la tua nuova alleata potrebbe installare WordPress, aiutarti a scegliere l’hosting e il tema giusto per le tue esigenze, installarlo, configurarlo, aiutarti ad importare i contenuti da Blogger. Il suo intervento sulla grafica in questo caso è pressoché inesistente, ma si può ricorrere a Etsy o Creative Market per acquistare loghi pre-made e coordinare poi l’immagine con lei. Livello di investimento basso, risultato comunque non ottimo, ma sempre meglio di un template standard di Blogger con l’header fatto con Word (non ridere, sapessi quanti ce ne sono ancora in giro!)
  2. Intervento medio: hai già un logo, anche comprato pre-made, e la tua web-designer aggiusterà un tema premium, personalizzandolo per te. Troverà i plugin giusti per aumentare le funzionalità del sito professionale e piegarlo alle tue volontà. Qui entra in gioco anche la sua creatività quindi il costo è più alto ma anche il risultato inizia ad essere più che dignitoso e soprattutto rappresenta te e la tua attività.
  3. Intervento alto: la  web-designer, da sola o con l’aiuto di una sviluppatrice, codifica un tema appositamente per te. Raccoglie tutte le informazioni necessarie sulla tua attività, ti fa un sacco di domande per capire il tuo stile, le tue esigenze, poi mette giù una bozza e inizia una danza di proposte/accettazioni che porta finalmente ad un sito unico, il tuo.

Costi/Benefici

Ora chiediti:

  • quante ore ci hai messo per imparare l’ABC a forza di intuito, testardaggine e tutorial?
  • Quanto è il tuo costo orario?
  • Quanti dei tuoi prodotti o servizi avresti potuto realizzare in quelle ore?
  • Quanti soldi in meno hai guadagnato per fare un lavoro che non ti porta fatturato e che avresti potuto delegare?

Quindi la risposta è davvero dipende, come dice Bea: vuoi essere una Cazzuta donna in proprio che fa le cose per Bene? Secondo me sì, quindi inizia un fondo pro-sito, datti un budget e dei tempi, cerca la professionista giusta per te e quando lanci il sito vieni a dircelo, che noi, come sempre, facciamo il tifo per te!

Francesca Marano

Sono la WordPress Community Manager di SiteGround. Faccio parte del team Community di WordPress e prendo parte a numerosi eventi WordPress in tutto il mondo. Sono una speaker entusiasta e appassionata e potete trovarmi in Italia o in giro per il mondo a parlare di WordPress, community, open source, donne e tecnologia, piccole imprese C+B è il mio "progetto di una vita", è nato per aiutare, divulgare e condividere, perché penso si debba essere generosi con le proprie competenze.

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