Più leggera con il decluttering digitale

Sei stanca di saltellare tra una zoom call e un messaggio su Instagram, vero? Ti capisco perfettamente: io ormai quando vedo il logo di un sistema di messaggistica cado nel mood disperato ma-che-c’è-ma-chevvoi-ma-perché-lo-vvoi-dda-me. Però un pochettino ci sguazzo anche: è da anni che cerco di convincere le mie clienti a fare quello che chiamo “decluttering digitale” e ora finalmente sembra che tutto il mondo si sia accorto della sua importanza!

Cos’è il decluttering digitale

Ma che cos’è il decluttering digitale? Hai presente quando a primavera apri il tuo armadio, guardi cosa c’è dentro e decidi cosa tenere e cosa dare via? Bene, puoi farlo anche con le app, con i social e con i sistemi di messaggistica.

L’obiettivo è snellire tutto quel marasma di processi che cadono sotto il nome di “vivere online“, in modo da farlo più efficacemente e senza arrivare a scagliare il telefono contro il muro. Cominciamo con qualche buon consiglio e vedrai che se rispetti queste indicazioni in pochi giorni ti sentirai più leggera!

Scegli e metti il timer

I social non ce li ha prescritti il dottore. Certo, sono utili, ti portano clienti, ti divertono, ti permettono di informarti, ma se ci stai troppo (vedi alla voce FOMO) perdono tutti i loro vantaggi.

Come possiamo analizzare il rapporto costi/benefici? Per una settimana tieni un diario e annota tutto: non solo le cose pratiche (contatti utili, proposte interessanti, articoli che ti hanno arricchito), ma anche quelle più emozionali: ti sei arrabbiata dopo mezz’ora di navigazione su Facebook? Potrebbe voler dire che ci dovresti stare meno tempo, o che dovresti disattivare gli aggiornamenti dell’amico complottista.

A questo punto puoi definire quanto tempo riesci a stare sui social in modo proficuo e usare un timer per non sforare (alcuni telefoni ti permettono di farlo direttamente, altrimenti un timer da cucina andrà benissimo. Ah, ti avviso che si fanno scoperte curiose: per esempio TikTok genera in me ansia, ma non se ci navigo il sabato e la domenica. Non c’è un motivo, ma grazie al diario l’ho scoperto e sono corsa ai ripari.

Fai fuori i contatti tossici

Ehi, che hai capito, metti giù quella mannaia! Basta smettere di seguirli e nessuno si farà male. Lo so, alcune persone se la prendono quando le unfollowi, ma con altre puoi farlo senza conseguenze (spoiler: Chiara Ferragni se ne farà una ragione).

A volte seguiamo qualcuno che non ci piace per quella che io chiamo “teoria dello schifo”: è la stessa sensazione che mi prende quando per caso capito su cose trash tipo L’isola dei famosi, che non guarderei mai di mia iniziativa, ma fatico ad abbandonare se me le trovo lì che mi fanno un agguato. Usufruire di questi contenuti dà una sensazione di inspiegabile piacere momentaneo, ma poi ci fa sentire a disagio con noi stessi: evita il problema alla radice e smetti di seguire i profili che non ti piacciono o che ti fanno stare male.

Tra l’altro farai contento anche l’algoritmo, che in questo modo i mostrerà contenuti sempre più affini ai tuoi gusti. Per lo stesso motivo, dovresti anche cancellare i follower inattivi su Instagram: l’engagement ne guadagnerà, perché magari hanno cominciato a seguirti quando pubblicavi foto di altro tipo, o si sono semplicemente stufati nel frattempo, ma di fatto fanno numero, non interagiscono e fanno credere a Instagram che il tuo profilo non sia interessante. Meglio mandarli via subito e convincerlo del contrario.

Gestisci i sistemi di messaggistica

Se sei freelance da un po’, sicuramente indichi nel contratto le modalità di contatto. Ti piacerebbe poterlo fare anche fuori dal lavoro? Ottima notizia: è nelle tue facoltà! “Ma come, a me le mamme dell’asilo scrivono su ogni piattaforma, ho provato a spiegarglielo, ma è tutto inutile!”. Confermo, è inutile, ma non puoi nemmeno fare un viaggio della speranza tra piattaforme ogni volta che ti connetti per trovare eventuali messaggi, e lasciare attive tutte le notifiche è pura follia.

Un’idea può essere quella di cancellare WhatsApp se non ti piace, perché chi prova a scriverti non ti troverà più tra i contatti e sceglierà un metodo alternativo, ma per ogni sistema di messaggistica che non vuoi usare la regola è una: non usarlo, non rispondere, fai ghosting, non palesarti.

Dopo un po’ di tempo le persone si ricorderanno di quella volta che hai detto che preferivi essere contattata via mail (Messenger, Telegram, piccione viaggiatore…) e procederanno proprio così. Tu premiale con una risposta istantanea e la volta dopo se lo ricorderanno. Ci vuole un po’, ma scommettiamo che tra qualche mese ti contatteranno tutti tramite il sistema che hai scelto?

Fai ordine tra le app

Fammi indovinare: anche tu, come me, sei una da “la scarico, che non si sa mai”? Se sì, immagino che il tuo telefono sia un dramma vero, di quelli che cerchi la app per scoprire dov’è la tua banca e spunta roba di editing fotografico vintage che andava di moda nel 2012.

Troppe app consumano spazio nel tuo telefono e ti impediscono di trovare quelle che ti servono davvero, ma anche qui si può rimediare con un diario. Conta le app che stanno sul tuo telefono e dividile per 10. Il risultato sono le app che dovrai analizzare ogni giorno per scoprire se ti servono ancora. Prenditi un po’ di tempo per fare solo questa cernita e se sei incerta nel dubbio scrivi sul diario a cosa serviva quella app e cancellala senza rimpianti. Se un giorno ti dovesse servire, potrai sempre riesumarla!

Sul decluttering digitale avrei molto da dire, perché si applica in tantissimi ambiti che non ho menzionato (le mail, per esempio). Probabilmente, però, ti ho già fatto venire l’ansia, quindi per questa volta ci limitiamo a questi esercizi: scommettiamo che se li fai ti sentirai così leggera da venirmi a chiedere espressamente un altro articolo? Fallo su Instagram, rispondo solo lì 😉

Anna Cortelazzo

Ho un passato televisivo da opinionista tifosa della Fiorentina, ma ora sono una gattara impenitente (il mio gatto deve il suo nome a Prandelli), e tra un felino e l'altro trovo il tempo per dare consulenze sulla gestione di social e siti web. Credo nella slow communication e nelle strategie a lungo termine. Insegno comunicazione all'università di Padova e scrivo per IlBoLive, la loro testata ufficiale

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