La motivazione tra sfida e impegno: piccole strategie per diventare vincenti

Recentemente ho letto da qualche parte un aforisma:

Un vincente è semplicemente una persona che non si è arresa.

Questo post parla proprio di questo: come trovare la motivazione per trasformare un cambiamento che abbiamo voluto apportare alla nostra vita in un  percorso di vitacioè un cammino autentico da percorrere passo dopo passo in vista del raggiungimento di un obiettivo specifico – facendo in modo che nessun incidente, nessun imprevisto, nessuna difficoltà possa farci desistere dal portarlo avanti.

Per raggiungere la meta serve la motivazione

Come è facile immaginare, lanciarsi in una attività professionale autonoma prevede buone dosi di coraggio e capacità di cambiamento. Già, ma qual è la benzina che tiene vivo questo fuoco? Beh, in assoluto la motivazione!

Per motivazione si intende l’espressione, attraverso il proprio comportamento, di quei motivi che inducono il soggetto a compiere una certa azione per il raggiungimento di una mèta. I “motivi” altro non sono che i bisogni, cioè le necessità avvertite dalla persona (lo psicologo americano Abraham Maslow indicò cinque categorie che sottendono molti comportamenti umani: al vertice, i bisogni di stima e autorealizzazione: proprio quelli che ci portano a intraprendere scelte personali all’insegna della creatività, del cambiamento e della realizzazione di sé).

Certamente, questa è una definizione molto tecnica. Per questo, in maniera più colloquiale, mi piace parlare della motivazione come di ciò che ci permettere di sentirci adeguate ad accogliere la sfida del cambiamento e ci sostiene nell’impegno quotidiano necessario per raggiungere gli obiettivi.

Se abbiamo avvertito il bisogno di compiere una scelta professionale alternativa (avviare un’impresa, lasciare la certezza del lavoro dipendente in vista di una libera professione) e abbiamo cominciato a muoverci in questa direzione, conosciamo già il significato autentico della motivazione. Chi si ritrova in questa situazione sa anche che è molto facile attraversare momenti in cui ci si sente inadeguate, deboli o magari incapaci di gestire lo stress e la fatica che necessariamente questi cambiamenti portano con sé.

Accogliere la sfida del cambiamento non è facile: gestire gli impegni quotidiani, le questioni burocratiche da risolvere, l’impressione che il progetto non sia umanamente sostenibile e l’impulso di lasciare tutto e fare un passo indietro tornando al punto di partenza.

Sei consigli per trovare la motivazione

Ma come trovare la motivazione? Ti consiglio alcune buone strategie per non farti sopraffare dalle sensazioni negative e raggiungere il tuo obiettivo.

  • Partire sempre da un obiettivo ragionevole.
    È vero: sono i sogni a dare forma al nostro mondo, ma spesso possono apparire irraggiungibili. Per questo può essere una buona idea quella di trovare obiettivi intermedi che ci consentono di compiere un bel passo avanti in vista del raggiungimento del nostro traguardo finale.
  • Non rimandare!
    Il giorno giusto per cominciare a cambiare è sempre oggi, ricordalo.
  • Fare un buon planning del progetto.
    Mettere nero su bianco un progetto, renderlo concreto, può aiutarci nel perseguirlo. Proviamo a pensare ai tempi, alle modalità, ai passaggi da fare, alle persone da contattare per arrivare dove siamo dirette. Ovviamente teniamo a mente il punto precedente: ragionevolezza prima di tutto!
  • Identificare i possibili autosabotaggi.
    Hai presente quella vocina che senti dentro, ogni tanto, e ti fa percepire una forte ansia? Quella vocina che ti fa pensare che forse il gioco non vale la candela ed è meglio tornare alla sicurezza del punto di partenza piuttosto che buttarsi in una nuova avventura? Ecco, tutto ciò corrisponde ad un autosabotaggio che altro non è se non il tentativo della nostra mente di resistere al cambiamento favorendo il ritorno alla nostra comfort zone. Prima che questa vocina prenda il sopravvento proviamo a pensare a cosa potrebbe dirci in modo da aver, razionalmente, gli argomenti giusti per “ribattere”. Scriviamoli su un diario, rileggiamoli quando ne avvertiamo la necessità.
  • Troviamo, ogni giorno, un pensiero positivo che ci sostenga.
    Contro l’autosabotaggio, ma anche per aiutarci a vivere con leggerezza un passaggio delicato, proviamo a cercare un pensiero piacevole da tenere a mente per tutta la giornata. Può essere carino farci aiutare dalle amiche o dal partner: una frase dedicata a noi che ci aiuti a guardare alle sfide quotidiane con positività.
  • Non da ultimo, ricordiamoci della pazienza.

Chi ha pazienza può ottenere ciò che vuole, diceva Benjamin Franklin.

Cosa ti può far desistere, ora, dal rincorrere il tuo sogno?

