Vacanze lavorative, come farle funzionare

In questo articolo ti spiego come coniugare vacanze e lavoro, lavorando qualche ora in meno e spostando temporaneamente la tua casa più bottega in un luogo nuovo e stimolante.

Trasferisci il tuo ufficio

Il paradosso più noto della vita da freelance è che forse ti sei messa in proprio per essere padrona del tuo tempo… e da quando l’hai fatto non riesci a prenderti neanche un giorno di vacanza senza soccombere ai sensi di colpa o alla inbox ingolfata. Non siamo qui a fare il muro del pianto, è chiaro, ma è un dato di fatto che quando si è sole a fare andare avanti la baracca è molto difficile trovare il momento giusto per staccare e riposare.

Da un lato sarebbe meglio comunque trovare il modo di farlo, almeno per brevi, magari frequenti, pause. Dall’altro il realismo mi impone di offrirti una soluzione praticabile per allentare lo stress, anche se non hai ancora la possibilità di abbandonare il tuo business per qualche giorno.

Quella soluzione si chiama “vacanza lavorativa” e può prendere diverse forme, da quella più comune, ovvero dedicare qualche ora al lavoro quando sei ufficialmente in vacanza, a quella più ispirata, ovvero “andare in vacanza lavorando”, cioè fare un viaggio per spostare il tuo ufficio in un ambiente più piacevole e/o ricco di attività da svolgere appena termini la giornata.

È a questa seconda situazione che si riferiscono Marie Forleo e tante altre professioniste americane quando decantano i vantaggi di avere un business online, che permette di lavorare da qualsiasi location. Ma i consigli che ti darò oggi si applicano in realtà a qualsiasi modalità tu scelga di utilizzare per coniugare vacanze e lavoro.

1. Scegli il contesto giusto

Prima di tutto assicurati che la tua destinazione e la struttura dove risiederai abbiano una rete wi-fi affidabile, idealmente gratuita. Valuta bene le opzioni: se scegli una località di mare sarà meglio che il wi-fi sia disponibile nella struttura ricettiva (magari addirittura fino in spiaggia), se invece vuoi visitare una città d’arte sarà meglio ci siano locali o aree della città coperti da wi-fi.

Un altro elemento di cui tenere conto quando decidi la tua destinazione è il contesto che ti offrirà: da un lato il successo lavorativo della tua vacanza dipende da quanto l’ambiente circostante saprà ispirarti e stimolare la tua immaginazione, perché se l’unico spazio utile per lavorare è un business center buio e asettico non ha molto senso pagare una tariffa aerea per raggiungerlo! Dall’altro il successo psico-fisico della vacanza sarà determinato dalle opportunità di distrarti e rilassarti. In particolare, verifica che queste ultime siano sempre disponibili, in modo da facilitare il rispetto della scaletta che ti prefiggi contando su qualcosa da fare appena hai concluso il lavoro.

2. Definisci chiaramente i tempi

Se a casa sei una freelance senza orari, in una vacanza lavorativa è fondamentale darti dei limiti chiari e misurabili. Anzi, degli obiettivi! Decidi quando lavorerai, per quanto tempo, quali attività vuoi concludere… e poi decidi come ti premierai al compimento del lavoro programmato! Un massaggio linfodrenante che controbatta la tua condizione costante di sedentarietà alla scrivania? Una cena a base di crostacei in riva al mare? Uno spettacolo a Broadway? Scegli un auto-regalo che ti piaccia proprio tanto e che non avresti la possibilità di concederti a casa, e renderai la vacanza lavorativa un’esperienza davvero eccezionale!

Se sai che ti è difficile rispettare uno schedule troppo rigido, puoi sempre ricorrere a un sistema che ti riconosca un certo punteggio per ogni piccolo traguardo (come suggerisce Leo Babauta) e fissare piccoli premi per ogni piccolo traguardo. Qualsiasi sia il sistema di incentivazione che troverai per mantenerti attiva nelle ore da dedicare al lavoro, ricordati di non darti alternative: niente “potrei lavorare o fare una passeggiata”! La passeggiata potrai farla nelle ore designate di non-lavoro!

