Otto eroine di carta che hanno qualcosa da dire…

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Foto di Horia Varlan

Otto protagoniste di altrettanti romanzi e gli insegnamenti che possono dare attraverso le loro storie. In ordine rigorosamente alfabetico, per non fare torti.
1.Teresa Batista(Teresa Batista stanca di guerra, Jorge Amado). Bella e sfortunella, si destreggia tra prostituzione, vaiolo, omicidi e lutti . Grazie all’affetto del suo protettore, conosce la cultura, intuisce che un mondo diverso è possibile. Ed è per questo che, alla fine, guiderà la rivolta delle prostitute conto il governo di Bahia.

Cosa puoi imparare da Teresa? Che l’unione fa la forza, il valore della rete su cui tanto spesso insistiamo. Teresa si fa portavoce di alcune imprenditrici un po’ particolari, e, grazie alla sua determinazione e alla sua passione, insieme a loro vincerà la propria battaglia.

2. Lizzie Bennet (Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen).

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Ha 101 anni e non li dimostra . È ribelle quel tanto che basta a non farsi mettere i piedi in testa e da non sposare un uomo che non ama. L’ironia la aiuta a tenere i piedi per terra, ma riesce a non perdere la sua sensibilità e la sua lealtà nei confronti delle persone che ne ritiene degne. Fa fatica ad arrendersi ai suoi sentimenti, ma sa cambiare idea, quando le circostanze mutano.

Cosa puoi imparare da Lizzie? La duttilità. Cambiare idea non è un disonore, se fatto mantenendo inalterati i valori che ti guidano lungo il tuo percorso.

3. Circe (Odissea, Omero). Che gli uomini, sotto sotto, siano un po’ maiali, lei lo sapeva bene. S’era innamorata di Ulisse e voci di corridoio dicono che lui non disdegnasse, anche se era tutto un Itaca di qua e Penelope di là. Finché un bel giorno se ne va, carico delle sue promesse da marinaio. Lei accoglie la cosa con grazia. E ricomincia a fare la sua vita da regina, si dice addirittura con due figli dell’amore sul groppone.

Cosa puoi imparare da Circe? Non lasciare che i tuoi sconquassi sentimentali pregiudichino la tua missione. Se sei imprenditrice, hai un lavoro da fare che dipende da te. E il lavoro che si ama è anche un aiuto per superare i momenti difficili a livello personale.

4. Katniss Everdeen (The hunger games, Suzanne Collins). Neanche la protagonista di Hunger Games è nata sotto una buona stella, eppure, per tre lunghi libri, continua a trionfare, alla faccia dei cataclismi. È forte, allenata, combattiva, ma capace di amore e dolcezza. E ha un senso della giustizia molto radicato nei confronti della collettività a cui appartiene.

Cosa puoi imparare da Katniss? L’empatia. Non dimenticare mai che, qualunque sia il tuo ambito, lavori con delle persone, siano esse alleati o concorrenti. Tenere conto della loro umanità ti renderà più facile averci a che fare, superare il pregiudizio, ascoltare cosa hanno da dire: con tutto da guadagnare per la buona riuscita del tuo lavoro.

5. Jane Eyre (Jane Eyre, Charlotte Brontë). La sorte si accanisce contro la povera Jane. Orfanotrofio, amiche morte, il bello e tenebroso che si innamora di lei, ma, piccolo particolare che aveva casualmente omesso, era già sposato. Jane potrebbe lasciarsi andare sul ciglio di una strada e arrendersi, e invece no. Il suo spirito è indomito e, anche alla fine, rifiuta una situazione di comodo e segue il suo cuore.

Cosa puoi imparare da Jane? Mai smettere di studiare. Senza avere in mano una professionalità, Jane sarebbe finita davvero sotto il famoso ponte. Essere brava in quello che fai e continuare ad aggiornarti ti terrà a galla, soprattutto in un mondo in cui è molto facile improvvisarsi “esperti” sull’onda dell’entusiasmo.

6. Miss Marple (gialli di Agatha Christie). Giardinaggio, bird watching, tè con le amiche zitelle. Diciamo la verità, un po’ invidio la vita dell’investigatrice più famosa d’Inghilterra. Miss Marple fa quello che le piace fare, e, nel mentre, risolve quei due o tre omicidi di cui nessuno aveva capito niente. Curiosa, pacata, a tratti anche un po’ sarcastica: è la zia ideale di tutte noi.

Che cosa puoi imparare da Miss Marple? Guarda quello che succede intorno a te. Hai un progetto bellissimo, una mission impeccabile, un branding ineccepibile: non dimenticare il mondo in cui ti muovi. Osserva i clienti, i concorrenti, l’ambiente, le nuove tendenze. Evolvi insieme al tuo lavoro: la curiosità è il modo migliore per trovare nuovi stimoli e idee che funzionano.

7. Scarlett O’Hara (Via col vento, Margaret Mitchell). Il suo business primario sono i mariti, ma solo perché vive in un’epoca in cui le banche non fanno mutui alle signore. Rimette in piedi un’intera azienda agricola, mantiene un paio di famiglie, manda avanti una segheria, il tutto senza un capello fuori posto. Cresciuta come vera dama del sud, non si permette debolezze e non si tira indietro neanche quando c’è da sporcarsi le mani con i lavori peggiori. In tutto questo, mai uno che le dica “brava”, anzi.

Che cosa puoi imparare da Scarlett? Che, dopotutto, domani è un altro giorno. Riparti da te, da quello che hai costruito e per cui hai lottato. Puoi farcela. E, già che siamo nel 2014, non hai neanche bisogno di un marito facoltoso. Ti basta un buon consulente in banca.

8. Daenerys Targaryen (Saga de Il trono di spade, George R. R. Martin) . Scusate, ma la Madre dei Draghi per me è un modello assoluto. Da povera fanciulla sperduta, venduta in sposa a un buzzurro pieno di kajal, a regina potente e stimata, liberatrice di schiavi, minaccia per i potenti dei Sette Regni. Non si sa ancora come andrà a finire la saga, ma sappiate che io faccio il tifo per lei.

Che cosa puoi imparare da Daenerys? L’onestà. Se sei onesta, lavorerai meglio, avrai meno problemi, non dovrai ricorrere a scappatoie o giustificazioni nei confronti di clienti e colleghi. L’onestà è un valore assoluto, che diventa ancora più importante quando porti avanti un discorso di tipo commerciale. I patti chiari fanno le amicizie lunghe e i business fiorenti…

Buona festa, bellissime donne!

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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