Quando ha senso vendere prodotti e servizi diversi

Macchina da scrivere
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Due settimane fa ti mettevo in guardia dalla Sindrome da Accumulo Compulsivo di Offerte (per gli amici: SACO), e ribadisco il concetto: nel 90% dei casi, raggruppare pere e matite non è una buona idea, perché rende la tua credibilità un tantino fragile. E anche il tuo brand è difficile da mettere a fuoco: Cosa fa questa? Perché? Quindi nel dubbio ricorda sempre: Less is more, come il tubino nero. Ma so che tu non ti arrendi e prima di depennare 5 delle tue 7 offerte vuoi essere sicura che non ci sia possibilità di recupero. Te ne do 3, ma devi essere molto sincera nel capire se è il tuo caso, o no:

  1. I tuoi prodotti/servizi sono contigui tra loro. Esempio: se insegni danza del ventre, e mi vendi anche un olio di argan per rendere la pelle più morbida e flessuosa, ci siamo. E’ come se anticipassi i miei bisogni di cliente. Per capire se e come puoi inserirti in questa nicchia, chiediti: di cosa ha bisogno, la mia cliente, subito prima di quello che le offro io? E subito dopo? Se individi questi due step, precedente e successivo, puoi davvero pensare a un’offerta allargata. Ma se i passaggi sono più di uno (danza del ventre->profumacassetti alla lavanda) non ci siamo. Troppo random.
  2. I tuoi prodotti/servizi seguono la tua naturale evoluzione e le richieste delle tue clienti più fedeli. Esempio: quando hai cominciato il tuo business, facevi gioielli. Poi per puro piacere hai provato a fare una borsa. Ti è venuta bene ma l’hai tenuta per te sola. Alla quinta cliente che ti chiedeva se era in vendita, hai capito che dovevi darle una chance.
  3. La gente non compra prodotti/servizi, da te: compra il tuo lifestyle. Questa terza opzione funziona solo se hai un seguito di fedelissime che comprerebbero da te la qualsiasi, solo perché è tua. Alcune blogger e influencer hanno sviluppato al massimo questa tecnica, ma di brave ce ne sono secondo me 4-5 in Italia. Una è Zelda, che ti può vendere: un ebook, quaderni fatti a mano da lei, shooting fotografici, ma alla fine ti sta vendendo sempre la stessa cosa: un piccolo tassello della Zelda-filosofia. Se sei in questa categoria, non puoi sbagliare: il tuo brand è come un paio di lenti che personalizza tutto ciò su cui si posa il tuo sguardo.

Ok, e adesso ancora un consiglio dato che ti ho letto nella mente: “Non appartengo a nessuna di queste categorie, quindi potrei… creare un secondo sito e vendere lì le altre cose”. Buona idea? Nope. Quanto ci mette una potenziale cliente a capire che dietro le collane con i segni zodiacali E i corsi di fotografia su Instagram c’è la stessa persona? Meno di quello che pensi. Senza contare l’enorme fatica di dover tenere in piedi due cose così diverse senza andare in confusione.
Ripeti con me:

“Il brand è coerenza. E la coerenza vende”.

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

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4 commenti su “Quando ha senso vendere prodotti e servizi diversi”

  1. Anche io sono una tuttologa da strapazzo… 🙂
    Spesso mi piacerebbe dare ai genitori miei clienti delle cose utili: bavaglino, t-shirt e porta tessere con il mio logo, ma non so mai come giustificare questi gadgets. Per ora li dò come omaggio al momento del contratto, ma serebbe bello creare una pagine di Lifestyle per renderci tutte supermamme.
    Tipo “in questa pagina ecco tutto ciò che ti serve per essere sempre pronta ad ogni occasione” e mettere tutti questi prodotti con il mio logo.
    Dite che potrei farlo o non c’entra nulla?

    • Sonda il terreno con le tue affezionate, Lela: anzi, ancora meglio, chiedi loro che cosa amerebbero trovare in vendita da te, che tipo di box o pacchetti amerebbero per risparmiare tempo e fatica. Se ti metti in ascolto, arriveranno info utili. Prova!

  2. Mi serve un gruppo di autoaiuto ….
    Sono partita con le idee chiare, cristalline! Io faccio sculture di terracotta o ceramica, niente piatti o altro …
    Finora ho venduto solo teiere, ciotole e tazze :-/
    Io NON faccio gioielli! Tutta questa mattina l’ho passata a infilare perle e ciondoli (bè, sempre in ceramica fatti da me) perchè su fb sono gli unici che prendono like e commenti positivi …
    NON faccio mercatini! e invece eccomi qui a passare ore a fare gufetti, campanelle, angioletti, oggetti carini a poco prezzo da mercatino …
    E le sculture? Appunto …
    AIUTATEMI

    • qui Elisa secondo me ti serve capire se il tuo modello business “duro e puro” funziona o no. Per scoprirlo devi guardare la concorrenza: esiste chi vendo solo sculture? A che prezzi? Se è davvero quello che desideri ed è fattibile, devi stare attenta a non annacquare il brand con cose più economiche e popolari (o se proprio devi farlo all’inizio, non pubblicizzare la cosa).

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