Punto. E a capo.

La posta dei lettoriCara Beatrice, Bea, Myself & I…

ho 33 anni e qualcosa e sono senza lavoro. Ebbene sì: è successo. Lo spauracchio che aleggia sulle nostre teste in tempo di crisi è diventato realtà: sono un numero di quelle statistiche agghiaccianti da telegiornale nazionale. Fino ad un mese fa, avevo un motivo più che valido per alzarmi al mattino e iniziare a trottare, e adesso?

La tua vecchia conoscenza,

Beatrina Incorporella.

Cara Faccia Nello Specchio,

la parole d’ordine è: non abbattersi.

Innanzitutto, vietato abbrutirsi col tutone sul divano davanti alle repliche di Sex And The City: primo, perchè già le sai a memoria; secondo, perchè confrontarsi con quattro figonzole in tacchi alti a New York è una minaccia armata per l’autostima già normalmente, figuriamoci adesso.

Alzati al mattino ad un orario decente: per esempio allo stesso orario del tuo fidanzato, che si sveglia alle 8 per andare a lavorare. Colazione,  lavaggio tazze, trucco e parrucco e piano per la giornata.

Da fonti attendibili so che hai ancora delle faccende da sbrigare per la chiusura della tua attività: non procrastinare nemmeno i compiti più rognosi, cosa che invece, quando lavoravi, era all’ordine del giorno: in fondo, c’era sempre qualcos’altro di più urgente o comunque meno tignoso da fare. Adesso, invece, non hai scuse.

Fai coming out: non ti devi vergognare di non aver più un lavoro. Confrontati con chi ha già fatto questo percorso, impara dall’esperienza degli altri. E poi, chissà, magari qualcuno ha un lavoretto da offrirti, anche per poco tempo, anche saltuariamente: tutto va bene, per pagarsi le bollette.

Vietato attingere al frigo nei momenti di sconforto,  piangersi addosso, farti sopraffare dall’ansia: non ti porterà da nessuna parte, e te lo dice una campionessa mondiale di lamentazioni e poverinismi. Recriminazioni e rimorsi ti fanno solo male, lasciali pure fuori dalla porta, sono ospiti indesiderati. Non puoi cambiare ciò che è successo, ma puoi scegliere come affrontarlo: getta le basi per qualcosa di nuovo, che ti rappresenti, che ti assomigli.

Un pezzo per volta, giorno dopo giorno, a testa alta e con più sorrisi possibile!

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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7 commenti su “Punto. E a capo.”

  1. grazie Bea!
    penso che siano regole d’oro per tutti! sei grande!
    un abbraccio

    Suleima

  2. Grazie per questo post che riesce a trasformare una cosa difficile da affrontare in un’occasione per ripartire… e poi scrivi benissimo! Magari puoi usare questo talento, nel futuro. Un grande in bocca al lupo!

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