Figli a carico: cosa cambia con l’Assegno Unico Universale

Sorprese in vista per chi ha figli a carico, per la prima volta non solo per i dipendenti, ma anche per professionist3 e imprenditor3.
Sarà l’effetto dell’entrata in vigore dell’Assegno Unico Universale per i figli che debutta a marzo 2022, cambiando destinatari e importi delle agevolazioni previste per i figli, ora sostituite e riunite in un’unica misura di sostegno.

Per i dipendenti, la busta paga sarà sensibilmente più bassa; il datore di lavoro non inserirà più nella busta paga la detrazione fiscale per i figli e l’attuale assegno familiare, ma un nuovo importo sarà versato dall’Inps direttamente sul conto corrente (come accadrà anche per le Partita Iva).

Perché Unico e Universale

Unico, perché con la sua introduzione andrà a sostituire gli assegni familiari, le detrazioni Irpef per i figli a carico, i bonus Bebè e Mamma.

L’assegno sarà Universale perché destinato a tutte le famiglie con figli a carico, anche per quelle che supereranno la soglia Isee (15 mila euro), perché composta da una quota fissa, per tutti, ed una variabile, erogata in base al valore dell’Isee. 

Chi usufruirà dell’Assegno?

Potranno beneficiare dell’Assegno Unico:

  • Lavoratori dipendenti;
  • Lavoratori autonomi;
  • Liberi professionisti;
  • Incapienti / disoccupati.

Spetta per:

  1. figli a carico minorenni facenti parte del nucleo familiare ai fini ISEE; 
  2. figli maggiorenni fino a 21 anni, purché in una delle seguenti condizioni
    • frequentante un corso di formazione scolastica o professionale o corso di laurea;
    • svolga un tirocinio o lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui;
    • sia disoccupato iscritto al Centro per l’impiego;
    • svolga il servizio civile universale;
  3. figli disabili senza limiti di età.

Quali importi

Per ciascun figlio da 0 a 21 anni sono previsti importi differenziati:

  • da un minimo di 50 euro mensili per le famiglie con ISEE sopra i 40mila euro;
  • a un importo massimo che arriva a 175 euro mensili per le famiglie sotto i 15mila euro di ISEE.

Il contributo è esente IRPEF ed è soggetto a maggiorazioni particolari per:

  • disabilità;
  • età della madre minore di 21 anni;
  • famiglie numerose (più di  due figli);
  • entrambi i genitori lavoratori.

L’Assegno Unico e Universale si può richiedere anche senza ISEE, avendo comunque diritto così di ottenere l’importo minimo previsto, ovvero 50 euro al mese. 

L’introduzione a marzo 2022 comporta la cosiddetta ‘clausola di invarianza’, che garantisce al lavoratore di non perder soldi rispetto a prima, ma che è prevista solo per i nuclei con Isee fino a 25mila euro e solo per il primo anno, cioè fino a marzo 2023. 

Da marzo 2025, al termine dei tre anni di transizione, il nuovo welfare sarà a regime.

L’Assegno Unico può essere cumulato con il Reddito di cittadinanza (da cui viene però sottratta la quota per i figli) e con i sussidi di Regioni/Province/Comuni.

Quale dei due genitori ha accesso all’Assegno?

Spetta al genitore con i seguenti requisiti:

  • cittadino italiano o dell’Unione europea e familiare o cittadino extracomunitario titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo  o per motivi di ricerca;
  • soggetto a imposizione fiscale in Italia;
  • residente in Italia da almeno due anni anche non continuativi o titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato per almeno 6 mesi.

Per i genitori coniugati è indifferente chi dei due presenta la domanda: l’importo spettante rimane invariato sia che a presentarla sia quello con il reddito più alto che quello con il reddito più basso, perché comunque l’Isee è riferito al nucleo familiare di entrambi i coniugi.

Discorso diverso, invece, per i genitori divorziati o separati o nel caso di genitori non conviventi e non sposati: in questo caso, infatti, i genitori non rientrano nello stesso ISEE Ordinario dell’altro e si potrebbe quindi decidere di farlo percepire a quello con ISEE più basso.