3. Anticipa il lavoro

Magari i tuoi bioritmi e picchi di produttività ti portano di solito a fare il grosso del lavoro di sera, ma durante una vacanza lavorativa ti consiglio di anticipare quanto puoi le ore di lavoro. Il concetto è quello che ti suggeriva tua mamma da piccola: prima finisci di lavorare e prima potrai dedicarti al divertimento! 🙂

Se anche fai fatica a svegliarti presto (e farlo in vacanza ti sembra un delitto), prova a dedicare ai compiti lavorativi le ore immediatamente successive alla colazione, di solito c’è la luce migliore e un senso di benessere che difficilmente ritroverai nel resto della giornata.

4. Rispetta le priorità

Il senso di una vacanza lavorativa è trovare il modo per allentare la tensione e trovare un po’ di riposo, quindi dedica le ore lavorative in vacanza solo agli elementi di maggior importanza nella tua to-do list. Non è questo il momento per passare ore sui social network a fare benchmarking, tanto per intenderci. Questo ovviamente significa preparare molto bene la vacanza quando sei ancora a casa, rivedendo tutti i progetti in corso e creando un to-do list rigorosa e puntuale in cui trovino posto solo i progetti davvero importanti.

Questo sistema fa si che non solo ti sentirai produttiva al termine di ogni giornata, ma avrai anche un senso di progressione che aumenterà tantissimo la soddisfazione.Avrai lavorato poche ore, in un contesto splendido e avrai contribuito a portare avanti la tua attività di più e meglio di quanto tu avresti potuto fare a casa. E con meno distrazioni, se ti tieni in un fuso orario che scoraggia le telefonate!

5. Quando hai finito stacca

Lo so, sembra un’ovvietà, ma proprio perché sei in un contesto splendido e immersa in una sensazione di libertà, potrebbe capitarti di voler ignorare qualsiasi limite, e ritrovarti quindi iper-connessa (con una scusa o l’altra). Il mio consiglio invece è di lasciare il lavoro e la connessione nello spazio circoscritto che hai deciso di dedicargli. Ma quando esci da quello spazio non pensarci più, evita di connetterti e magari approfittane proprio per un bel digital detox, complici attività che ti impediscono di avere un device a portata di mano.

A questo punto resta ben poco da fare… forse solo suggerirti tre mete che sono sulla mia wish-list per le prossime vacanze lavorative: Brooklyn in autunno, la Sicilia in inverno, la Norvegia a maggio. E tu? Dove pensi che potresti trasferire l’ufficio nei prossimi mesi? Raccontacelo nei commenti così ci facciamo ispirare!

Barbara Pederzini

Sono una consulente creativa e lavoro soprattutto con marchi e negozi indipendenti del settore lifestyle. Sono anche un'organizzatrice seriale allergica alle convenzioni, e metto queste caratteristiche al servizio delle donne, per aiutarle a disegnarsi una vita su misura.

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3 commenti su “Vacanze lavorative, come farle funzionare”

  1. Io lo faccio spesso in estate, più per necessità che per scelta. Andando sempre al mare nello stesso posto, ormai conosco ritmi e orari, e tutte le tariffe delle connessioni internet 😉 Sicuramente la cosa migliora è lavorare al mattino: dalle 7 alle 10, se proprio sono ispirata, un’ora o due dopo pranzo se decidiamo di riposarci a casa, poi si va in spiaggia, e chi si è visto si è visto! Cerco di rispettare i “weekend” anche quando sono via, così da avere qualche giorno reale di stacco. Il problema può essere far capire questa esigenza al resto della famiglia e ai compagni di viaggio (per questo io scelgo di lavorare quando gli altri comunque dormono 😉 ) e comunque ritargliarsi sempre e comunque almeno 1 settimana o 2 all’anno davvero SENZA COMPUTER…l’ho fatto in viaggio di nozze (dopo 3 anni praticamente sempre connessa) ed è stato un toccasana.

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    • Silvia, scusa tantissimo se mi sono persa questo commento a novembre. O meglio, l’avevo letto, avevo annuito… e poi mi ero dimenticata di lasciarti due righe! Comunque, mi piace tantissimo il tuo ritmo vacanziero in estate, secondo me è un ottimo spunto anche per le lettrici, grazie di averlo condiviso!

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