Cronaca di un rebranding: come iniziare

Da questo post, e con cadenza circa mensile, ti racconto nei dettagli come si fa un rebranding (ma puoi usare le stesse indicazioni anche se devi partire con il tuo primo branding), nello specifico il mio. Perché penso che un esempio vale più di mille parole, e che se ti faccio vedere come si fa, poi puoi farlo anche tu, volendo.

Perché fare un rebranding

Fondamentalmente il motivo per fare un re-branding è che è cambiata la tua Mission, ossia il tuo contributo a rendere il mondo un posto migliore. La causa per cui ti spendi, quello che vuoi fare per gli altri, il motivo per cui fai quello che fai. Io per esempio sono passata da una mission divertente ma un po’ troppo aperta (“ti aiuto a scoprire le tue priorità e ti fornisco una mappa personalizzata che ti porti proprio dove vuoi andare, più in fretta e con maggiore serenità”) a questa: “Non mi fermerò fino a quando ogni donna con un’idea creativa non avrà trovato il coraggio per lanciarsi e il suo target di riferimento. E di conseguenza il successo”. Nel passaggio ho eliminato alcuni miei ruoli (astrocoach, dreamcoach ecc), ne ho aggiunti di nuovi (career coach) e sto modificando progressivamente le mie offerte. Progressivamente perché ho già una presenza on line, persone che mi seguono, e se cambio qualcosa di così radicale come la mia Mission lo devo spiegare bene, e senza fretta.

Sito Gioia

La mia homepage. La mission deve essere chiaramente espressa qui.
Clicca sull’immagine per andare al mio sito.

Il primo passo

Chiarisciti bene sulla tua Mission. Se non sai qual è attenzione: vuol dire che non lo sanno nemmeno gli altri, che non “arrivi”. In soldoni la mission è il problema che risolvi. Tu quale problema risolvi? Perché proprio quello? Qual è il tuo motivo personale per questa scelta? Perché proprio tu? E per chi? Queste sono le domande che devi farti. Continua a scavare finché non te ne vieni fuori con risposte che non solo ti convincono, ma che ti esaltano anche. Se non ti fa venire voglia di gridarla da un tetto, che mission è?

Rebranding, non ritocchino!

Su questo punto non insisterò mai abbastanza: rebranding non vuol dire rifare il sito, o il logo, o le tue foto. Sì, poi si arriva anche a questo, ma alla fine. E’ il punto finale ed esteriore di un processo che è iniziato dentro di te, di una scintilla che ti si è accesa, di un nuovo panorama su cui ti affacci, di un talento che hai messo in luce.

Hai anche tu un’esperienza di rebranding da raccontare? Vuoi che venga a vedere la tua homepage e ti dia qualche consiglio per rendere più efficace il tuo brand? Scrivimi a gioia.gottini@cpiub.com

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

Sito | Facebook | Twitter | Instagram

6 commenti su “Cronaca di un rebranding: come iniziare”

  1. Grazie Gioia. Il tuo post arriva a puntino per me visto che stavo cercando proprio in questi giorni degli spunti su come procedere con i mie rebranding (ho due lavori molto diversi tra loro), dopo aver finalmente individuato le mie mission (e la luce fu!). Per ora sto dando forma ai “nuovi” servizi che intendo offrire e soprattutto pubblicizzare (la parte più difficile per me).
    Grazie per questo bellissimo blog che ho già iniziato a seguire con molto interesse.
    Un caro saluto
    Laurence

    • ciao Laurence, sono felice che questo post ti sia stati utile. E come dici tu si tratta proprio di “vedere la luce”. Quando si accende quella chiarezza tutto il resto (compreso pubblicizzarsi e fare marketing) diventa più naturale e scorrevole. Aggiornami sul tuo percorso, spero che cpiub ti faccia compagnia lungo la strada verso il successo!

I commenti sono chiusi.