Il podcast come strumento di content marketing

Quando ho intrapreso la mia attività di assistente virtuale ero convinta che il mezzo più efficace per farmi conoscere attraverso il web fosse avere un sito internet e soprattutto un blog attivo.

Così ho iniziato a scrivere degli articoli, a parlare della mia professione e di tutto quello che gli ruota attorno, ma ogni volta che dovevo mettermi a scrivere qualcosa avevo il vuoto e un po’ di ansia. Quando mi è stato consigliato di fare un podcast, lì per lì mi è sembrata un’idea assurda. In pochi lo facevano e nessun’altra assistente virtuale ne aveva mai fatto uno. Però, da ascoltatrice, ho pensato che i podcast sono uno strumento utile e molto pratico per imparare, formarsi o svagarsi e che forse crearne uno sarebbe stato meno complesso per me rispetto a scrivere un articolo alla settimana. Valeva la pena tentare e direi che è andata molto bene!

Da quando esiste “Lavoro da Casa” ho trasformato la sezione blog del mio sito nella sezione “News e risorse” senza avere più l’ansia di dover aggiornare tutto con una certa frequenza.

La messa in piedi del mio nuovo progetto però non è stata semplicissima anche se per me è risultato essere molto più facile da produrre rispetto a un contenuto scritto. Ci sono infatti tante cose da fare prima di far sapere al mondo che un podcast esiste.

Il podcast per fare content marketing

Il podcast è un vero e proprio strumento per fare content marketing. Quindi per prima cosa ho dovuto pensare allo scopo del mio podcast e a chi volevo rivolgermi e a come si sarebbe integrato con la mia attività.

La risposta nel mio caso è stata abbastanza semplice, perché ho scelto di parlare a tutte quelle persone che vogliono creare un’attività seria ed indipendente che si possa svolgere da casa, perché desidero dare spunti, idee e consigli a chi, come la Audra di anni fa, è alla ricerca di un’alternativa al mondo lavorativo tradizionale.

È molto importante pensare fin da subito a come integrare il podcast nella propria strategia di business, chiedendosi “in che modo posso essere utile agli altri?” e “ in che modo questo impatterà sulla mia attività?”

Il podcast, così come il video o gli articoli di un blog è uno strumento per fare inbound marketing e un mezzo indiretto per fare business. Non serve infatti per vendere qualcosa a qualcuno o per farti pubblicità in maniera diretta ed invasiva. Il podcast è come una grande scatola al cui interno gli ascoltatori possono trovare qualcosa di valore per loro.

Pensare quindi di produrre qualcosa che aiuti le persone a risolvere i loro problemi, a trovare le informazioni che cercano o a soddisfare le loro esigenze è alla base di un podcast che funziona.

Quello che creerai ti aiuterà a far conoscere te e il tuo brand, a costruire la tua autorevolezza, la tua credibilità e a creare fiducia in te e nei tuoi servizi o prodotti nelle persone che ti ascolteranno. Quelle persone un domani potranno diventare tuoi clienti.

Grazie al podcast sono entrata in contatto con tantissime persone, alcune delle quali sono diventate mie clienti sia come assistente virtuale sia come formatrice e mentore per il lavoro da casa. Grazie a “Lavoro da casa” ho conosciuto molte donne e uomini con storie professionali simili alla mia, ho conosciuto e collaborato con diversi professionisti e in parte è anche grazie al podcast se sto scrivendo questo articolo.

Scegliere il format giusto

Una volta scelto l’argomento di cui tratterà il tuo podcast e chi potrebbero essere i tuoi ascoltatori, dovrai iniziare a pensare alla parte pratica e cioè al format da utilizzare.

Come ti ho raccontato prima, all’inizio l’idea di fare un podcast mi è sembrata un po’ bizzarra: non mi ero mai immaginata nella veste di podcaster, non mi piaceva il suono della mia voce e non pensavo di riuscire ad essere fluida e a mio agio a parlare al microfono. Invece è stata solo questione di abitudine e il format che ho scelto mi ha aiutata molto.

Ho infatti deciso di intervistare altre professioniste e di chiedere loro di raccontarmi il loro percorso e di come bilanciano la loro vita famigliare con quella professionale. L’idea di non essere da sola a parlare ha reso tutto più leggero e mi ha permesso di conoscere ed entrare in contatto con moltissime persone, creando anche delle belle sinergie.

Potresti anche tu scegliere di intervistare altre persone oppure preferire il monologo. Il monologo, secondo me, è la scelta giusta se sei spigliata/o, se vuoi essere l’unico/a protagonista del tuo show e rafforzare ulteriormente il tuo personal branding.

Un’altra alternativa è trovare un compagno/a di avventure e scegliere il dialogo come formato del tuo podcast (come fanno i miei amici del podcast “Diario di due Imprenditori digitali” oppure i ragazzi di Digitalia). In un podcast con due o più speaker è più facile raccontare, commentare, recensire e anche alternarsi per tenere sempre viva l’attenzione dell’ascoltatore.

