Impara a copiare

Copia dai migliori. No, non ho scoperto l’acqua calda. Lo dicono in tanti. Si dice che nessuno inventerà più niente. Quindi copia. Ecco i nostri metodi per copiare bene!

Ricordo bene quella volta in cui copiai una versione di greco dalla mia compagna di banco e presi più di lei. Ricordo come si arrabbiò. Ricordo che rimasi senza parole. Come avevo fatto a prendere un voto più alto del suo? Il senso l’avevo mantenuto tale e quale al suo. Allora perché?
Ci avevo messo del mio. Per evitare che il prof (ciao prof!) si accorgesse che avevo copiato, avevo aggiunto alla sua traduzione un po’ di me. Parole mie, incisi, sfumature, espressioni. Quel po’ di me mi fece prendere un voto più alto. Fu l’ultima volta che la mia amica mi permise di copiare da lei. I miei voti in greco e latino ne risentirono.

Progetta un passo alla volta

La parola copia viene dal latino: cum opis che sta per “abbondanza”. Per copiare bene, non per scopiazzare, o darci dentro con la brutta copia di, devi avere un sacco di fonti.
Internet è un sacco di fonti. Però lo devi saper usare. Le tue fonti sono autorevoli? Le hai verificate? Chi fa al caso tuo è davvero un esperto in materia?
Se le tue risposte sono tre sì allora comincia a rimaneggiare il tuo contenuto integrandolo con quello che le tue fonti dicono.
Integrare e rimaneggiare, non copiare paro paro, no, quello è plagio. Integra il contenuto di un altro nel tuo contesto, rimaneggialo usando parole più vicine a te e al tuo business.
Mettici il tuo tono e il tuo stile. Trasforma il testo nel tuo testo.
A volte basta poco. Solo un inizio. Per esempio il titolo di un paragrafo non tuo a far correre la tua immaginazione e a farla rincorrere dalla penna.

Scrivi cose che ti piacciono e che raccontano di te

Abbonda, nel farti delle domande. Quello che stai leggendo ha senso per il tuo pubblico? Se la risposta è solo in parte allora quello sarà il tuo punto di partenza per un pezzo nuovo. Dove le domande giuste che si farebbero i tuoi lettori le sai tu.
Copia dai feedback dei tuoi clienti. Che parole usano? Come si esprimono? Come parlano dei tuoi prodotti? Poi cancella il loro tono e usa il tuo.
Cosa vogliono trovare quando arrivano sulla tua pagina Facebook? E sul tuo sito? Cosa si aspettano dalla tua newsletter? Domandaglielo e parti dalle loro risposte per ottenere il materiale che hai sempre voluto, ma non hai mai messo insieme.
Ricordati che non sei lì solo per promuoverti, perché ai tuoi clienti dopo un po’ dei tuoi prodotti non gliene frega niente. Magari vogliono essere intrattenuti, vogliono essere stupiti, oppure vogliono una soluzione pratica pratica al loro problema.

Shakera e fai ordine, raccogli le idee

Quanti how to hai visto da quando esiste you tube?
Perché non copiare da quelli che ti sono piaciuti di più e rinfrescarli con i tuoi contenuti?
L’originalità sta in noi, sei tu. La tua personalità, il tuo modo di essere, il colore della tua voce. I gesti che fai. Nelle parole che scegli.
Copia il senso delle cose, la sensazione che ti rimandano. Non tutto.
Copia il come ti fanno sentire.
Ruba lì dove vale la pena di rubare.
Approfondisci solo una parte di ciò che di un altro ti ha incuriosito.
Falla tua. Inglobala. oppure falla a pezzi. Stracciala e tieni il pezzetto che fa al caso tuo.
Raccogli, sottolinea e appiccica. Archivia i materiali che trovi e che ti piacciono. Tienili insieme poi disperdili nelle cose che fai e in quelle che scrivi.
Scrivi di cose che conosci e di quelle che ti piacciono. Aggrappati ad una lettera, ad una visione di un altro, a una canzone.
Non mettere limiti alla tua capacità di avere una visione a partire da quella di qualcun altro.
Guarda fuori dalla tua finestra, c’è un mondo fuori che aspetta solo di essere raccontato anche da te.

Austin Kleon ne ha fatto un libro. Si intitola Ruba come un artista. Non c’è una pagina di quel libro con cui io non sia d’accordo (magari tu invece no, allora scrivimi nei commenti che ne parliamo).
Sfogliandolo mi parte quella scintilla che fa sembrare il mondo a portata di un clic.
Lo è, basta solo cominciare a darsi da fare.
C’è un punto in cui scrive: “Se ci si libera del fardello di essere completamente originali, si può smettere di provare a trarre cose dal nulla per accogliere le influenze invece di sfuggirle”.
Quindi lasciati influenzare per vedere com’è e che effetto fa.

