Cinque errori da evitare quando vuoi aprire un negozio

(Non preoccupatevi, io li ho fatti – quasi – tutti!)

1. Dare per scontato che il tuo articolo piacerà a tutti solo perché piace a te.

Attenzione, non sto dicendo che non sia importante vendere un articolo che si ama: anzi! È uno dei punti fondamentali. Quello che però bisogna evitare è dare per scontato che il tuo amore sia universalmente condiviso. Ti conviene valutare quanti negozi ci sono già che lo vendono: se non ce n’è nessuno, potrebbe essere perchè hai avuto l’idea del secolo, ma forse, ahimè, più probabilmente, perché non c’è abbastanza mercato. Ricordati che con il tuo articolo dovrai pagare non solo la merce, ma l’affitto del locale, le utenze, le tasse, l’INPS, eventuali mutui e, naturalmente, viverci. Quanto ne devi vendere per farci stare tutto? Se ami moltissimo le piante grasse, per esempio, e credi che sarebbe fantastico avere un negozio solo di cactus, fai bene i tuoi conti: è probabile che tu debba pensare di aggiungere qualche begonia e un po’ di girasoli…

2. Non dimenticare il valore dei soldi.

Se, come è capitato a me, ti approccerai al mondo del commercio con occhi nuovi, è probabile che tu ti trovi a parlare di cifre di denaro che prima non avresti mai pensato di maneggiare. Trattare di finanziamenti e fatture ti fa entrare in un’ottica aliena, in cui si discute di migliaia di euro come se fossero entità astratte: purtroppo per noi, quando poi li devi tirare fuori o restituirli, non lo sono. Tienti bassa, impara a ragionare anche su base annua: i 50 euro mensili che ti sembra non facciano una grande differenza su una rata del finanziamento o su un affitto, a fine anno sono 600. Visti tutti insieme fanno più effetto, vero?

3. Fidati del parere degli esperti che hai scelto.

Il tuo commercialista è dalla tua parte: segui i suoi consigli. Se ti sembra che non ti consigli al meglio, forse è ora di informarsi per cambiarlo: la fiducia è fondamentale. Se ti dice che un investimento è troppo alto, o una proposta commerciale troppo cara, probabilmente ha ragione: non importa quanto sia forte il tuo desiderio di fare quel passo, se non sei sicura al 100% che andrà tutto bene (ma a volte anche se lo sei), è meglio ascoltare la voce dell’esperienza e fare un passo indietro. Non dimenticare mai che lui ha gli strumenti migliori per sapere che cosa puoi permetterti.

4. Scegli bene la posizione del tuo negozio.

La location può fare la differenza fra la vita e la morte di un’attività commerciale. Non avere fretta: purtroppo o per fortuna, in questo momento è pieno di negozi sfitti. Studia bene la zona; se già la conosci, prova a frequentarla in orari diversi dal solito, con occhio critico, magari prendendo appunti: quanta gente c’è nelle diverse ore della giornata, quanta delle gente che vedi attorno a te potrebbe essere il tuo target, quali negozi ci sono nei paraggi, e quanta gente c’è che compra da loro. Valuta se è zona pedonale, se è ZTL, se è zona blu, se ci sono uffici, se c’è parcheggio: sono tutte variabili che influenzeranno l’andamento della tua attività. Ci sono zone bellissime che funzionano solo la sera e nel weekend, quindi, a meno che tu non voglia aprire un locale notturno, è inutile che tu scelga un negozio proprio lì. Valuta la concorrenza: anche se nessuna legge lo vieta, aprire due attività identiche nel raggio di pochi metri non vuol dire essere furbi e fregare l’altro, ma più probabilmente lavorare male in due.

5.  Gli amici e i parenti non valgono come clienti.

Non tarare il potenziale successo della tua pasticceria su quanti cupcake compreranno le tue amiche: loro sono solo un di più. Non condannarle a obesità e carie per spirito di solidarietà! Gli amici e la famiglia possono darti una mano con il passaparola e il supporto nei primi tempi, ma non considerarli come un reale bacino di utenza: non fa bene al rapporto che hai con loro, ma soprattutto non hai bisogno di mettere in piedi un negozio per vendere i pasticcini a tua sorella. È giusto trattarli da clienti quando si presentano in quella veste, ma, quando fai i conti per aprire un’attività, non calcolarli già come clienti esistenti: la clientela devi ancora costruirtela, e, soprattutto, conquistarla con la tua professionalità e i tuoi meriti lavorativi, e non in nome della vacanza a Mykonos l’anno della maturità.

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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3 commenti su “Cinque errori da evitare quando vuoi aprire un negozio”

  1. Spunti molto utili!! Perdona la domanda: esistono figure professionali in grado di indirizzarti? Ad esempio sulla ricerca di mercato, appetibilità del prodotto ecc.?

    • Ciao Annalucia!
      Sì, ci sono delle aziende che si occupano di ricerche di mercato e marketing anche per piccole realtà: anche solo tramite Google (con i termini “ricerche di mercato”, per esempio) credo tu possa trovarne già parecchie nella tua zona; in alternativa, ti consiglio di andare alla Camera di Commercio della tua città, allo sportello dedicato a chi vuole aprire un’impresa e dove sicuramente sapranno fornirti indirizzi utili di consulenti di mercato, magari anche convenzionati con alcune associazioni di categoria (e quindi un po’ meno costosi).

  2. Sono di Lampedusa, vorrei tanto aprire un attività ma sembra che ci sia quasi tutto.
    Cosa posso studiare sul territorio per capire cosa vorrebbe la gente? Potreste darmi un consiglio?

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