Anche non scegliere è una scelta

94H

Questo post è dedicato a te che vorresti fare tutto, hai mille doti, mille capacità, tanti interessi, e pensi: perché non creare un bel sito dove metto insieme i miei servizi, le mie idee, i miei prodotti e in questo magico bazaar li vendo? Così intercetto più clienti, se non vogliono una cosa magari vorranno l’altra, e alla fine io avrò portato a casa il risultato. Ottima idea? Sì, se sei l’IKEA o Etsy. No, se la tua attività è gestita da you, yourself & no one else, se insomma sei una “solopreneur” fiera, indipendente e dotata di due sole braccia, e un cervello.

Adesso ti spiego perché la diversificazione eccessiva non funziona. Spero di convincerti, oppure puoi convincermi tu mandandomi in privato il tuo fatturato degli ultimi 6 mesi.

  1. si crea l’effetto Salone del Mobile: troppa roba tutta insieme, e la cliente si confonde, non sa più che cosa vuole, non si ricorda nemmeno perché è entrata, e alla fine se ne va dopo aver fatto due selfie vicino alla poltrona di peluche retroilluminata
  2. se vengo sul tuo sito e vedo che mi offri corsi su come diventare più femminile, magliette con disegni di daini che saltano, consulenze di feng-shui per borsette non penso: “che anima creativa, neo-rinascimentale!”, penso: “questa sta grattando il fondo del barile“… e non compro, anche se le magliette con i daini sono carrriiiineee
  3. come dicevo sopra, tu hai un cervello solo, e due mani: come fai a mantenere una produzione curata e innovativa se devi tenere insieme 2 o 3 filoni del tutto diversi?
  4. idem per quanto riguarda la comunicazione: chi compra le magliette magari non è interessata al feng-shui, e così tu finisci per inseguire 2 o 3 tipi di target diversi su canali social diversi facendo una fatica spropositata…
  5. e poi non ti specializzi: se compro una maglietta da te, voglio essere sicura che la tua sia la maglietta con i daini più bella, originale e curata del mondo occidentale. Voglio pensare che prima di realizzarla hai studiato i daini nel loro habitat per 3 mesi, ricoperta da una rete di muschio per non spaventarli

Potrei continuare ma il succo è chiaro: non scegliere, ossia mettere nella tua attività TUTTO quello che sai fare, è una scelta, e in termini di personal branding non è una scelta azzeccata. Tutte noi che abbiamo una piccola attività on line sapremmo fare molte più cose di quelle che in effetti vendiamo, ma non lo facciamo. Perché non è utile, diluisce il brand, ci costringe a tenere troppe cose in piedi. Insomma, non è utile a te e non è utile alla tua cliente. Sfronda, seleziona, fatti coraggio e taglia, taglia, taglia, come Hemigway quando faceva editing.

Ma allora mettere insieme più servizi/prodotti non funziona MAI? Funziona solo ad alcune condizioni e in certi casi, e te li racconto nel prossimo post.

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

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9 commenti su “Anche non scegliere è una scelta”

  1. Sono d’accordo! E anche su Etsy comunque non va bene…
    Io ho un negozietto su Etsy dal 2009 e inizialmente provavo a vendere un po’ tutto quello che facevo: decoupage, feltro, fotografie, bijoux…
    A un certo punto ho capito che dovevo specializzarmi perché le vendite non arrivavano (o erano proprio rare!) e ho deciso di dedicarmi ad un solo genere: ora creo bijoux di legno e oggetti per la casa… ma entrambi nello stesso stile, in modo da rendere il negozio omogeneo.
    A quel punto le vendite hanno cominciato ad essere più frequenti 🙂

    • Ciao Bi! In realtà nel post intendevo che l’estrema diversificazione va bene solo se SEI Etsy, ossia il portale per intero. Se invece HAI un negozio su Etsy, valgono proprio queste stesse indicazioni: essere molto settoriali e specializzarsi, come hai fatto tu con successo. Brava!

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