E se fai copia incolla? Se non rielabori, non rivedi, non ricostruisci, non ci metti te stesso? Cita la fonte, è un modo di dire grazie a chi si è preso la briga e il tempo di condividere i suoi pensieri e di metterli a disposizione di tutti.

Simona Sciancalepore

Se mi chiedete che cosa faccio, di solito rispondo scrivo. Scrivo perché Jo March scriveva e anche a me veniva facile. Leggo anche, perché, secondo me, la scrittura la fa chi la legge: è così che contamino la mia. Revisiono tanto. Tante cose non mie, per lavoro. Rileggo, leggo ad alta voce, cancello e riscrivo. Scrivo anche quando non scrivo. Lì partono la musica, le immagini e ovviamente i titoli di coda.

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10 commenti su “Impara a copiare”

  1. Le parole contano, hanno peso. Forse sarebbe stato meglio utilizzare la parola “ispirazione” piuttosto di “copia”. Forse, e solo forse, l’originalità non può più esistere o non è mai esistita ma tra ispirazione e copia c’è un abisso e annullarlo giocando sulle parole rischia di diventare un modo di comunicare irrispettoso.
    Non per nulla nel punto citato si parla di “accogliere le influenze”. Il termine copia deriva dal latino ops ma in quel caso è intesa come “abbondanza” mentre nell’uso che se ne fa in questo post è intesa come “facoltà di riprodurre”, nel vocabolario, perlomeno nel Treccani, sono due voci distinte. Come ho scritto, le parole hanno un loro peso.

  2. Ciao Roberta, questo post non vuole mancare di rispetto a nessuno, ma giocare (anche con le parole) sì, Austin Kleon, per dire, ha usato “ruba” e mi piaceva l’idea di seguire quel filone lì. Tutto qui.

    • si può giocare con le parole ma mantenendone il senso… purtroppo molto spesso ci si trova a doversi difendere per violazioni della proprietà intellettuale e questo “ruba dove val la pena di rubare” non aiuta proprio , chi cerca di trovare un proprio stile e produce e crea seguendo quello, lo fa mettendoci molto tempo ed energia…provare, sperimentare, cercare dentro di sè… quello rende più creativi, non il copiare. L’idea espressa dall’articolo sminuisce il lavoro di chi non si fa venire idee da quelle altrui, che davvero così sarebbero capaci tutti…

      • Ciao Claudia, so bene che spesso ci si deve difendere, e il mio post, intendiamoci era volutamente provocatorio, ma continuo a pensare fortemente che copiare a volte serva ad essere più creativi o ad accendere la creatività. Il plagio e la disonestà intellettuale sono altro e non piacciono nemmeno a me.

        • forse non si evince benissimo l’intento provocatorio, continuo a pensare che il copiare possa aver senso nell’ambito di “esercizi di stile”, inizialmente, per prendere confidenza con una tecnica… nella scrittura, nel disegno ecc… ma credo che su questo sito ci si rivolga a chi magari vuole trasformare una propria capacità creativa in un mestiere, e quella fase forse dovrebbe averla passata…

          • Se non fosse provocatorio non saremmo qui a scriverne 🙂 per il resto quello che penso io, ma è solo un pensiero mio, non è forse nemmeno una risposta a quello che scrivi tu, la creatività, in qualunque fase lavorativa ci si trovi, non può avere paletti. Comunque che bello parlarne, grazie 🙂

            • i paletti nella creatività li mette chiunque affermi che l’originalità è un fardello forse 🙂 non chi fa notare che a prendere qua e là non ci sia nulla di creativo… comunque ti saluto e spero che tutti abbiano preso il lato giocoso di questo post (anche se permettimi di dubitarne)

  3. Ciao Simona, in realtà io ho capito benissimo il senso provocatorio della parola “copiare” e mi trovo completamente d’accordo con i tuoi suggerimenti.
    Credo che andando aldilà del senso stretto della parola e, soprattutto per me, mollare un po’ l’idea di essere originale al 100% (questo mi sta frenando da mesi), il tuo post possa aiutarmi davvero a dare una svolta anche nel modo di pensare.
    Grazie 🙂

  4. Sarebbe molto carino se si citasse la fonte di ispirazione quando si mette in atto questo remake di idee altrui. Della serie “non è farina del mio sacco, ma ho preso ispirazione da…”.
    Troppo etico, forse, ma sarebbe giusto secondo me 🙂

  5. Bello l’articolo! Quello che dice Simona nell’ultimo commento (di quasi un anno fa) è giusto, tuttavia è difficile citare la fonte d’ispirazione delle volte perché in realtà lo stesso concetto è riportato talmente tante volte in così tanti siti, che capire da quale sacco proviene l’idea, diventa una missione impossibile.

    Per me il tuo copiare, che poi appunto intendi con ispirarsi, è qualcosa di molto velato. Di solito la vera ispirazione la trovo leggendo post che trattano argomenti diversi dal contenuto che voglio realizzare, basta appunto una frase per far nascere un’idea del tutto diversa. Poi la trasformo in post 🙂

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