Mollo tutto e faccio l’artista

Alzi la mano chi non ha mai pensato “mollo l’ufficio e seguo la passione, divento un’artista“?  Ok, abbassate le mani e preparatevi a leggere di una giovane donna che l’ha fatto: Mara Cozzolino.  Conosco Mara da alcuni anni e so quanta parte abbia nella sua vita la passione per l’illustrazione. Ci siamo viste un po’ di tempo fa e mi ha detto che non deve più coniugare il lavoro d’ufficio con quello al tavolo da disegno, si è licenziata. Se la chiamate artista arrossisce, perché gli artisti son quelli famosi.

Mara in 140 caratteri: illustratrice e printmaker, moglie, viaggiatrice compulsiva, ex-impiegata. Fra gatti e scalpelli la trovate in Giappone o ad Avigliana.

Raccontaci come è successo, ti sei licenziata e?

Eh eh non è stato un colpo di testa, vero è che ci pensavo da un po’, dopo tanti anni di lavoro il logoramento c’era. Per via della crisi l’azienda offriva una buonuscita sostanziosa, il mutuo era alla fine e la tentazione di salutare tutti e dedicarmi al mio sogno tanta. Ne ho parlato con mio marito e ho deciso, quello era il mio treno e sono salita! I primi mesi dopo l’addio all’ufficio li ho passati a capire che sì, lo avevo fatto veramente e adesso avevo tempo, tutto il tempo che volevo. Il sostegno della mia famiglia è stato fondamentale, forse ci hanno creduto prima loro di me.

Ma tu eri già un’illustratrice non partivi da zero, qual è stata la tua evoluzione?

Ho frequentato un paio di anni la facoltà di matematica, poi ho lasciato e mentre lavoravo alla scrivania sognavo il tavolo da disegno. L’illustrazione è sempre stata una passione, in estate partecipavo a corsi con illustratori stranieri, poi ho collaborato con editori d’arte. Quando ho deciso di licenziarmi, il destino mi ha fatto incontrare il Mokuhanga, antica tecnica xilografica giapponese, e sono rimasta folgorata. Ho fatto dei corsi all’estero per approfondire la tecnica, nessuno da queste parti conosceva materiali, tecniche, artisti, ma ho continuato a lavorare e nel frattempo ho aperto il blog, per condividere quello che stavo facendo; attraverso la rete, che ho scoperto essere un potentissimo vettore per farsi conoscere, sono arrivati i primi contatti con delle gallerie. Nell’autunno del 2012 ho partecipato ad un bando del governo giapponese che offriva un soggiorno studio spesato in Giappone per sostenere all’estero la diffusione del Mokuhanga, c’ho provato e ho inviato curriculum e portfolio. “Figurati se fra tanti candidati prendono me”, pensavo; beh mi hanno presa, unica italiana. Che soddisfazione e che meraviglia il soggiorno una full immersion fra artisti di tutto il mondo! Adesso sono anche un’insegnante di questa tecnica.

E come ti trovi nella gestione imprenditoriale dell’arte?

Auto-promuovermi mi sembrava un peccato di vanità, poi mi son fatta coraggio. Se le mie opere piacciono, le devo proporre e il mio lavoro va remunerato! Quando facevo l’impiegata e l’illustratrice, se i pagamenti erano a singhiozzo, sì mi scocciava, ma non era un gran problema; adesso quell’esperienza mi ha dato le basi per impostare i rapporti commerciali in modo chiaro fin dall’inizio. Poi magari non ottengo tempi e modalità che vorrei, ma ci provo. All’inizio vendevo giusto qualche pezzo e il lato amministrativo della faccenda si risolveva semplicemente, ma quando le vendite sono aumentate e ho iniziato a tenere corsi è arrivata la necessità di strutturarsi. E qui sono iniziate le difficoltà: far comprendere a un commercialista “classico” quale fosse il mio lavoro pensavo sarebbe stato facile e invece no. Non tutti son preparati e non tutti hanno voglia di informarsi per assistere magari un solo cliente artista. Adesso sto “testando” un secondo professionista, spero che la mia ricerca si sia conclusa e che sia quello buono. Trovare un’assistenza fiscale completa e su misura è un lavoro nel lavoro, ma è un tassello indispensabile; senza non si può fare, ma che fatica! Io sono la prova che tentare la carriera artistica si può, ma è impegnativo, richiede studio e attenzione anche per ciò che non è propriamente artistico. Solo gli artisti “arrivati” si possono permettere agenti che li sollevino da incombenze burocratiche e io ci devo lavorare ancora un po’ (ride).

Ora la domanda delle domande, cos’è per te C+B?

Sicuramente Casa e Bottega: il mio studio è a casa mia, almeno per adesso. Sogno un piccolo atelier e qualcosa si sta muovendo, non voglio dire di più, se va in porto siete tutte invitate !

 5000 le volte in cui Mara è arrossita pensando a se stessa come artista durante la nostra chiacchierata, se avete voglia di seguirla sui social la trovate su Facebook e Twitter, oppure sul suo blog.

Cristina Delbuono

Agronomo, progettista ambientale, neofita del knitting, appassionata di usi alternativi del verde e blogger – vivo in campagna conservando uno spirito spietatamente metropolitano.

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5 commenti su “Mollo tutto e faccio l’artista”

  1. Anche io ho mollato tutto per fare l’artista … e mi vergogno persino a scriverlo che sono “artista” …. è incoraggiante sapere che ci si può riuscire, grazie per l’articolo!

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