Farsi conoscere con un video: video CV e video presentazione

Le persone ricordano il 10% di ciò che sentono, il 20% di ciò che leggono e l’80% di ciò che vedono; le immagini vengono elaborate circa 60mila volte più velocemente del testo.

Quando dobbiamo presentarci a un potenziale datore di lavoro o cliente non possiamo più prescindere da questi dati, soprattutto, perché oggi realizzare video di qualità è davvero alla portata di chiunque.

Un video per raccontarci

Che si tratti di CV, portfolio o presentazione, non dobbiamo farci tentare dall’idea di sostituire la versione video a quella cartacea.

Il video infatti affianca il documento tradizionale e ci dà un’opportunità in più di avvalorarlo, ma in nessun modo lo può sostituire (o almeno non ancora).

In pratica quello che abbiamo l’opportunità di realizzare è uno spot di noi stesse (del nostro business, della nostra proposta, …) che ci permetterà di evidenziare tutte quelle qualità che su carta non trovano spazio: dalla creatività alle soft skills, passando per la capacità di eloquio e il carisma. Si tratta di una sorta di anteprima o anello di congiunzione tra la lettura della versione cartacea e il colloquio in presenza.

Se consideriamo poi che, almeno in Italia, ci sono ancora pochissimi esempi di questo tipo e considerando quelli ben fatti il numero si riduce ulteriormente.

Dal 2009 Meet the Real Me aiuta chi cerca lavoro a creare e condividere CV video: negli ultimi due anni gli accessi sono aumentati esponenzialmente e secondo il proprietario, Marc Fels, questo dipende dalla rinnovata disponibilità di attrezzature per la registrazione (webcam, smartphone, ecc…).

Video Recruit raccoglie profili di reclutamento, con o senza video ed è stato lanciato nel 2012. I dati dicono che chi ha un CV video viene cliccato 7,6 volte in più rispetto a chi non ce l’ha. Simon Thompson, chief executive, ha notato che le persone sono più incuriosite dai video: più nuovi, più comunicativi, ma anche più liberi di osare tra diversi formati e stili diversamente dalle versioni cartacee, incasellate da tempo in regole molto rigide.

Il video, quindi, diventa una sorta di grande finestra pop-up che si apre inaspettatamente e cattura l’attenzione di chi sta valutando la nostra proposta. 

Ricordiamo, ora, che totale attenzione significa che vedranno tutto quello che faremo nei minimi dettagli, strafalcioni ed errori compresi; ecco perché non è più solamente importante, ma diventa fondamentale fare le cose per bene.

Apparire

Non tutte le presentazioni e i video CV prevedono una stand up performance, ma se scegliamo di presentarci di persona attraverso un video, sottoponiamo la nostra immagine a giudizio, prima delle nostre competenze e delle nostra capacità. Il genere in cui ci riconosciamo, la classe sociale, l’etnia, il peso, l’età, possono essere evidenti già nei primi secondi di video e potrebbero contribuire a creare un pregiudizio in chi guarda. Ma i pregiudizi non ci fermeranno. Ricordate l’elefante vero?

Questo però non significa che possiamo prendere alla leggera il nostro look. Non c’è bisogno di strafare o snaturare noi stesse; limitiamoci a vestirci (ed eventualmente truccarci) come se dovessimo fare un colloquio dal vivo. La cosa più importante rimarrà comunque il nostro atteggiamento. E qui potete cercare qualunque cosa abbia scritto Tatiana Cazzaro, io vi agevolo un articolo di qualche anno fa, che però è una vera bibbia.

A questo punto siamo perfette. Tutto a posto, vero? 

NO!

Adesso è arrivato il momento di ripassare tutte le lezioni di videotelling: dalle regole base (posizione della camera, luci, microfono) alle inquadrature, ricordando quali sono gli errori da evitare e cercando di capire se abbiamo tutto quello che ci serve.

Ora sì che siamo pronte. Approntiamo il set, senza lasciare niente al caso: sistemiamo le luci, attacchiamo il microfono (sì, è INDISPENSABILE!), mettiamo il nostro strumento (smartphone, webcam, videocamera, fotocamera) su un supporto fermo, predisponiamo l’inquadratura e cominciamo a registrare.

No, non ancora. O meglio, sì, ma dopo. 

Prima dobbiamo avere un piano.

Costruire

Prima di metterci di fronte alla telecamera, infatti, dobbiamo sapere che cosa vogliamo farci, davanti a quella telecamera e, come sempre, è molto meglio se abbiamo pianificato tutto nei minimi dettagli, a partire dalla scelta dello stile della nostra presentazione video che, ad esempio, potrebbe non prevedere affatto che ci mettiamo di fronte ad una telecamera.

