Quando serve l’elenco?

C’era una volta l’elenco telefonico. Sfogliato umettando il dito, alla ricerca di un nome, un numero o un indirizzo di una persona che avevi in testa, ma non in rubrica.
Era scritto piccolo e fitto fitto, tanto che nel consultarlo dovevi tenere il segno col dito, aveva le pagine sottili e ogni anno veniva ristampato per non perdersi nessuno.

Le liste sono un porto sicuro
Adesso quelle pagine stanno tutte dentro un telefono, e noi aggrappate all’ultimo back-up, che senza non un nome, né un numero e di conseguenza nemmeno una faccia amica. Adesso alla parola elenco segue la lista della spesa, quella delle cose da fare, i desideri messi in fila uno dopo l’altro, gli obiettivi, le spese, le serie tv da guardare e i libri da leggere insieme a una serie di sospiri ben assestati.
Ci scambiamo gli elenchi su uozzapp come con le figurine, alla ricerca dell’elenco che ci manca, quello che non abbiamo ancora spuntato. Non è il senso di colpa a muoverci, ma il punto elenco quel simbolino tanto carino a cui ne segue un altro e un altro ancora con cui allungare la nostra lista. Quello che era lineetta, che poi s’è fatto asterisco e poi punto fermo, e ancora cerchietto.

Una serie di elementi utili per ricordare
Quello che sembra un disegnetto su una pagina piena zeppa di cose scritte, e che per questo fa cadere la tua attenzione lì, proprio lì dove ci sono quelle cose a cui visivamente volevi dare più importanza.
L’elenco è quell’unione di simboli e testo che smuove un po’ la pagina, le dà movimento e fa cadere l’occhio, lo fa fermare giusto il tempo di fare il punto della situazione e capire se accanto ad almeno una di quelle cose puoi aggiungere una spunta, quella specie di V che io calco sul foglio che sta per FATTO, ti puoi rilassare.

Riassumere e organizzare
L’elenco puntato sta bene sulla carta come sulla pagina web, si sposa coi link, con la fretta, con l’occhio che scansione la pagina, con le cose da dire o fare una in fila all’altra. Il web è pieno di liste, dieci cose per, cinque cose di, tre cose per, perché scrivere una lista è come mettere un punto lì dove non c’è (e prendersi una pausa), è semplificare una cosa complicata facendola in tanti piccoli pezzi, è aumentare la leggibilità di una cosa senza pensarci troppo su.
L’elenco ti è utile, magari non lo sai ancora, quindi il mio consiglio è comincia con uno, fai ordine riscrivi le istruzione per punti, o descrivi la tua attività per passi, e se vuoi fare le cose per bene, metti in grassetto una parola per frase per evidenziarla e giocare anche con la forma.

Cose da sapere in caso di elenco
1. Non c’è bisogno di usare tante parole, ne bastano poche, ma pensate.
2. Nelle slide, meno elenchi più effetto sorpresa.
3. Scappa da chi parla solo per elenchi.
4. Personalizza il tuo elenco, se te lo copiano saprai di averlo fatto davvero bene.
5. Non sai come fare a? Comincia da un elenco.
6. Puntato o numerato? C’è un ordine predefinito? Se sì usa i numeri.
7. L’elenco scorre, il resto spesso si salta.
8. Se non è la wish list è la lista nozze
9. Nell’elenco ci sta il gusto dell’enumerazione, del suona bene e del mettere insieme cose che insieme non stanno. Ecco il caos.
10. Le liste sono comode per chi scrive e per chi legge – Luisa Carrada, non vuoi scontentare nessuno, no?

Simona Sciancalepore

Se mi chiedete che cosa faccio, di solito rispondo scrivo. Scrivo perché Jo March scriveva e anche a me veniva facile. Leggo anche, perché, secondo me, la scrittura la fa chi la legge: è così che contamino la mia. Revisiono tanto. Tante cose non mie, per lavoro. Rileggo, leggo ad alta voce, cancello e riscrivo. Scrivo anche quando non scrivo. Lì partono la musica, le immagini e ovviamente i titoli di coda.

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2 commenti su “Quando serve l’elenco?”

  1. Bellissimo!
    Argomento che ho sposato in pieno per la mia comunicazione e sul mio sito studiomadesign.net

    Frase della giornata?
    “… con l’occhio che scansione la pagina … ”

    Grazie & Buona giornata.

    Ciao
    Maddalena 🙂

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