Il tuo podcast potrebbe anche alternare i vari formati. Io ad esempio ho inserito alcune puntate speciali in cui racconto qualcosa ai miei ascoltatori oppure parlo di un argomento specifico dando la mia opinione, rispondendo a delle domande e condividendo la mia esperienza.

La scelta del format può variare in base alla tua strategia di comunicazione, alle persone a cui ti rivolgerai e soprattutto in base a come sei tu. Il mio consiglio è di testare e vedere quale opzione va bene per te e aggiustare il tiro se ce ne fosse bisogno.

Gli strumenti per il podcast

Molte persone che mi chiedono come si fa un podcast, si focalizzano principalmente sull’attrezzatura da utilizzare. Quello che dico sempre è che gli strumenti sono importanti, ma quello che fa davvero la differenza è il contenuto. Se non c’è ciccia attaccata al tuo podcast nessuno lo ascolterà, nemmeno se lo avrai registrato in uno studio radiofonico. Se invece i contenuti sono validi e utili per i tuoi ascoltatori, le imprecisioni e la qualità dell’audio passeranno in secondo piano.

Le prime puntate del mio podcast le ho registrate utilizzando un paio di auricolari con microfono incorporato per lo smartphone. La qualità audio non era certo delle migliori, ma il contenuto di ciascun episodio è piaciuto e mi sono arrivati molti feedback positivi che mi hanno spinta ad andare avanti e a fare sempre meglio. Dopo qualche puntata ho acquistato un microfono professionale della marca Samson e un paio di cuffie della Sony.

Per le interviste uso Skype abbinato in origine a Callnote, un software gratuito che permette di registrare le chiamate (ce ne sono tantissimi sia per Pc che per Mac). Adesso questo tipo di software non è più indispensabile, poiché la nuova versione di Skype permette di registrare direttamente le conversazioni audio e video.

Una volta fatta e registrata l’intervista passo all’editing audio per pulire la traccia da eventuali rumori, pause troppo lunghe, momenti di incertezza miei o delle mie ospiti ecc. Per l’editing utilizzo nella maggior parte dei casi il software gratuito Audacity. Sistemata l’intervista, monto l’episodio aggiungendo la sigla del podcast, una parte introduttiva e una conclusiva che preregistro sempre con Audacity. Inserisco poi le musiche di sottofondo che avevo acquistato su un sito apposito, AudioBlocks  dove si possono trovare musiche e suoni liberi dal copyright. Su internet si possono trovare moltissime musiche anche gratuite, l’importante è che siano royalty free.

Pronti per la pubblicazione e per la condivisione

Una volta che avrai la tua puntata pronta per essere pubblicata dovrai scegliere la piattaforma per mettere online il tuo podcast e il tuo primo episodio. Per il mio podcast ho scelto Spreaker, attraverso il quale il mio podcast viene distribuito poi su iTunes e su Spotify. Spreaker è un hosting per contenuti audio, proprio come Siteground, Aruba o 1&1 lo sono per i siti web. Oltre a Spreaker ci sono anche Soundcloud e Libsyn.

Una volta che il podcast è pronto e avrai pubblicato la tua prima puntata potrai condividerla attraverso il canale che preferisci. Al mio podcast è associato il canale Telegram “Lavoro da Casa” in cui pubblico i link di tutte le nuove puntate e nel altri contenuti correlati al tema del podcast. Poi condivido la puntata sui miei canali social e lo stesso viene fatto dalla persona che ho intervistato. Questo mi permette di espandere la rete degli ascoltatori e di far arrivare Lavoro da Casa a più orecchie possibili.

Consigli rapidi per far funzionare il tuo podcast

Qualunque sia l’argomento di cui vorrai parlare nel tuo podcast o il pubblico a cui ti rivolgerai ti do alcuni consigli basati sulla mia esperienza diretta:

  • Pubblica con costanza. Decidi se una volta alla settimana, ogni due, ogni mese, ma fallo! Il podcast richiede molto tempo prima di poter vedere i risultati, perciò non ti aspettare di ricevere feedback, recensioni o contatti dopo due puntate, potrebbero volerci anche mesi
  • Sii te stesso/a. L’audio trasmette in maniera chiara l’autenticità o meno delle persone. Se fingi o cerchi di essere chi non sei prima o poi i tuoi ascoltatori ti sgameranno.
  • Parla con chi ti ascolta: usa il podcast o i canali correlati come mezzo di comunicazione a due vie. Non aver paura di dire qualcosa a chi ti ascolta o di chiedere un feedback o una recensione. Piano piano con costanza le persone si affezioneranno a te e potrai ricevere anche i loro commenti.

Stai pensando anche tu a creare un podcast per il tuo business? Se sì, prova a seguire i miei suggerimenti e poi fammi sapere come va. Non vedo l’ora di conoscere il tuo progetto.

Audra Bertolone

Amo quello che faccio, perché mi consente di conciliare famiglia e lavoro e di essere una mamma più felice. Faccio l’assistente virtuale, la podcaster e aiuto chi vuole mettersi in proprio lavorando da casa. Nella mia vita parallela sono un’educatrice cinofila. Nel tempo libero cucio, creo e invento.

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