Ricerca e sviluppo – un budget creativo

Dopo tanto parlare di guadagni, oggi per una volta ti parlerò di quanto e come spendere. Questo lunedì parliamo infatti del budget di ricerca e sviluppo, il miglior investimento che farai nel tuo business. Se seguirai poche semplici regole, ovviamente.

Innanzi tutto, se te lo stai chiedendo, sì, anche un mestiere creativo ha una componente di ricerca e sviluppo, che è quella che ti permette di conoscere nuovi prodotti, processi e servizi, per poi selezionare quelli da sviluppare nel tuo business, per meglio soddisfare i bisogni dei tuoi clienti. Suona complicato? In realtà è abbastanza semplice. Se crei collane, la ricerca e sviluppo (R&D, da qui in avanti) ti potrebbe portare a imparare una nuova tecnica di misurazione del collo per offrire un servizio di personalizzazione dei tuoi gioielli. Se sei una freelancer invece potresti creare una versione basic dei tuoi servizi che garantisca buoni standard a prezzi più bassi.

r&d creativo cpiub

Come per un’azienda strutturata, anche per la tua attività l’area R&D è quella in cui si plasma il futuro.

Più ambizioso è il tuo business plan, più dovrai investire tempo e denaro in questo settore.

Su quanto tempo investire, il suggerimento migliore resta quello di Stella di giovedì scorso. Almeno una volta alla settimana, almeno per tre ore continuative. Ovviamente se sei agli inizi la quasi totalità del tuo tempo sarà dedicato all’R&D, ma non pensare di poter smettere del tutto quando sarai a pieno regime.

Allo stesso tempo, non pensare di risolvere le iniziative di ricerca e sviluppo con un investimento una tantum. È importante che tu dedichi una voce specifica del tuo budget annuale all’R&D, e che la vincoli al tuo incasso annuo secondo una percentuale di cui terrai conto quando creerai il tuo listino. Un esempio? Se decidi di dedicare il 5% del fatturato alla ricerca e il costo di produzione della tua collana è 10 euro, più un margine lordo del 35%, il prezzo a cui rivenderai la collana sarà 10×1,35×1,05, cioè, approssimando, 14,20 euro. In questo modo avrai la tranquillità che ogni spesa per la ricerca è coperta dalle tue vendite, e allo stesso tempo puoi avere una cifra di riferimento che ti difenderà da perdite economiche.

Un 5% ti sembra tanto? O troppo poco? In realtà la scelta della percentuale da applicare dovrebbe essere determinata da alcuni fattori:

  • quanto velocemente si evolve il tuo settore? Se il settore in cui lavori si rinnova rapidamente, dovrai per forza farlo anche tu e probabilmente ti serviranno più soldi. Un 15% del fatturato?
  • in che fase di sviluppo è la tua impresa? Nei momenti di avvio di un’attività è necessario investire una fetta consistente del fatturato per garantire processi efficienti e prodotti validi. Persino il 30%!
  • quali sono i tuoi obiettivi strategici? Se nel 2014 vuoi semplicemente analizzare le tue vendite e le abitudini dei tuoi clienti, potrebbe bastarti un 3/5%.

Diciamo che ragionevolmente fissiamo la quota del tuo budget R&D per il 2014 in una percentuale tra il 5 e il 10%.

Ora viene il difficile: rispetta il budget. Prima di fare qualsiasi investimento in R&D, analizza con cura i tuoi obiettivi e gli strumenti con cui a raggiungerli:

  1. di tutte le idee e i prodotti che potresti sviluppare, quali servono di più al tuo target e sono meno diffusi sul mercato? Punta su quelli.
  2. hai scoperto un nuovo corso di marketing che promette vendite record? Prima di tutto, se non hai un problema di vendite questo tipo di corso non è prioritario. Se invece hai un problema di vendite, ma hai seguito un altro corso sulla stessa materia due mesi fa e ancora non hai avuto modo di metterlo in pratica, forse vale la pena aspettare, prima di spendere in ulteriore formazione.
  3. è uscito il nuovo libro della tua guru del settore, in cui spiega un nuovissima tecnica di laser cutting per la quale sono necessari materiali costosi? Valuta se la lettura del libro è davvero necessaria (magari a farti scoprire che non ti interessa la tecnica) o se viceversa si porterà dietro costi aggiuntivi di R&D per poterla mettere a frutto.

In ogni caso, al raggiungimento del budget dell’anno esercita una sana auto-disciplina e interrompi ogni investimento in denaro in R&D, limitandoti a continuare il lavoro che richiede ‘solo’ il tuo tempo, perché qualsiasi ulteriore spesa non è coperta dal tuo fatturato ma intaccherebbe le tue riserve.

So che sarà difficile rinunciare alla nuova entusiasmante offerta che scoprirai al Black Friday, ma, se può aiutarti, sappi che nessuno degli investimenti in R&D ha di per sé risultati certi, quindi vale la pena limitarli allo stretto indispensabile e controllabile. Il punto è che, conoscendoli meglio e testandoli, potresti scoprire che i prodotti, i servizi e i processi potenziali che hai analizzato non sono adatti ad essere realizzati. Magari scopri che al tuo cliente tipo non interessa una collana personalizzata. Oppure semplicemente nel corso di un anno cambi idea e decidi che il tuo catalogo sia sufficientemente variegato e non abbia bisogno di ampliamenti. Devi considerare i soldi spesi in R&D sprecati? No, ti hanno permesso di analizzare appieno queste potenzialità senza subire perdite economiche (ricordi? L’R&D è già pagato dal prezzo che applichi).

Detto questo, a fine anno vale la pena dedicarti a ciò che distingue un’attività imprenditoriale da un’Armata Brancalone: il controllo dei risultati. Traccia il percorso che hai seguito, dalla motivazione fino al punto in cui sei arrivata a dicembre, e confronta i risultati con l’investimento. Potresti scoprire un cammino ancora incompleto che ha solo bisogno di più tempo, o identificare un’innovazione per te inutile. Con questi dati in mano potrai tracciare il piano per l’anno successivo, aggiustando la percentuale di fatturato da dedicare all’R&D e affinando i tuoi obiettivi.

Che ne dici? Ci proviamo insieme?

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