Come presentare la domanda per l’Assegno Unico Universale

Le domande dell’assegno universale andranno presentate già da gennaio direttamente sul sito dell’INPS o attraverso un intermediario (Patronato o Consulente del Lavoro) e per le domande inoltrate entro giugno 2022, si avrà diritto anche alle mensilità arretrate dal mese di marzo. 

Nei primi due mesi dell’anno, comunque, le famiglie continueranno a percepire l’assegno temporaneo per i figli fino a 18 anni, le detrazioni per i figli a carico e gli assegni familiari.

Tutti dovranno effettuare la richiesta del bonus ad eccezione dei percettori del reddito di cittadinanza, per i quali l’assegno viene corrisposto in automatico.
Una volta inoltrata l’istanza, se riconosciuta, si avrà diritto all’assegno unico da marzo 2022 a febbraio 2023 (mentre per gli assegni familiari era da luglio a giugno).

Analisi: vantaggi e criticità dell’Assegno Unico Universale

Premettendo che il vecchio Assegno per il Nucleo Familiare spettava solo ai lavoratori dipendenti, vediamo a chi conviene il passaggio all’Assegno Unico:

  • ai lavoratori autonomi e ai disoccupati, che prima percepivano solo le detrazioni per i figli;
  • agli incapienti (chi ha un reddito inferiore agli 8 mila euro e quindi non paga Irpef) che prima non percepivano nemmeno le detrazioni per i figli.

L’assegno unico è teoricamente più generoso delle attuali misure, perché l’importo non si azzera oltre una certa soglia (come accadeva con gli Assegni al Nucleo Familiare); il guadagno è più limitato per i figli maggiorenni, mentre è particolarmente rilevante per i figli minorenni con disabilità.

Solo chi ha un Isee fino a 25mila euro, non si accorgerà della differenza, se non per il fatto di ricevere la stessa somma, ma da due soggetti diversi (azienda e Inps).
Il problema si pone per chi è oltre quel limite.

Le criticità sorgono con la comparsa dell’Isee nel conteggio, perché tiene conto di tutto il nucleo familiare e ne somma i redditi, oltre quello di lavoro (come invece era con gli assegni familiari).
Per le famiglie che possiedono altri immobili oltre alla prima casa e risparmi elevati in banca o assicurazioni, il cambiamento potrebbe essere peggiorativo. 
Difficoltà anche per le coppie di fatto che oggi per il calcolo degli assegni familiari possono computare il solo reddito del richiedente mentre passando all’Isee dovrebbero considerare i redditi di entrambi i genitori.

Consigli pratici

Se avete figli e avete i requisiti richiesti, il modello Isee diventerà un’abitudine di ogni inizio anno.
Come già avevamo illustrato in un precedente articolo qui, si tratta di raccogliere i saldi relativi a due anni precedenti a quello di richiesta; nel 2022, quindi, si farà riferimento al 31.12.2020.

Per arrivare preparate, vi consiglio di raccogliere in una busta o cartellina tutti i documenti che vi serviranno.
Alcuni, come saldi e giacenze medie di conti correnti o carte prepagate, li potete già trovare nell’home banking; stessa cosa per assicurazioni ed estratto titoli.
Anche presentandovi personalmente, molti istituti hanno già predisposti riepiloghi con i dati necessari.
Dovrete conservare anche una copia della dichiarazione dei redditi (che sarà quindi quella presentata quest’anno sui redditi 2020) o, se non presentata, delle Certificazioni Uniche ricevute.

Se dopo tutte queste informazioni, volete togliervi il dubbio e scoprire l’importo, l’Inps già mette a disposizione una simulazione dell’importo del vostro futuro Assegno Unico.

Chiara Montesi

Ragioniera con il pallino dell'informatica, mi occupo di burocrazia e fisco, collaborando con liberi professionisti e imprese, con la speranza di far percepire lo Stato come un alleato e non come un nemico. Mi occupo anche di consulenza e formazione ai privati, verso l'obiettivo di un "contribuente consapevole". Innamorata del cinema americano del secolo scorso, ho istruito Alexa per accogliermi con Frank Sinatra quando varco la soglia di casa.

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