Alessia Dulbecco

Quando mi chiedono "di cosa ti occupi?" faccio ancora un po' di fatica a trovare una risposta al primo colpo. Ho cominciato lavorando nel settore educativo, ora posso dire di occuparmi di benessere. Sono una pedagogista e counsellor: aiuto le persone - le donne soprattutto! - a volersi bene e vivere meglio le proprie relazioni: in famiglia, nel lavoro, con i figli. Come pedagogista le sostengo nel proprio ruolo di genitore. Mi piace inoltre lavorare con i giovani seguendoli nella loro formazione ed intervenendo in maniera mirata nel caso di difficoltà specifiche. Sono una lettrice instancabile - i romanzi di Irène Némirovsky sono i miei preferiti - una sushi lover convinta e tento, quando posso, di coltivare la mia passione per la fotografia.

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10 commenti su “La motivazione tra sfida e impegno: piccole strategie per diventare vincenti”

    • Ciao Natalia,
      grazie per aver dedicato del tempo a leggerlo 🙂 I momenti di cambiamento (quando cambia il concetto di famiglia, quando si cambia lavoro, quando cambia l’ottica con cui fai le cose) sono sempre molto delicati..Spero davvero di averti , anche solo per un momento, sostenuto nelle tue riflessioni personali: su ciò che puoi cambiare, su ciò che puoi migliorare e su quali “appigli” puoi usare per avviare questo processo.. 🙂 Un caro saluto!

  1. Grazie per questo post.
    Sembra cadere a fagiolo, proprio in un periodo in cui ogni progetto mi crea ansia a non finire e l’obiettivo che mi sono posta alle volte mi entusiasma, alle volte mi terrorizza.
    Forse, per me, le due cose da fare sono proprio queste:
    – ridimensionare un poco l’obiettivo, in modo che mi sembri più raggiungibile
    – e far tacere quella vocina autosabotante che mi tiene incollata alla sedia del passato
    Uscire dalla propria comfort zone alle volte sembra una vera impresa impossibile…

    • Ciao Alice,
      portare avanti un progetto – in un momento socialmente ed economicamente delicato come quello attuale – genera una sensazione strana: a volte si vive una contentezza estrema, a volte si sprofonda nel baratro delle paure.
      Ho pensato di dare, nell’articolo, qualche piccolo suggerimento rispetto a come impostare il progetto e sono partita proprio dalla mia storia personale: di errori ne ho fatti tanti e diventare counsellor mi ha permesso di guardarli sotto un’altra luce 🙂
      Ti auguro che il progetto di cui mi parli possa realizzarsi! un caro saluto 🙂

  2. Ciao Alessia,
    il post è molto bello, peccato che dobbiamo fare i conti con la dura realtà del mondo del lavoro.
    Io sono uscita dalla mia comfort zone, sto cercando di lavorare come freelance a Modena da più di un anno e tra colloqui per collaborazione ecc ho ricevuto una marea di porte sbattute in faccia (nel migliore dei casi) la maggior parte non si degnano neanche di rispondere…..
    Capiamoci, non mi manca certo l’esperienza, lavoro nel web dal lontano 1999, mi sono trasferita a Modena due anni fa dalla Romagna con il risultato che mi sono dovuta confrontare con un mondo chiuso e a volte pesantemente maleducato.
    Sono partita super motivata nella mia avventura….adesso non lo sono più, sto seriamente considerando l’idea di chiudere con questo mondo e tirare i remi in barca.
    Quando sei una freelance di 38 anni, ti propongono una collaborazione e ti rispondono con un: “……bhè noi paghiamo con i voucher…” ti rendi conto che motivazione, esperienza e professionalità vanno a farsi friggere……
    ciao a tutte e spero siate più fortunate di me!

    • Ciao Francesca,
      comprendo il tuo stato d’animo. essere consapevoli degli sforzi fatti per raggiungere un determinato obiettivo professionale, essere consapevoli della propria serietà ed esperienza e – nonostante tutto – sentirsi dare “certe” risposte non è affatto piacevole. Questo credo sia un problema che riguarda un po’ tutta l’italia, a qualsiasi latitudine (io potrei portarti le mie esperienze tra Liguria e Toscana:..).
      Di una cosa, però, sono certa: citando Anais Nin “vediamo le cose come siamo, non come sembrano”. Essere frustrati dal dover vivere in un posto che non ci piace, in un contesto che giudichiamo chiuso, ci farà vedere in modo ancor più negativo tutte le cose che ci capiteranno. Prima di tirare “i remi in barca” prova a prenderti un momento per te, pensa a ciò che vorresti cambiare e provaci, anche con l’aiuto di un professionista. Le cose sono più difficili se le guardiamo da sole.
      In ogni caso, non demordere. come si dice…la chiave che apre la serratura è sempre l’ultima nel mazzo!
      Un caro saluto e in bocca al lupo per tutto!

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