Stile

Vogliamo un video standard o innovativo? Che ambientazione scegliamo? Ci buttiamo sull’animazione o sulla stop motion? Ci servono delle grafiche? 

La prima risposta, in realtà, è un’altra domanda: che cosa siamo in grado di fare dignitosamente? Perché è assolutamente inutile che ci buttiamo a fare una cosa strafiga se non la sappiamo fare.

Pubblico

A chi è rivolta la nostra presentazione? Come per gli analoghi cartacei, la massima efficienza si raggiunge elevando il grado di personalizzazione: per ogni destinatario un prodotto ad hoc. Ma questo non è sempre possibile, soprattutto, se dietro c’è un lavoro ben più gravoso dello scrivere un documento digitale di due pagine, un portfolio, un preventivo o una mail.

Ci sono sicuramente situazioni in cui ne vale la pena e in questo caso possiamo giocarci il tutto per tutto. 

L’importante è sapere sempre a chi ci stiamo rivolgendo

Script/Storyboard

Buttare giù appunti, scrivere un copione, costruire e programmare ogni pezzetto della nostra presentazione, è fondamentale per non perdere tempo e per renderci più sicure di ciò che stiamo facendo.

Raccogliamo tutte le nostre capacità di storyteller (anzi, di videoteller) e portiamo il nostro pubblico in un meraviglioso viaggio dentro la nostra proposta di valore.

Una volta deciso cosa raccontare, scegliamo come e prepariamo tutto ciò che ci serve: font, testi, infografiche, animazioni, sfondi, arredi, trucco e parrucco, abbigliamento, … in modo da avere tutto a disposizione quando sarà il momento di girare ed eventualmente di montare.

Contenuti

La bellezza di questo nuovo strumento, il video CV o la presentazione video, è che (ancora) non ci sono regole, quindi possiamo sbizzarrirci nel cercare di fare colpo.

Ci sono però elementi che non possono mancare:

  • un’introduzione, durante la quale dobbiamo trovare le parole per comunicare nostro pubblico la promessa (da mantenere!) che varrà la pena guardare tutto il video 
  • le nostre competenze. quanto più possibile messe in evidenza, anche attraverso escamotage visivi, montaggi, sovrapposizioni, eccetera
  • le nostre aspirazioni, che consisteranno, naturalmente, nel collaborare con chi ci sta guardando
  • una conclusione con una Call To Action per sollecitare la persona che sta prendendo in considerazione la nostra proposta a
    • leggere la versione cartacea
    • chiamarci
    • fissare un colloquio conoscitivo
    • andare sul nostro sito/canale/pagina social.

Il tutto dovrà avere una durata compresa tra i 90 e i 180 secondi.

Tool

Se non mastichiamo molto di montaggio video, ma vogliamo comunque fare da sole, ci sono soluzioni alternative. Io ne ho trovata qualcuna, ma di certo a breve le offerte fioccheranno ovunque.

Trovi tutti gli strumenti che potrebbero servirti nella valigetta della self-videomaker.

Diffondere

La cosa fantastica di una presentazione video, o di un video CV, è che è facilissima da condividere ovunque, dai social alla messaggistica istantanea, dal sito all’email.

Ricordiamo che, a seconda della piattaforma che scegliamo, il nostro video dovrà avere determinate caratteristiche.

Se scegliamo di realizzare un prodotto passepartout possiamo decidere di caricarlo su piattaforme come YouTube, Vimeo o Wistia e da qui linkarlo dove ci serve (in un messaggio su WhatsApp o Telegram, via email, su LinkedIn). Vimeo e Wistia sono considerati più formali e professionali, in poche parole fanno un’impressione migliore.

Imitare

Ricordare

Sentirsi a disagio davanti a una telecamera è perfettamente normale, succede a tutti, anche a chi ci è abituato da sempre. Non dobbiamo preoccuparci, possiamo rifarla tutte le volte che vogliamo, finché non viene esattamente come l’avevamo pensata.

Non improvvisiamo, seguiamo il copione, ma impariamolo in modo da sembrare naturali, perchè non si deve percepire che stiamo leggendo.

Focalizziamoci su quello che sappiamo fare meglio sia per quanto riguarda le tematiche da trattare, sia per la progettazione del video.

Ricordiamo sempre a chi stiamo parlando.

Apriamo la bocca, articoliamo le frasi, non abbiamo fretta, è assolutamente necessario che si capisca bene quello che stiamo dicendo.

Nel dubbio less is more.

Deborah Ugolini

Le immagini, la voce e le parole hanno sempre guidato la mia passione. Ho cominciato come videoreporter e oggi lavoro come videoteller, brand journalist e come consulente e formatrice. Vivo con curiosità e sono fermamente convinta che nella vita non esistano esperienze o competenze inutili.

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